Food&Wine Communication: ecco come cambia la comunicazione enogastronomica

Presso la facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata il 29 e 30 novembre scorsi si è tenuto un seminario di straordinario interesse, dedicato al mondo dell’enogastronomia italiana. Tale evento è nato dalla partnership fra il Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media, in particolare fra il suo coordinatore e docente, la professoressa Simonetta Pattuglia,e il direttore editoriale della rivista di settore ViedelGusto, Paola Cambria, entrambe socie professioniste Ferpi, Fondazione delle Relazioni Pubbliche Italiane.

Ponendo l’attenzione sull’importanza della comunicazione in un settore dove non si comunica solo la qualità del prodotto e del lavoro che vi sta dietro, ma soprattutto sulla qualità e sull’importanza della tutela di un certo modo di lavorare, le due giornate hanno visto prendere la parola e condividere la loro esperienza, rappresentanti di importanti aziende impegnate nel settore.

L’enogastronomia, tema principe dell’evento, presentato come caposaldo della nostra cultura, è stato analizzato come elemento fondamentale dell’economia del nostro paese e soprattutto come settore in espansione. Proprio per l’enorme portata economica dell’enogastronomia italiana, che negli ultimi anni sta acquistando molteplici sfaccettature, l’accento è stato posto sull’importanza di saper promuovere l’attività delle aziende impegnate nella produzione enogastronomica.

 

Hanno preso parte a questa tavola rotonda una serie di importanti personalità, tutte d’accordo su un punto fondamentale: il settore enogastronomico parte dalla grande passione di chi ha fondato, lavora, costruisce giorno per giorno e promuove la propria azienda. Ed è questo il punto di partenza per una buona comunicazione, raccontare questo amore che genera l’attività promuovendo il prodotto di qualità.

Il discorso introduttivo della professoressa Pattuglia è stato dedicato alla presentazione delle tematiche,  alla delucidazione delle finalità di tale evento,al l’approfondimento delle metodologie di comunicazione in questo settore e delle novità che sono state da poco introdotte. Molto interessanti le sue riflessioni sulle molteplici possibilità che provengono dal nuovo ruolo che questo settore sta rapidamente acquisendo nell’economia nazionale e mondiale. Come rappresentante del partner ViedelGusto, la dottoressa Patrizia Vasta, ha illustrato la sempre maggiore credibilità ed importanza che riveste la rivista, in un clima di fermento, quale è quello attuale del settore enogastronomico in Italia. La dottoressa Vasta ha inoltre sapientemente sottolineato come tale settore di grande fascino, sia particolarmente fertile, trattandosi di un settore legato al “piacevole” ma soprattutto un settore a cavallo fra la tradizione, di cui è ricco il nostro paese , e l’innovazione, elemento fondamentale in questo clima di espansione.

Fra le personalità di rilievo che si sono succedute e confrontate nell’aula convegni della Facoltà di Economia di Tor Vergata, un piccolo fuori programma, rappresentato dl contributo della dottoressa Sarcina, rappresentante dell’evento annuale Cerealia, un festival dedicato a tutti i cereali, che rievoca come  nell’antica Roma negli antichi riti delle Vestali e nei Ludi di Cerere fossero festeggiati i cereali. In una visione più ampia, la festa è estesa ai paesi del bacino del Mediterraneo, da cui il sottotitolo Cerere e il Mediterraneo

La prima giornata è stata quasi interamente dedicata al vino ed ha visto confrontarsi ed interagire in modo vivace e costruttivo il dottor Mauti, direttore commerciale della rivista ViedelGusto, Graziana Grassini, enologa di Sassicaia e consulente presso l’Istituto Vite e Vino, Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto Marchigiano Tutela Vini e Marina Cvetic, rappresentante dell’Azienda Agricola Masciarelli.

