Vermeer ovvero stralci di vita quotidiana

Dal 27 settembre al 20 gennaio 2013 il pubblico esperto e non potrà godere del sito privilegiato delle Scuderie del Quirinale a Roma, per assistere ad un uso sapiente ed elegante del colore, eseguito dall’indimenticabile mano del pittore olandese: Johannes Vermeer. Già nel primo suo quadro: La stradina, (che offre la bellezza poetica della città di Delft), si nota un assetto cromatico elegante e che va a ricordare un “incasellamento” sapiente di tessere di un mosaico culminante nel grande tono interpretativo emozionale dei protagonisti immobili del dipinto. Si può assistere, quasi attoniti, ad un’efficace ricostruzione degli scorci sulle abitazioni del XVI I secolo che ci rendono partecipi di tratti di vita quotidiana.

In ogni dipinto di Vermeer, tutte le donne lasciano, come si avrà modo di vedere, un alto ideale di virtù domestica che, a quei tempi, rappresentava un valore molto elevato per le Olandesi. Segue nel percorso (intercalato da numerosi altri esponenti della pittura olandese del Seicento), una rappresentazione pittorica di Santa Prassede la quale, messa a confronto con l’esposto quadro del Ficherelli, ha in più, tra le mani, il crocifisso che le conferisce un più alto senso di devozione, ed un uso di colori pastello maggiormente marcato rispetto al precedente pittore. Questa immagine (che ricordiamo esser presente nell’artista, dopo la sua conversione), si può rammentare nella vicinanza ai Gesuiti data dalla grande considerazione di questi ultimi per la Santa, e dovuta proprio anche ad un episodio della vita del pittore, ossia quello di aver sposato una giovane vicina all’Ordine della Compagnia di Gesù.

Meno caratteristica La giovane donna con bicchiere di vino dove, però, si evidenzia bene il sorriso rivolto all’osservatore mentre tiene in mano il bicchiere di vino bianco offertole da un ammiratore. Qui è rimasto l’amore non corrisposto, cantato dai poeti del seicento che riconducono ai sonetti del Petrarca. Tuttavia, mentre per il poeta l’amore era irraggiungibile, gli artisti Olandesi trasformano le idee quasi neoplatoniche di Petrarca in realtà rappresentabili. Ne: La ragazza col cappello rosso si può notare un gioco di ombre che stagliano il piano nella sua totalità. Ed essa è una delle opere di Vermeer più ammirate. Sulla destra si possono notare effetti fotocromatici che vanno a rammentare il senso di sfocato di una fotografia.

Qui tali punti di luce aiutano a distinguere diverse profondità di campo e ad animare la superficie della tela. La suonatrice di liuto l’uso dei toni marroni caratterizza le sfumature del colore prediletto nel quadro. Oltre gli anni sessanta del Seicento Vermeer aggiunse all’utilizzo attento della prospettiva una nuova attenzione per le ombre: i contorni diventano più tenui e lo spazio maggiormente evocativo rispetto ad uno stato d’animo. La mappa dell’Europa lascia un tocco cosmopolita alla scena. E la mano della donna posata sulla chiave dello strumento restituisce, come risposta affettiva, una modulazione della propria emozione.

Caratteristica La Giovane donna seduta al virginale,dove l’artista evidenzia una preferenza per gli strumenti musicali, quasi a volerne accentuare la connotazione allegorica emozionale dei mezzi di espressione umani; dove si evince tutta la delicatezza delle forme e del tratto pittorico. Le braccia nude della donna sono composte da poco di più che luce, ombre e movimento. Proseguendo con la visione de La giovane donna in piedi al virginale quasi a vedere accentuato il confronto con la prima espressione al virginale, pare qui il pittore voglia evidenziare la preferenza di colori caldi e chiari. Qui la grazia è meno evidente della restituita postura eretta che le conferisce anche la sembianza colonnare di una cariatide ateniese.

Alle sue spalle un quadro di Cupido che tiene una carta, immagine tratta da un libro popolare di Otto Van Veen che accompagna il simbolo come quello di un verso che caldeggia la fede. Ultimo, ma non per tratto caratteristico dell’artista, è esposto L’allegoria della fede dove, dalla rappresentazione di aspetti simbolici e nell’uso di piccoli segni usati come metafore, sta la particolarità del quadro, poiché nell’alta partecipazione e nel forte coinvolgimento emotivo della protagonista, pare non vi sia quasi nulla di allegorico, ma di molto concreto, nel rimarcare il sentimento religioso che, come si è detto, è ben presente invece in quei simboli esposti come il piede della donna con accanto un serpente sanguinante. Molti i tratti simbolici presenti nella Crocifissione di Jacob Jordaens sullo sfondo il calice , la Bibbia, la corona di spine e il crocifisso che sottolineano il sacrificio di Cristo, e la rappresentazione della mela sul tavolo ad evidenziare il peccato originale.

Per concludere l’excursus sul pittore olandese che operò tra la prima e la seconda metà del Seicento, si può affermare che nei suoi scorci di vita quotidiana anche i piccoli animali domastici ( i non pochi quadri sono presenti), partecipano al tempo che passa aleggiato da un comportamento (soprattutto femminile) nobile e quasi sereno che resta fermo ad indicare e sottolineare il forte senso emotivo e sentimentale che tutti ( anche se predilette sono le donne), ma proprio tutti conservano tra i toni e tratti cromatici un comportamento fatto di espressioni alte e fortemente spirituali estrapolate da un’epoca nobile, decisamente attenta ai connotati della sensibilità ed emotività dell’animo umano.

Michela Gabrielli
5 ottobre 2012

 

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