A Parigi il primo museo europeo della lettura digitale

A Parigi il primo museo europeo della lettura digitale
Le Petit Musée de la lecture numérique

Sarà a Parigi il Piccolo Museo della lettura digitale (Le Petit Musée de la lecture numérique), una vetrina per il grande pubblico e per i professionisti che esporrà l’evoluzione del libro degli ultimi 20 anni, nonché il primo spazio europeo dedicato alla storia dei dispositivi di lettura.

Dal comunicato stampa emerge che il progetto – guidato da Elizabeth Sutton, consulente editoriale e fondatrice del sito IDBOOK.com – vuole mettere a disposizione «un patrimonio digitale, costituito da e-reader, tablet, smartphone» e diventare un luogo di mediazione dove apprendere nuove abitudini di lettura, tra innovazione e tradizione. Infatti, il valore dell’idea va al di là della mera raccolta di dispositivi tecnologici fine a se stessa, ma, come dichiara la Sutton, si tratta di un «progetto importante perché, nello stesso modo in cui esploriamo il nostro patrimonio letterario, dobbiamo conservare memoria degli strumenti che ci consentono di usufruire di questo contenuto e – continua – speriamo di convincere gli amanti della lettura a partecipare a questa idea».
Si tratterà, infatti, di un progetto comunitario a cui i lettori stessi parteciperanno attivamente, donando il proprio supporto digitale che diverrà parte del museo, o indirettamente seguendo da spettatori l’hashtag #MuséeLectureNum.

Il Museo della lettura digitale racconterà la storia di una metodologia di lettura che, inizialmente tanto contrastata, è entrata a far parte delle abitudini di molti lettori di tutto il mondo: da Incipit, il primo prototipo di e-reader made in Italy che non è mai uscito dalle pagine di una tesi di laurea degli anni ’90, al Cybook francese del 1998 rilanciato nel 2003 dalla Bookeen, fino ad arrivare alla tecnologia e-ink ideata da Sony nel 2004 che ha permesso la costruzione degli e-reader moderni, si ripercorreranno le tappe più importanti della storia della lettura digitale.
Il museo parigino andrà ad affiancarsi a quei santuari della carta già esistenti, che finora ci hanno permesso di rivivere l’evoluzione della scrittura e della lettura dai tempi remoti ad oggi, andando a delineare un percorso che non vuole sostituirsi alla tradizione ma viaggiare parallelamente ad essa.

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