Curiosando con ARTOUR-O: il Sole 24 Ore Innovazione e crescita digitale

Curiosando con ARTOUR-O: il Sole 24 Ore Innovazione e crescita digitale

Il sole 24 Ore spezza costantemente lance per sgonfiare il pallone del rifiuto al nuovo.

Sole 24 Ore“Il mondo è cambiato e il cambiamento che vediamo è comunque solo la punta dell’ iceberg”.

Così Andrea Biondi, giornalista del Sole esperto in telecomunicazioni, apre il focus dicendo che l’Italia è al XXV posto nell’innovazione tecnologica. Eppure ormai gran parte delle vendite nascono sul digitale e si concludono concretamente per il 20 %. L’e-commerce sta crescendo del 10/15%, un settore che non conosce crisi.

Dario Pagani, Executive Vice President Information & Comunication Technology di ENI, ci dice che l’azienda ha ha creato un portale digitale da cui eroga formazione culturale in modo gratuito. È importante infatti far crescere la società per poter godere tutti dei vantaggi che ne derivano, di fatto enormi.

sole 24 ore“Così i manager dei piu grandi colossi stanno seguendo questo trend” – spiega Angela Ahrends, consulente di Apple e Burberry’s, che dedica il 60% degli investimenti nelle sue aziende – “Starbucks monitora i clienti uno a uno; le PIM devono capire che usare la tecnologià è il passepartout per l’Eldorado. È fondamentale poter creare una Digita Unit per poter navigare con il vento in poppa”.

La resistenza al nuovo è normalmente strutturale all’individuo e le imprese sono fatte di individui. Il fatto fondamentale è che ormai l’unica dimensionè è quella digitale cosa a cui le Piccole imprese guardano da lontano e con diffidenza.

È nata persino la figura dell’Animatore digitale, ma la loro formazione allo stato attuale è carente,
Pasticciare sulle tastiere non è un gioco, o un semplice divertimento, è in realta una professione molto seria e complicata, da cui dipende la vita di un’azienda, anche una bella vita. Ma chi forma gli animatori? Formatori Cercasi!

sole 24 oreIl press tecnologico è forte, si sta entrando nel mercato degli strumenti che ci faciliteranno la vita, strumenti impensabili anche per uno scrittore di fantascienza, cosi come impensabili sono le nuove figure dei rispettivi professionisti: erogatore, broker, regolatore, questi i termini che individuano le nuove professionalità, tutte emergenti, di quella che non è altro che una nuova dimensione.

Sentiamo Alessandro Cozzi, Country Director Enterprise Business Group Huawei Technologies Italy: “Il nostro compito è accompagnare le aziende private e pubbliche nel loro processo di trasformazione digitale, per conseguire i target previsti dall’Agenda Digitale in Italia e in Europa, di modo che siano in linea con i macro trend del mercato; in particolare il Cloud e l’Internet delle Cose giocano un ruolo importantissimo nel nostro Paese, ancora fortemente trainato dall’industria manifatturiera. La nuova sfida, quindi, vede il Ministero dello Sviluppo Economico in prima linea, che oltre all’offerta di soluzioni tecnologiche intende supportare le istituzioni e favorire lo sviluppo di un ecosistema virtuoso tramite partnership con altri player e università”.

Il gruppo, un gigante a livello mondiale, collabora con il MIUR, ha solo trent’anni e negli ultimi 6 anni ha raggiunto un fatturato capogiro di 61 miliardi di euro. Questa strategia vale per un player importantissimo come Huawei ma anche, mutatis mutandis, per una PIM.

sole 24 oreLa parola passa al responsabile Wind, Sharif Ritzkalla, che ci aggiorna sugli ultimi ritrovati di casa Wind, nati dal coworking – forse piu giusto parlare di cothinking – con Samsung. I nuovi prodotti nati dalla ricerca correlata ci semplificheranno la vita, uno per tutti uno smartphone in grado di gestire il flusso privato e pubblico, risolvendo il problema dell’utilizzo nella sfera prvata degli strumenti di lavoro; oppure dispostivi di pochi euro, che mettono in correlazione varie realtà, mantenendo però la propria identità e autonomia: da “monadi” che erano, ora saranno parte di un’unica galassia, generando introiti impensabili. Per dare una pallida idea, il modello è il Radiotaxi.

Chi sono i competitor? E soprattutto, ha ancora senso parlare di competitor?

Secondo Marco Grieco, Business Innovation and Change director OVS, il presente si chiama “full strategy System”. A riprova di ciò OVS, il colosso dell’abbigliamento di largo consumo, ha chiuso un accordo con Google, aprendosi così al mercato globale da una parte e dialogando direttamente con il cliente dall’altra.

Dal Macro al Micro, tutto scorre in maniera fluida. Ecco i quattro assi del poker per raggiungere l’obiettivo: il potenziamento del portale, con una migliore esperienza di acquisto on line grazie alla Google Search for Work – un canale “comunicativo” per far interagire i clienti con “Shoppable hangout” e tour virtuali nei negozi -; un software “Google order sheet” che riorganizza la catena di acquisto e mette in comunicazione più di 800 persone, in 9 locations al mondo, con 700 fornitori; e infine la migrazione dei dipendenti su una piattaforma di lavoro targata Google. Tutto cio avvolto dalla luce di “Italy soul” grazie alla sensibilità all’arte e alla creatività sentita dal Gruppo.

Emerge un parametro importantissimo, l’indice di continuità globale, e in questa classifica l’Italia è al XXII posto. I dispostivi lasciano davvero senza parole, convivemo con dei piccoli budge, useremo internet delle cose che vede la convergenza tra tecnologia e marketing, e le aziede, sulla scia della partnership wind samnsug, non saranno più competitor ma co-competitor, creando una squadra vincente.

sole 24 oreAlexander Stewart, l’Executive Vice President Information & Communication Information& Comunication Technology, conferma che il gruppo di Budrio, leader nella produzione di impianti siderurgici, si è orientato su una gestione trasversale, coniugando mobilità, comunicazione e collaborazione, superando il processo in se stesso.

“L’obiettivo è che i clienti si riconoscano e usino IT. Le soluzioni sono ormai diventate trasversali e non solo di processo”, spiega Stewart, “e il Demand Manager non può più pensare solo in termini di applicazioni e infrastrutture, il nostro cliente interno deve riconoscersi nell’IT”.

I nuovi strumenti si chiamano ora “Communication & Collaboration”, due “must” fondamentali anche per la galassia di Andrea Margaritelli, che comprende, nel senso etimologico del termine, anche la condivisione della storia dell’arte, dell’arte contemporanea, del design, del sociale.
Nuovi modelli, quindi, a mio vedere senz’altro più etici del precedenti “mors tua vita mea“, se pur conditi dai sorrisi. Che l’Homo sapiens, esageratamente tetragono all’etica e ai messaggio dell’esperienza, abbia finalmente capito che la collaborazione nell’etica amplifica le performance?

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