Lezioni di storia: Milanesi. Laterza presenta il Novecento a Milano

Lezioni di storia: Milanesi. Laterza presenta il Novecento a Milano
Lezioni di storia: Milanesi

Si inaugurerà mercoledì 20 aprile l’ottava edizione di Lezioni di storia, l’evento culturale promosso da Laterza in collaborazione con la Fondazione «Corriere della Sera», il centro culturale «Alle Grazie» e «MemoMi – La memoria di Milano». Quest’anno il tema e il titolo del ciclo di seminari sarà Milanesi e avrà l’obiettivo di far conoscere le personalità di maggior spicco del Novecento meneghino.

Dal 20 aprile fino al 22 giugno 2016, ogni mercoledì alle 21.00, le porte della Basilica Santa Maria delle Grazie si apriranno al pubblico, ospitando storici, studiosi e professionisti dell’informazione che racconteranno le vite di politici, medici, artisti e operai per rispondere – come si legge nel comunicato stampa – alle domande: «esiste una letteratura, una impresa, un giornalismo “milanese”? Quanto la milanesità si è lasciata contaminare dall’esterno? E quanto invece ha ibridato il resto del paese?».

Milano, casa di stranieri e italiani, città aperta al mondo e che dal mondo trae ispirazione per innovarsi e trasformarsi, è tacciata di asetticismo malgrado la sua anima cosmopolita. La rassegna di Laterza vuole dare spazio a quest’anima, portando alla luce le vite di chi ha contribuito a renderla la città che sta diventando: il direttore del «Corriere della Sera» Luigi Albertini, i politici Filippo Turati e Anna Kuliscioff, il medico Luigi Mangiagalli, il primo critico d’arte donna in Europa, Margherita Sarfatti, l’artista Filippo Tommaso Marinetti, il banchiere Raffaele Mattioli, l’architetto Gio Ponti, l’avvocato Giorgio Ambrosoli, il cardinale Carlo Maria Martini e, infine, Armando e Maria, che, in questa rosa di colletti bianchi e acculturati, rappresentano la realtà più vera della Milano costruita grazie ai sacrifici dei lavoratori. Loro, unici esponenti della classe operaia, fanno sentire la mancanza, in questa rassegna, di persone comuni il cui sudore della fronte è stato decisivo in una città conosciuta nel mondo per l’alto valore del lavoro. Ma sono forse la diversità delle professioni e il pluralismo ideologico dei personaggi scelti le premesse del successo di un evento che vuole scattare una fotografica storico-culturale quanto più nitida possibile.

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