Milano, un modello di città futura da una prospettiva femminile

Milano, un modello di città futura da una prospettiva femminile

La crisi che attraversiamo è economica, morale e sociale; radicale, multiforme e planetaria. É una crisi di civilizzazione che sottolinea la nostra interdipendenza e la necessità di nuovi modelli. É pero al contempo una sfida. E le donne hanno un ruolo determinante, perché possono accelerare questa presa di coscienza ed anticipare un futuro basato su partecipazione, ascolto, cura, attenzione alla diversità. Ne è consapevole l’Organizzazione Soroptimist International, composta da donne impegnate in attività professionali e manageriali, che da anni promuove e sostiene iniziative volte a realizzare il potenziale femminile individuale e collettivo in comunità pacifiche basate sulla partecipazione, sul rispetto dei diritti umani, e sull’accettazione delle diversità.
É in questa ottica che l’Associazione Soroptimist International Club Milano Scala, in collaborazione con il Comune di Milano, Fondazione Etica, Associazione MiWorld, ha organizzato il convegno “Milano, quale modello di città. Costruire il futuro con uno sguardo di genere”, presentato a Milano, a Palazzo Marino, il 20 ottobre 2015.
E’ stato uno spazio dove sono confluiti i risultati del progetto iniziato circa un anno fa, volto ad attivare un cambiamento per migliorare la qualità della vita delle donne e quindi della comunità, in una Milano futura, che ha accolto la sfida di realizzare una metropoli europea di alto profilo con un percorso di sostenibilità sociale, economica ed ambientale, con adeguate politiche di genere. Le donne, chiedendo infatti cose diverse alla città a seconda della fase di vita che conducono, suggeriscono alla stessa, modelli di organizzazione diversi e complementari. Tra i 25 e i 35 anni infatti, la donna è orientata alla dimensione professionale. La città, prima che dare pari opportunità, deve quindi creare opportunità lavorative per tutti, essere pronta ad incoraggiare start up, smart working, sharing economy. Tra i 36 e i 55 anni la donna si trova a dover conciliare famiglia e lavoro. Ma cambia anche il concetto di famiglia : sempre più esistono famiglie monoparentali, l’85% delle quali, vedono la donna come solo genitore. Ella necessita quindi di supporti specifici. Il dialogo con le istituzioni e le amministrazioni è fondamentale. Dai 56 ai 70, la donna cerca una leggerezza esistenziale in una città culturalmente fervida e con strutture capaci di assicurare spostamenti, partecipazione, unione tra pubblico e privato.
Tuttavia l’antropologia insegna che il valore delle donne è proporzionale alla consapevolezza che si ha del loro contributo. É quindi necessario educare sin dai primi anni di scuola la futura generazione ad una pluralità di socialità, perchè ciascuno sviluppi un’identità aperta. In questo orizzonte è nato un primo progetto Soroptimist, rivolto a ragazzi tra gli 11 e i 13 anni, ” Io e la mia città”, volto a educare, per ora, 300 studenti della Scuola Majno, al ruolo sociale, alla cittadinanza attiva ed economica.
Molti sono stati i relatori. Tra questi ricordiamo: Bruna Floreani, presidente di Soroptimist International Club Milano Scala, che ha aperto il congresso; Christiane Droste, head of the office Urbaplus a Berlino, con un contributo significativo comparativo sulle politiche amministrative di Berlino e Vienna, volte a favorire le pari opportunità; Alessandro Rosina, docente di demografia e statistica sociale alla Università Cattolica di Milano; Susanna Scarabicchi, partner di TectooArchitects; Francesca Zajczyk, delegata Pari opportunità Comune di Milano; Mario Abis, presidente Makno, società di ricerca; Paola Caporossi, presidente Agenzia Rating Pubblico; Maria Luisa Frosio, Board Member Soroptimist International Europe e Lella Picco, attualmente presidente dell’Unione italiana del Soroptimist International.

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