OSCAR NIEMEYER. Morto il padre dell’architettura irrazionale

Realizzò architetture flessuose come nastri ondeggianti

E’ morto il padre della linea curva, colui che ha sondato le innumerevoli possibilità del cemento armato contrapponendosi al dogma razionalista dell’angolo retto.  Il suo pensiero è racchiuso in poche frasi: “ Non è l’angolo retto che mi attrae e nemmeno la linea retta, dura, inflessibile creata dall’uomo. E’ la curva libera e sensuale. La curva che incontro nelle montagne del mio paese, nella donna preferita, nelle nuvole del cielo e nelle onde del mare. Di curve è fatto tutto l’universo”.  Quando nel 1988 gli fu assegnato il Premio Pritzker per l’architettura, ribadì il concetto: “I fondamenti della bellezza sono l’irregolare, l’inaspettato, il meraviglioso. Avrebbe compiuto 105 anni il 15 dicembre ma per 10 giorni non è arrivato all’esclusivo compleanno perché Oscar Niemeyer si è spento all’ospedale di San Paolo del Brasile il 5 dicembre scorso

 

Disegnava facciate di palazzi con un andamento ondoso: Parigi, Quartier generale del partito comunista francese; annullava la forza di gravità in rampe spiraliformi realizzate con la stessa inconsistente sinuosità di nastri roteanti su se stessi: Spagna, Centro culturale Niemeyer di Aviles; recuperava la classicità degli acquedotti romani rievocandone la fuga degli archi smaterializzati dalla gravosità: Italia. Palazzo Mondadori a Segrate; appoggiava con nonchalance un’elegantissima “astronave” sul promontorio a picco sul mare della baia di Guanabara: Rio de Janeiro. Museo di arte contemporanea di Niteroi. Decisamente un poeta che invece di scrivere versi, li concretizzava in edifici, molti dei quali diventati simboli nazionali a est e a ovest degli oceani.

Era nato a Rio de Janeiro il 15 dicembre 1907, ciò significaaver osservato e partecipato alle trasformazioni architettoniche di tutto il Novecento e aver potuto affacciarsi a quelle ancora più innovative del secolo successivo.  Fu l’unico architetto ad aver inventato ex novo un’intera città: Brasilia, la cui immagine fu creata in soli 41 mesi dal 1956 al 1960 su ordine del presidente Kubitschek. Cuore della nuova capitale è la Piazza dei Tre Poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) dove sopra il tetto del Palazzo del Parlamento spiccano la cupola della Camera e del Senato, quest’ultima arditamente rovesciata. Del 1958 è il progetto della Cattedrale di Nossa Senhora Aparecida, forse la maggiorespressione della sua genialità: sedici archi a sezione parabolica che, quasi saturi di una forza propellente, sembrano razzi pronti al countdown verso l’universo. Non solo cemento, ma anche molto vetro per rendere il luogo religioso permeabile allo sguardo e alla luce. In Italia, oltre al già citato Palazzo Mondadori, Niemeyer progettò la sede della F.A.T.A. a Pianezza, ispirata a un ponte e, ancora in provincia di Torino,  la sede del Burgo  Group nella quale introdusse l’innovativo concetto di open space; a Ravello, sulla costiera amalfitana, posizionò l’Auditorium, un’onda che si avvolge su se stessa sul ripido pendio che scende al mare.

Convinto comunista, fu fortemente osteggiato e boicottato dalla dittatura militare brasiliana e nel 1964 fu costretto all’esilio, scelse Parigi dove aprì uno studio sugli Champs-Élysées sui quali rimase fino al 1985, quando ritornò a Rio de Janeiro riprendendo il suo programma di opere pubbliche con immutato entusiasmo. 

Cinzia Albertoni
9 dicembre 2012

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