Ma quanto valgono le librerie?

Ma quanto valgono le librerie?

Nella comunità dei lettori più accaniti, si sentono spesso pareri discordanti circa il progredire dell’editoria e quindi del mondo della cultura e del libro. Ad esempio c’è chi l’e-reader non lo vorrebbe nemmeno se glielo regalassero e chi invece lo usa per comodità e convenienza economica; ci sono lettori che hanno bisogno della completa tranquillità e anche del totale silenzio per poter leggere e immergersi nelle pagine, mentre spesso altre persone si riescono a concentrare anche quando intorno regna il caos più assoluto. Insomma, ogni lettore/lettrice è fatto a modo suo e non ci sarà mai la possibilità (ed è proprio questo la bellezza della lettura) di poterli tutti uniformare. Ma su un argomento particolare, sicuramente tutti i lettori del mondo sono d’accordo: la chiusura di una libreria ha gli stessi effetti di una pugnalata al cuore, è una cosa che proprio non si può tollerare.

Le librerie hanno un loro valore intrinseco che le contraddistingue ormai da decenni se non di più e nessuno ha il diritto di privarle della loro esistenza tanto meno di quella che è l’importanza di cui si rivestono praticamente da sempre. E nell’ambito della settimana dedicata alla lettura dalla città di Torino, ancor prima che si inizi con tutti i vari incontri ed eventi, domenica 3 aprile 2016 alle ore 10, si terrà un incontro molto interessante, organizzato dall’ Associazione Librai Italiani e dal SIL – Sindacato italiano librai e cartolibrai sul tema della Legge per il libro in discussione in Parlamento, sulle proposte di sgravi fiscali per le librerie e sulla promozione della lettura.

L’iniziativa promossa dalle due Associazioni di cui sopra, vuole principalmente sottolineare la necessità di far andare avanti la proposta di legge sul libro ferma in parlamento e vuole, concretamente, verificare se è possibile per le librerie torinesi attuare degli sgravi fiscali, come è già stato fatto per i cinema. Torino dunque si candida per essere la prima città italiana a dare l’esempio. Quindi l’obbiettivo primario di questo dibattito è quello di  sottolineare e comunica (ad esempio alla politica Italiana) quale sia il Valore sociale delle librerie e di tutta la filiera che porta poi il libro alla vendita finale.

Ognuno di noi, amante della lettura, ha il ricordo di quella o questa libreria, in cui magari ha comprato il primo libro, il primo fumetto, il primo romanzo in età adulta: rientrare dentro un luogo simile permette alla mente di viaggiare, ma consente anche magari di instaurare un dialogo tra il libraio vecchio stampo (che non solo conosce a memoria la disposizione dei manoscritti nella sua libreria, ma spesso e volentieri ne ha letti parecchi) che può suggerire, aiutare nella scelta di un certo libro o quando si decide di regalare un romanzo, quale sì e quale no. Capita in tutti i negozi di abbigliamento che durano nei secoli dei secoli, perché la gente invece si sta stufando di comprare libri cartacei costringendo dunque molte di queste ad abbassare la serranda per sempre?

A queste domande e a moltissime altre, tenteranno di rispondere alcuni personaggi, come il Sindaco Piero Fassino e Giovanni Solimine, presidente dell’Associazione Forum del Libro: tutto questo avverrà domenica 3 aprile 2016 alle ore 10, presso il Circolo Cecchi Point, in via Cecchi 17 a Torino (info: www.cecchipoint.it; www.torinochelegge.it ).

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