Prima di Rebis: “Oggi ogni artista è un sacerdote”, a Torino dal 22 novembre

Il 22 novembre verrà inaugurata a Torino presso la Chiesa Bizantina di San Michele Arcangelo, la mostra dal titolo Prima di Rebis, con la curatela di Edoardo Di Mauro. La mostra rende omaggio al pensiero di Rebis riguardo l’arte contemporanea, rispetto alla definizione dell’arte stessa e al ruolo dell’artista.

L’esposizione è stata allestita nella cripta della chiesa per uscire da quello che Rebis denomina come l’infinito presente dell’arte contemporanea, pensiero che si rifa’ a quello di Mario Perniola, filosofo e teorico dell’arte contemporanea che afferma:“l’opera d’arte dell’avvenire sarà criptica o non sarà; nasce e cresce un nuovo orientamento artistico ed estetico, caratterizzato dal riconoscimento della difficoltà dell’arte.

L’attenzione si sposta perciò verso l’idea della cripta, che sembra bene esprimere sia la resistenza nei confronti della banalità e dell’omologazione sia la singolarità di uno spazio che si definisce allo stesso tempo come esterno e come interno. Sembra così che l’opera d’arte dell’avvenire sarà criptica o non sarà”. Rebis sottolinea che: “Oggi ogni artista è un sacerdote… avendo perso l’arte contemporanea l’ancoraggio sia alla Metafisica che alla Realtà si propone essa stessa come Religione e Chiesa; anzi… è diventata il luogo politeista delle tante Chiese…”.

Quale è quindi il significato, l’intento dell’arte attuale? Rassicurare o scioccare? Stupire o ritornare alle origini? Aggregare o scomporre ? Una questione di fondo resta ancora scoperta: ma i musei d’arte sono diventati forse le nuove Chiese della nostra epoca? Non possiamo non avvertire un atteggiamento polemico nel pensiero di Rebis, ma calcolando il momento storico attuale non si può escludere che l’arte contemporanea sia spesso alla ricerca di un confronto con la spiritualità, per ottenere quasi un ritorno alla purezza.

In mostra saranno esposte una serie di tele a olio dal titolo: Oltre lo spazialismo concettuale, dove ci saranno monocromi “tagliati” con la metodologia di Lucio Fontana, il cui significato è la violazione della materia. Seguiranno poi le riproduzioni di due opere del Caravaggio: La crocifissione di Pietro e il Bacco, forate anch’esse ma con una traiettoria circolare. Poi si ritrovano due icone del Novecento: Kasimir Malevic e Andy Warhol, con i suoi ritratti in chiave neo pop, della serie Kinder. Completa la mostra una personale tela dove vengono mescolati diversi stilemi della pittura contemporanea su un unico eclettico soggetto: una bandiera italiana che si dissolve, un omaggio alla nostra incerta situazione finanziaria.

Sull’arte contemporanea si è sempre discusso: arte “troppo concettuale”, senza manualità, troppo frivola o eclettica, ma la verità è che proprio l’arte contemporanea diventa la massima espressione del sè, in un’epoca dove la prigione della precarietà comprime, l’arte riesce ancora a liberare l’animo umano.

 

Lucia Arezzo
17 novembre 2012

Info:
Prima di Rebis
Chiesa Bizantina di San Michele Arcangelo
Piazza Cavour, Torino
Inaugurazione 22 novembre 2012, h 18.30
23 novembre – 22 dicembre 2012
Ingresso libero, tutti i giorni 16 – 20

                    

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