Trame di moda. Donne e stile alla mostra del cinema di Venezia

Trama come storia, ricordo, memoria. Trama come insieme di fili che, uniti con quelli dell’ordito, formano il tessuto. Trama come intreccio di materiali, di colori narranti una vita: i tessuti come cantastorie di mondi favolosi, hollywoodiani, principeschi.

 

Trame di moda, è la mostra, curata da Fabiana Giacomotti, scrittrice e docente di Scienze di Moda e del Costume alla Sapienza di Roma, e da Alessandro Lai, costumista e storico dell’arte, che si terrà fino al 6 gennaio 2013 presso il Museo di Palazzo Mocenigo – Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume. L’esposizione raccoglie più di settanta opere provenienti da collezioni, maisons di griffe e da set cinematografici, con l’intento di documentare le connessioni tra grandi films girati in laguna e la moda.

Si delinea silenziosamente un cinema raccontato attraverso lo stile e, cosa ancora più interessante per il visitatore, una città raccontata attraverso le trame del tessuto. Il rapporto creativo che lega, del resto, molti designers e artisti a questa città, viene esplicitato nella figura di Gianfranco Ferrè, uno dei più abili traduttori dell’opulenza rinascimentale e barocca lagunare, uno dei pochi a trasferire le sinfonie cromatiche e la sensibilità di Veronese, Tiziano, Tiepolo nelle trame dei suoi modelli che si rivelano trasposizioni tridimensionali di volumi e forme pittoriche.

Il risultato non è quello di una cultura autoreferenziale che vuole una Venezia fastosa e patinata in contrapposizione alla Venezia quotidiana, ma una cultura che si rivaluta e cerca in sé stessa nuova forza vitale: in tale ottica la mostra si inserisce perfettamente nella ricerca intrapresa anni prima da Andy Warhol, il primo forse a vedere le potenzialità dello spettacolo e del glamour.

Il percorso della mostra, che dal piano terra arriva fino al primo piano del palazzo veneziano, riproduce il lungo e agognato percorso delle stars, sul celebre red carpet: ad accogliere il visitatore tra gli applausi e le urla il meraviglioso abito di Vionnet indossato da Madonna nel 2011. Partendo, dunque, dal celebre tappeto rosso si arriverà fino all’aspetto più teatrale del cinema, quello dei costumi di scena, non solo i vestiti d’epoca del Casanova di Fellini o di Morte a Venezia di Visconti, ma anche quelli che hanno fatto storia come gli abiti indossati in Summertime di Lean o in Anonimo Veneziano di Salerno, o che la faranno come le mises de Il talento di Mr Ripley di Minghella o di The Tourist di Von Donnersmarck.

Grazie ad un allestimento spettacolare che si sposa perfettamente con l’ambiente che lo contiene, il visitatore può immergersi totalmente nel dialogo incessante e misterioso che accompagna e coinvolge i diversi generi artistici: in questa cornice unitaria l’arte, la moda, la fotografia, il cinema sono riuniti inaspettatamente insieme per mostrare e dimostrare l’assenza di qualsiasi tipologia di barriera tra le differenti espressioni artistiche e lo scorrere del tempo.

La moda non è più mera espressione di gusto, semplice esempio di artigianato, ma arte, dove arte è sinonimo di creatività, innovazione, sconvolgimento sociale e intellettuale. Ogni tipo di giudizio negativo che vede questo linguaggio artistico come futilità e frivolezza, scompare ammirando silenziosamente, come se ci si trovasse in un luogo sacro, le opere esposte: non semplici vestiti, ma simboli; trame di storie, le nostre e quelle delle pellicole cinematografiche, che ci vengono mostrate nel poetico succedersi dei tessuti, dei materiali, di oggetti che divengono quasi feticci, diari visibili e immortali di sentimenti ed episodi di vita vissuta. La moda in tal senso diventa espressione visibile e tangibile di noi, della nostra maschera, di chi vogliamo essere e di come lo interpretiamo su quel palcoscenico chiamato vita.

È con tale spirito che il visitatore deve approcciarsi a Trame di moda: predisposto all’ascolto della storia che ogni abito possiede e che può e deve raccontare, un modo insolito per riscoprire vecchi films, libri, epoche, persone.

In un tempo, quindi, in cui tutto è stato fatto e tutto è stato detto, in un periodo in cui la disperazione e l’angoscia troneggiano sui giornali, Trame di moda va controcorrente riportandoci per qualche ora in un momento di serenità, di colori e di luci: un paese delle meraviglie dove gli anziani ricordano e i giovani possono sognare, un modo per rendersi conto di quanto l’arte, in qualsiasi forma si presenti a noi, possa donarci un po’ di speranza e di pace anche nei momenti più bui.

 

Didascalia immagine.

Cover Trame di Moda.

Scheda tecnica.

Trame di Moda. Donne e stile alla Mostra del Cinema di Venezia, fino al 6 gennaio 2013, Museo di Palazzo Mocenigo – Centro studi di Storia del Tessuto e del Costume, Santa Croce 1992, Venezia.

Orario: 10.00-17.00 (la biglietteria chiude un’ora prima). Chiuso lunedì.

Biglietti: intero 7,50 euro; ridotto 3,50 euro per ragazzi dai 6 ai 14 anni, studenti fino ai 25 anni; gratis per i residenti e nati nel Comune di Venezia, guide autorizzate, membri I.C.O.M.

 

Giulia Jurinich

18 novembre 2012

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