Meravigliosi i loro contributi che mettevano insieme l’enorme competenza di ciascuno ma soprattutto la straordinaria passione che li accomuna. Sentir parlare Mauti della ricerca della qualità da promuovere, Graziana Grassini presentare il suo lavoro come atto creativo e raccontare con estrema umiltà  l’importanza di mantenersi umili e di guardare sempre al meglio da cui imparare oppure Marina Cvetic definire il vino come narrazione materiale di un territorio, “perché produrre il vino è come scrivere una poesia”, ha creato nella platea un clima di grande fermento, dando importanti stimoli e spunti creativi.

Questa prima giornata è proseguita con gli altrettanto stimolanti interventi di Massimo Di Cinto, giornalista ed esperto di comunicazione, di Leonardo Carassai, imprenditore del Pastificio Carassai  e di Luigi Caricato, Oleologo, scrittore, giornalista e fondatore del blog Olio Officina. Molto interessante inoltre l’intervento di Pier Michele, giornalista di Wine News, che ha approfondito le difficoltà di comunicazione sia dal punto di vista delle aziende che da quello del consumatore.

La prima giornata si è auspicabilmete conclusa con un ricco aperitivo di accompagnamento alla degustazione delle birre artigianali del Birrificio Birra del Borgo.

La seconda giornata ha avuto in apertura un relatore di eccellenza, lo chef Gennaro Esposito, proprietario e cuoco del ristorante Torre del Saracino. I modi gioviali, la semplicità di linguaggio e l’enorme passione per il mondo della gastronomia hanno letteralmente incantato la platea. Un vero comunicatore della passione e della buona cucina. A seguire l’intervento di Barbara Guerra, sommelier e maestra assaggiatrice di formaggi, fondatrice del consorzio le Strade della Mozzarella. Il suo contributo ha guidato i presente in un avvincente viaggio attraverso le aziende casearie produttrici la mozzarella di bufala e poi ancora un cuoco, Cristiano Tomei, chef stellato del ristorante L’Imbuto del Lucca Center for Contemporary Art.  L’accento toscano, l’amore infinito per la gastronomia, la grande esperienza in cucina e la passione per il prodotto fresco  sono stati gli argomenti che hanno letteralmente incantato i presenti. Tomei ha concluso il suo intervento offrendo tre meravigliosi pani caserecci preparati da lui, serviti sul tagliere da condire con un delizioso olio extravergine. E proprio di pane ha parlato il relatore successivo, Antonio Menconi, presidente dell’Associazione Pani Tradizionali, sottolineando non solo l’importanza della materia prima, ma soprattutto la sempre maggiore necessità di creare coscienza gastronomica. Menconi ha parlato sia dal punto di vista economico, che da quello gastronomico di etica, sottolineando come impartire una educazione alimentare seria stia diventando una necessità, non solo dal punto di vista della salute, ma anche da quello economico. La seconda giornata si è conclusa con gli interessantissimo contributi : il primo quello di Barbara Papa, responsabile marketing e comunicazione del marchio Acqua Filette.Fonte Italia. Comunicare l’acqua, come ha sottolineato la Papa, passa attaverso l’immagine, la bottiglia e l’etichetta.

L’enorme lavoro che è stato fatto per questo marchio nuovo e allo stesso tempo di antica tradizione è stato raccontato con orgoglio e sobrietà. Il secondo ed ultimo contributo è stato quello di Leonardo Di Vincenzo, proprietario del Birrificio Artigianale Birre del Borgo, che ha raccontato la sua avventura condividendo le incertezze dei primi tentativi, le difficoltà di un mercato giovane ma ricco di possibilità e la straordinaria tenacia di chi oltre a mettere la passione, ci mette la faccia.

Proprio questo è emerso in questa due giorni: comunicare in questo settore significa trasmettere passione, assicurare qualità mettersi in gioco e garantire mettendoci la propria faccia. I comunicatori di domani devono fare tesoro di questo importante evento e lavorare sulla base di queste straordinarie esperienze!

Valeria Vaticano

5 dicembre 2012

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