Antonio Canova a Genova: l’invenzione della Gloria

Antonio Canova a Genova: l’invenzione della Gloria

Era bellissimo Antonio Canova, almeno a vedere i suoi autoritratti. Quello che apre il percorso di questa raffinata esposizione negli affascinanti spazi del Teatro del Falcone, è un preziosissimo disegno poco più grande di un francobollo. Proprio a fianco invece una scultura in gesso, una testa di notevoli dimensioni, quasi che i curatori vogliano farci toccare con mano la forza espressiva dell’artista, potente sia nel micro che nel macro.

IMG_7923La mostra incentrata sull’importanza del disegno, farà andare in brodo di giuggiole gli amanti di questa tecnica straordinaria, l’unica in grado di fotografare il pensiero. Perché è proprio il tratto che racchiude l’attimo in cui il pensiero prende forma.

Tanta è l’importanza del disegno che ad esso fu dedicata la più antica Accademia d’Europa, voluta da Giorgio Vasari e fondata da Cosimo I de’ Medici nel 1563, intitolata appunto ” Accademia delle Arti del Disegno”, attivissima peraltro ora come allora.

canovaNon deve essere stato un compito per niente facile selezionare i 74 disegni tra i circa 1800 di questa raccolta privata, in assoluto la più grande al mondo.

IMG_7939Sono assolutamente sublimi e sono questi, insieme ad alcuni gessi e dipinti, i protagonisti dell’omaggio che la Città di Genova, custode a Tursi della magnifica Maddalena Penitente e di tanti altri sue opere, gli ha voluto rendere. Insieme al Comune, il Polo Museale guidato da Serena Bartolucci, il MiBact, l’Università degli Studi, il Comune di Bassano del Grappa custode del tesoro del Canova, la Fondazione Guglielmo Giordano e il Comitato per l’edizione nazionale delle opere di Antonio Canova.

canovaOriginario di Possagno, un paese del trevigiano, orfano in giovane età, viene accolto dal nonno, fortunatamente scalpellino che, notato il suo eccezionale talento lo fa studiare a Venezia dove frequenta gli studi degli Artisti.

canovaLa sua precoce fama lo conduce presto a Roma. Lavora non solo per i Papi, tra cui Clemente XIII e XIV ma anche per Maria Cristina d’Austria, per Napoleone, di cui diventa il ” cronista ufficiale”, per Paolina Bonaparte, di cui tutti conosciamo la celeberrima scultura, per Orazio Nelson, Vittorio Alfieri e George Whashington, la cui scultura venne purtroppo divorata da un incendio pochi anni dopo.

canovaAffidabile competente instancabile, raffinato e capace diplomatico, trova il modo di recuperare, su incarico del Papa le opere trafugate da Napoleone. Si muove velocemente, a proprio agio, tra Parigi Roma Vienna Londra Washington! Per i suoi grandi meriti Pio VII gli conferì il titolo di Marchese di Ischia e un vitalizio di tremila scudi che, a sottolineare la sua grandezza anche d’animo, preferirà devolvere all’Accademia di San Luca di cui comunque era diventato referente.

canovaNonostante i mezzi di trasporto fossero limitati, come si può vedere dalla carrozza che fa bella mostra di sé nell’androne di Palazzo Reale, il nostro era ovunque. È una cosa che mi sconcerta sempre la velocità di movimento dei nostri avi.

canovaCosì Canova, ospite delle più importanti corti, era amato, di più, adorato, dai suoi conterranei, e già nel 1858 era oggetto di orgoglio per il Bassanese Jacopo Ferrazzi sottolineava di essere depositario della grande eredità canoviana: “noi siamo gli avventurati possessori della storia del suo pensiero”.

canovaOra il testimone è nelle mani dei nuovi “possessori” Pietro Folena del presidente dell’Associazione Metamorfosi e di Giuliana Ericani, allora Direttrice del Museo Canoviano di Bassano del Grappa.

canova“Antonio Canova. L’invenzione della gloria. Disegni, dipinti e sculture” è il titolo della mostra che, dal 16 aprile al 24 luglio, viene ospitata negli spazi dell’ex Teatro del Falcone di Palazzo Reale di Genova.
Aperta tutti i giorni salvo domenica mattina e lunedì.

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