Sul Lago Maggiore si restaura l’Isola Bella

Nel complicato stemma della famiglia Borromeo, il motto “Humilitas” spicca al centro in caratteri gotici. Ma siamo ben lungi dall’umiltà e dalla modestia in quell’Isola Bella, sul lago Maggiore, voluta per stupire e mostrare il fasto della famiglia.  I Borromeo l’acquistarono con la vicina Isola Madre alla fine del Quattrocento per farne il loro luogo di delizie. Giardini, statue, panorami, rarità botaniche e palazzi sospesi sull’acqua concorrono tutti a creare uno dei luoghi più ameni d’Italia, un magnifico palcoscenico galleggiante dove ogni giorno va in scena una straordinaria bellezza.  Una bellezza antica, fragile, e bisognosa di cure dopo la tromba d’aria che l’estate scorsa ha irrispettosamente danneggiato il palazzo e lo storico parco. 

L’intervento di restauro non è più procrastinabile per cui i principi Borromeo, dopo i primi interventi d’emergenza, hanno avviato un enorme cantiere che avvolge tutti i seimila mq di intonaci esterni. Il colossale lavoro, sotto il controllo della Soprintendenza ai Beni Architettonici del Piemonte, è iniziato “radiografando” tutti i materiali per rilevarne cadute, infiltrazioni, danni alle pellicole pittoriche e alle decorazioni in granito rosa.

“Quelle fabbriche – scriveva nel 1686 Vitaliano VI Borromeo a proposito del palazzo sull’Isola Bella – sono state tutte da me pensate et in esse in quanto alle inventioni et idee hò seguito il genio mio”. Non è esattamente così. Fu Carlo III  Borromeo a creare in omaggio all’amatissima moglie Isabella d’Adda, novella sposa nel 1612, una delle più fastose scenografie barocche, in un gioco combinato tra architettura, scultura e arte topiaria. Nell’immaginazione, lo potremmo pensare un bastimento ancorato nel blu cobalto del Lago Maggiore, con il palazzo a prua e i giardini terrazzati a poppa.

Dopo l’affollamento turistico dell’estate, d’inverno tutto ritorna silenzioso, una sorta di protettivo letargo cala sul piccolo arcipelago. Non ora, dove si sta lavorando alacremente perché almeno la facciata sia restaurata e liberata dalle impalcature per il 16 marzo prossimo, quando palazzo e giardino riapriranno al pubblico.

Cinzia Albertoni

27 gennaio 2013

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