#savetheculture… Maybe?

#savetheculture… Maybe?

A noi lettori piace.. in realtà, piacciono un sacco di cose. Avere tantissimi libri anche quando si ha la libreria stracolma di letti/ancora da leggere/forse lo leggerò/ma sì lo avevo comprato perché era tutto solo su una bancarella. Ci piace annusare i libri e sì, la carta non ha sempre lo stesso odore. Ma principalmente ci piace l’idea che qualcuno, che sia vicino o lontano, abbia le nostre stesse manie e che possa comprenderci: cosa c’è infatti di più utile (per noi e anche per l’editoria) che effettuare un qualunque tipo di book crossing? Questo termine è entrato nel nostro dizionario italiano da ormai parecchi anni, anche se non sempre si è rivelato così efficace come si sperava.

E dunque, per cercare di migliorarlo ulteriormente, nasce l’iniziativa #savetheculture e anche il tanto odiato hashtag in questo caso sembra aver ottenuto un particolare successo. Un tipo di scambio letterario che si propone di attraversare gli oceani e i mari, per mettere in contatto virtualmente e non, diverse persone che decidono di partecipare. Le regole per aderire sono semplicissime: basta scrivere un post sulla propria pagina Facebook in cui si richiedono i like e quindi la partecipazione di sei persone, più lontane sono nel globo e meglio è. Una volta ottenuto il primo like di una qualsiasi persona, gli si richiede di fare copia e incolla dello status sulla sua bacheca. La persona che ha messo il primo like dovrà inviare tramite posta un qualsiasi libro, scelto a sua discrezione, al precedente soggetto che ha deciso di partecipare all’iniziativa e via discorrendo.

Per capirci, se A mette un like a B, B scriverà ad A l’indirizzo di C (soggetto a cui B ha un messo un like) ed è proprio a quest’ultimo che A dovrà inviare il libro. Tolte le poche regole di questo gioco letterario, la possibilità di rimanere un po’ fregati è elevata, proprio perché un’altra cosa che piace molto ai lettori è anche poter avere più libri possibili senza dover spendere un patrimonio, anzi meglio ancora se non si tira fuori nemmeno un centesimo. Ma se si coglie il vero obbiettivo dell’iniziativa (che in America e in Inghilterra ha avuto un ottimo successo), il vero amante della lettura non può che partecipare e forse spende anche volentieri una piccola cifra per inviare un romanzo, un giallo, un saggio ad un soggetto sconosciuto, con l’ovvia speranza di riceverne altrettanti. L’intento è proprio quello di creare una comunità di lettori (in quanto, chi potrebbe mai mettere la parola “fine” a questa iniziativa?) che si possano sentire e scambiare costantemente i propri libri preferiti, magari instaurando un dialogo che nasce indubbiamente online, ma che potrebbe anche proseguire tramite degli incontri. E allora, che le critiche ai social come Twitter e Facebook si facciano da parte: forse per la prima volta un hashtag può aiutare a salvare la cultura!

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