Libri di testo distribuiti gratuitamente alle scuole. In Giappone è polemica

Libri di testo distribuiti gratuitamente alle scuole. In Giappone è polemica

In un articolo su Japan Times si legge che uno dei maggiori editori di scolastica giapponese, Taishukan Publishing Co., ha distribuito materiale gratuito alle scuole pubbliche delle prefetture di Gifu e Nagasaki nonostante fosse proibito. Secondo le direttive del Textbook Publishers Association of Japan, è vietato elargire denaro e merci – incluso il materiale didattico – agli individui coinvolti nella scelta dei manuali da adottare, al fine di garantire che il processo di selezione dei testi sia equo. Tuttavia  Taishukan Publishing Co. avrebbe fatto proprio questo, distribuendo oltre 1900 testi scolastici all’inizio del 2014 al liceo Sogo Gakuen di Gifu, in seguito alla decisione del consiglio scolastico di adottare i testi in inglese della casa editrice di Tokyo, e avrebbe continuato a farlo per due anni.

L’editore nega di aver fornito intenzionalmente questi materiali e punta il dito sui suoi dipendenti che avrebbero fatto tutto in autonomia. In seguito, Taishukan ha ammesso che tre membri del suo staff hanno distribuito 1500 testi al costo di 290 yen cadauno (circa 2,70 dollari) a undici scuole pubbliche e tre private delle prefetture di Tokyo, Ibaraki, Saitama, Kanagawa e Niigata. Con l’aggiunta di queste ultime, le scuole coinvolte sarebbero sedici in sette prefetture.

Così si difende la casa editrice dalle accuse: «abbiamo voluto aiutare le scuole che hanno scelto i nostri libri di testo. Ma siamo stati ingenui».

Se l’intenzione di elargire cultura gratuita nelle scuole possa essere vista come positiva, è evidente che il tornaconto della Taishukan Publishing Co. è stato, almeno fino ad ora, consistente visti gli accordi “illeciti” presi con 16 scuole del Giappone. E infatti la sua mossa viene vista dalla  Textbook Publishers Association of Japan come un tentativo di influenzare l’adozione dei libri di testo in ogni singola scuola.

A tal proposito il Ministro dell’Istruzione, Hiroshi Hase, ha dichiarato in una conferenza stampa che si è trattato di  «una chiara violazione delle regole e di un caso grave», pertanto il Ministero se ne «occuperà con fermezza». In questo senso il Ministero dell’Istruzione controllerà l’attività di altri 38 editori di scolastica per verificare se vi siano stati casi simili in altre zone della regione.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook