New York, il Met rende omaggio al genio di Matisse

In mostra, fino al 17 marzo, 49 opere dell’artista

In fondo ad un lungo corridoio, una sola scritta copre la parete su di uno sfondo blu: “Matisse: In Search of True Painting”. Il Metropolitan Museum rende omaggio ad uno dei più grandi nomi del XX secolo, Henry Matisse. Fino al prossimo 17 marzo, nella Lila Acheson Wing, al primo piano del museo newyorkese, sono esposti ben 49 lavori dell’artista francese, il principale esponente del movimemto Fauves, quel personaggio che più di ogni altro ha saputo rivendicare l’importanza del colore senza nessun effetto di profondità. 

Fortemente influenzato da Paul Cézanne e Paul Signac, Matisse ha fatto del colore l’elemento principale per la creazione dei piani spaziali e delle figure. Per questo è diventato un artista inconfondibile. I colori accesi e vivaci del dipinto “Interno a Nizza”(1918) – dove ha dipinto la stanza e cosa vedeva dalla finestra dall’Hotel Beau-Rivage di Nizza – parlano da soli. E da ogni suo lavoro traspare un entusiasmo incredibile per i colori, che diventano protagonisti assoluti della scena: sono esplisivi e dipinti quasi con veemenza sulla tela tanto da formare una contrastata amronia, un magico accordo con le linee di contorno nette e marcate. 

 

Il colore è, dunque, l’anima di un dipinto perchè è ciò che, insieme alle linee, dà il ritmo alle forme ed è ciò che deve esprimere la luce. Basta osservare “Lusso, calma e voluttà” (1904). Oppure “Grande interno rosso” (1948), dove il rosso, che riempie ogni ogni spazio vuoto, è chiaramente il padrone della scena, mentre gli oggetti appaiono come secondari. E il rosso è disposto in un modo così uniforme che quasi non si riescono ad identificare i due piani: verticale e orizzontale. 

Nelle pennellate di Matisse, i colori, dunque, non vengono usati solo in maniera costruttiva ma anche emotiva, per esprimere particolari sensazioni. Un modo di dipingere che, senza dubbio, lo ha reso una personalità profonda e solenne.

Al Metropolitan Museum sono anche esposti quadri realizzati in serie da Matisse che raffigurano lo stesso tema sviluppato in diversi momenti della sua vita, seppur non troppo distanti tra loro, come “Il lusso I” (1907), “Il lusso II” (1907-1908) e  “Disegno per il lusso” (1907), dove vengono raffigurate tre bagnanti su uno sfondo naturale. Sono opere molto simili ma mai identiche tra di loro. Ne “Il lusso II” si nota bene come le figure, rispetto al primo dipinto, sono molto più nitide, più sinuose e definite ed è quasi come se si staccassero dal fondo. Quasi come se l’artista in questa sua ripetizione volesse andare alla ricerca di un’altra realtà e dell’evolversi della figura.  

A spiccare sono anche due opere su uno stesso soggetto: Notre-Dame. Entrambe dipinte nel 1914 e con lo stesso titolo (“Notre-Dame”), sono però opposte: nella prima la cattedrale è sullo sfondo e i colori sono molto chiari, mentre nella seconda ad occupare tutto lo spazio è uno scorcio di muro della cattedrale parigina con tonalità molto più scure.

Quella di Matisse è un’arte piena di innovazioni che non smetterà mai di sorprendere. Perchè lui, come sostiene Donatella Gobbi, è veramente quel pittore che parla con i colori. 

Valentina Cordero (da new york)

6 gennaio 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook