«Il filo del pensiero», Alighiero Boetti a Firenze

«Il filo del pensiero», Alighiero Boetti a Firenze
Inaugurazione Alighiero Boetti a Firenze all'Accademia delle Arti del Disegno

“Ci sono 5 sensi, e il sesto senso è il pensiero, la cosa più straordinaria che l’uomo possieda e che non ha niente a che fare con la natura”, così Alighiero Boetti in quest’istantanea della sua ricerca artistica.

“Il Filo del Pensiero”, questo appunto il titolo della mostra dei ricami, aperta da ieri a Firenze nello spazio di Via Ricasoli della prestigiosa Accademia delle Arti del Disegno, la più antica Accademia d’Europa nata nel 1563 per volere di Cosimo I de ‘Medici e di Giorgio Vasari e che vide come primo accademico Michelangelo Buonarroti.

La mostra realizzata in collaborazione con l’Archivio Boetti, ripropone gli arazzi, in realtà ricami, come amava dire l’artista, che trovo ispirazione nei lavori di sua madre, con i temi da lui esplorati dagli anni Settanta fino alla guerra del 79, poi ripresi dagli anni Ottanta ai Novanta grazie alla collaborazione con le donne afghane emigrate in Pakistan.

«Il filo del pensiero», Alighiero Boetti a Firenze
«Il filo del pensiero», Alighiero Boetti a Firenze

L’Accademia delle Arti del Disegno, afferma con convinzione la sua Presidente nella presentazione a catalogo, “non può che riconoscersi in un processo come questo che vede protagonista il Disegno, dallo schema progettuale all’ultimo punto dato sulla stoffa, in quel profondo riconoscimento del valore umano che Alighiero Boetti ha saputo elevare al livello della più alta espressione dell’arte”.

 IMG_6837Interessanti e direi toccanti le chiose ai lavori che la figlia Agata, direttrice dell’Archivio Boetti, ci regala aprendoci così un emozionante spiraglio sull’Uomo più che sull’artista che aveva fatto della “simplicitas” il suo tema portante e trasversale, qualità grandemente amata non solo da lui, ma anche da grandi della nostra storia come Publio Ovidio Nasone che duemila anni fa affermava “la semplicità cosa rarissima ai nostri tempi” seguito cinquecento anni dopo da Leonardo da Vinci che ne riconosceva la forza affermando che “la semplicità è la suprema sofisticazione “.

La mostra è dedicata ad Andrea Marescalchi eccellente artista fiorentino e suo ultimo assistente, ed è e accompagnata dal catalogo edito da Polistampa con la presentazione di Cristina Acidini, Dario Nardella, Agata Boetti e Luca Tomio.

Accademia delle Arti del Disegno
spazio di via Ricasoli 68 – Firenze
dal 14 aprile al 30 maggio
Mart sab 10.00 13.00 17.00/19.00
Dom 10.00/13.00
Tel 055 219642
[email protected]

Tiziana Leopizzi

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