Le stanze dell’imperatrice Sissi a Venezia

Molti ricorderanno il terzo film della trilogia diretta, a partire dal 1955, da Ernst Marischka, sulla vita dell’imperatrice Elisabetta di Baviera, nota ai più come Sissi; ed in particolare ricorderanno la scena nella quale il giovane Francesco Giuseppe e la sua sposa fanno il loro primo ingresso in Piazza San Marco (attorno al 1856) a seguito del passaggio della città lagunare sotto il dominio asburgico, dopo la caduta di Napoleone nel 1814.

Partendo da questa versione dei fatti, molto edulcorata ma sicuramente utile per ricordare parte delle vicende storiche di quel periodo e tentare di afferrare, sebbene limitatamente, la personalità di Sissi, il visitatore può prepararsi alla scoperta delle Stanze dell’Imperatrice.

 

Le nove sale degli Appartamenti Imperiali d’Austria tornano alla luce dopo un eccezionale restauro, arricchendo non solo il percorso museale del Museo Correr ma anche la cultura in generale, in questo ridare lustro a luoghi prima interdetti e apparentemente dimenticati.

Dagli anni ’40 del Novecento, infatti, gli appartamenti del Palazzo Reale (comprendente l’ala napoleonica delle Procuratie Nuove), proprietà del demanio statale dal 1920, erano stati utilizzati come uffici,  subendo inesorabilmente il passare del tempo, così da far cadere nell’oblio la presenza di questo Palazzo Reale nel cuore della città lagunare.

Il sapiente restauro vede la collaborazione di importanti istituzioni: la promozione e il sostegno attraverso alcuni mecenati del Comité Français pour la Sauvegarde de Venise, la Direzione Regionale per i Beni e le Attività Culturali e Paesaggistici del Veneto oltre alla Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna e, non ultima per importanza, la Fondazione Musei Civici di Venezia, il tutto a dimostrazione dell’elevata portata dell’operazione.

L’intervento di recupero e di conseguente musealizzazione di queste sale ha non solo riportato alla luce stucchi dorati, ornati di Giovanni Rossi e decori di Giuseppe Borsato, ma ha anche permesso di collocare, all’interno dei locali, nuove tappezzerie fedelissime a quelle originarie, al momento troppo fragili per essere trattate ed esposte, donate dalla manifattura tessile Rubelli ed arredi preziosi di età napoleonica, il tutto con lo scopo di ricreare lo spirito dell’epoca.

La scrupolosa operazione di recupero di questo tesoro ha portato ad uno studio attento delle fasi decorative delle sale: una prima fase databile 1836-38 in vista della presenza dell’imperatore Ferdinando ed una successiva, ascrivibile al 1854-1856, in occasione della visita di Francesco Giuseppe ed Elisabetta (che abiterà in questi appartamenti anche per sette mesi dal 1861 al 1862).

La visita parte dalla Sala dei Pranzi Settimanali, ovvero una stanza dedicata ai pranzi non ufficiali e funzionante al contempo anche da anticamera della Sala Del Trono. Il decoro, attribuibile a Borsato, mostra un forte gusto neoclassico, dimostrazione di quanto questo stile perdurasse e fosse apprezzato ben oltre l’età napoleonica. La successiva Sala Del Trono, realizzata per Ferdinando I, con il tempo trovò altri utilizzi, come quello di Sala Di Attesa per la seguente Sala Delle Udienze, ultima delle tre stanze pubbliche ed adiacente agli appartamenti privati di Sissi. Lasciati i ricchi arredi di rappresentanza ed un ritratto dell’imperatrice Elisabetta d’Austria prestato dal Museo Storico del Castello di Miramare di Trieste, il visitatore si troverà nella Sala Da Bagno, movimentata da un decoro sobrio e tenue caratterizzato dal color crema e da riprese classiche -rinascimentali. A questa succede la Stanza da Studio dell’imperatrice: un locale che ha subito diversi interventi e per questo è caratterizzata dalla sovrapposizione di stili differenti.

Interessante è la stanza contrassegnata col numero sei detta del Boudoir dell’Imperatrice o Piccola Stanza da Toletta: realizzata attorno al 1854 è rivestita di marmorino grigio azzurro arricchito di micro cristalli brillanti, il tutto arricchito da motivi ornamentali composti da ghirlande e raffinati intrecci di stucchi bianchi e decori di colore oro a rilievo sottile, raffiguranti per lo più fiordalisi e mughetti, i fiori preferiti da Sissi; mentre in corrispondenza delle porte la decorazione si impreziosisce degli stemmi dei regni d’Austria e di Baviera.

Le restanti sale sono rispettivamente la Camera da Letto, l’Anticamera degli appartamenti dal cui balcone è possibile godere di una straordinaria vista sui giardini reali, sul bacino di San Marco e sull’isola di San Giorgio, e la Sala Ovale o dei Pranzi Giornalieri, un armonioso e luminoso ambiente di gusto tipicamente neoclassico, vero e proprio locale di raccordo tra il pubblico e il privato: impossibile non notare qui riferimenti alla pittura pompeiana uniti all’uso impercettibile di stucchi oro e fiori policromi.

Ci si trova di fronte, quindi, ad un Palazzo Reale ritrovato, che colpirà i visitatori con la sua lussuosa eleganza: un’occasione per immergersi nella storia e sognare e, perché no, riscoprire al contempo anche la trilogia di Marischka.

 

Didascalia immagini.

Sala dei pranzi settimanali © Fondazione Musei Civici di Venezia- Foto di Arici.

Boudoir dell’imperatrice © Fondazione Musei Civici di Venezia – Foto di Arici.

 

Scheda tecnica

Museo Correr Piazza San Marco, Venezia.

Orario: 10.00-19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima) fino al 31 ottobre; 10.00-17.00 (la biglietteria chiude alle 16.00) a partire dal 1 novembre. Chiuso 25 dicembre e 1 gennaio.

Biglietti per i musei di Piazza San Marco (biglietto unico per Palazzo Ducale,  Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale e Sale Monumentali della Biblioteca Marciana.): intero 16.00 euro; ridotto 8.00 euro.

Giulia Jurinich

21 agosto 2012

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