Gli scatti di Jeff Bridges in mostra a Bologna

Gli scatti di Jeff Bridges in mostra a Bologna

Jeff Bridges arriva in Italia e questa volta lo fa non attraverso uno schermo cinematografico ma con una mostra alla ONO Arte Contemporanea di Bologna (3 ottobre – 15 novembre), che è in assoluto la prima mostra monografica in Europa dedicata al grande artista. Il titolo, «Jeff Bridges Photographs: LEBOWSKI and Other BIG Shots», rimanda a Il Grande Lebowski, meraviglioso film nel quale interpreta magistralmente lo sciatto Drugo e del quale lui ha dichiarato: «Quando mi fu offerta la parte di The Dude, ho pensato che fosse un cattivo esempio per le mie figlie. Era un anti-eroe, un fumatore e uno scansafatiche. Ho riunito la famiglia e ho parlato del problema. Mia figlia mi disse: “Papà, sei un attore. Sappiamo che tutto ciò che fai è finto. Sappiamo che quando baci una signora sullo schermo, ami ancora mamma”. In questo modo ho avuto il suo permesso e la loro benedizione». È così Jeff Bridges, non sono solo parole ma realtà concreta di chi è riuscito a rimanere vero e profondamente legato ai propri affetti anche nel turbinìo del mondo di celluloide. Della moglie Susan, sposata nel 1977, dice: «Dovrebbe essere citata nei credits di tutti i miei film. Senza di lei non sarei stato capace di fare niente».

 9...2015.Jeff.Bridges.All.Rights.Reserved.1000x600.jpg3Già da queste parole si intuisce lo spessore di un uomo che ha sempre vissuto la vita a 360 gradi ed in profondità, dall’essere marito, padre, attore, pittore, musicista e fotografo. Una vita intera e non spezzata, con al centro il desiderio di mettersi alla prova, sempre, e di vivere ogni aspetto della propria esistenza come un’avventura. Un’avventura che l’ha portato finalmente a vincere il suo primo Oscar dopo anni di infaticabile ed appassionato lavoro – lui che è nato in una famiglia con il cinema nel sangue – interpretando l’alcolizzato Bad Blake in Crazy Heart, un film indipendente costato due soldi e girato in ventiquattro giorni da un regista esordiente, dove Jeff fa la differenza arrivando diritto al cuore.

 Il.Grande.LebowskiAnche come fotografo tocca le corde di questo nostro muscolo pulsante. Il suo essere protagonista facendo sempre un passo indietro per lasciare la scena allo spettatore, che sia un film o uno scatto, aggiunge ad ogni fotografia una pennellata di malinconica umanità. In questa mostra così vera e personale, ci si immerge nella carne del backstage di film come The Fabulous Baker Boy, Texasville, The Fisher King, American Heart, The Mirror has two faces, True Grit e The Big Lebowsky. Un cammino in punta di piedi, attraversando immagini intime e personali solitamente off limits per i non addetti ai lavori. La sensazione è di vivere per un momento l’atmosfera che si respira mentre sta nascendo un film, come essere invitati ad un pranzo di famiglia. «Divertitevi», questo è il consiglio che Jeff Bridges rivolge ai giovani attori, e sembra proprio che il primo a divertirsi, tuttora, sia proprio lui.

 Jeff.Bridges.31Peter Bogdanovich nell’introduzione del catalogo della mostra descrive Jeff Bridges come uno degli attori contemporaneamente più versatile e sottovalutato di tutta Hollywood e questi scatti gli danno ragione. La passione per la fotografia viene risvegliata, in un Bridges anni ’70, da un ruolo interpretato in un remake di King Kong che lo porta ad avere sempre con sé la macchina fotografica, dalla quale non se ne separerà più. Fedele compagna sui set dei film che lo vedono impegnato è una Widelux, un tipo particolare di macchina fotografica con un otturatore a scatto ritardato che consente d’avere la doppia esposizione, oltre all’utilizzo di una caratteristica pellicola allungata, quasi identica a quella 70 mm usata per girare i film. La scelta della Widelux è una scelta voluta essendo una macchina che permette di cogliere in un solo scatto moltissimi dettagli, sovrapponendo più storie, a metà strada tra il narrare fotografico e quello cinematografico. Inoltre, la mancanza di un obiettivo di precisione e di un focus manuale dona alle fotografie quel tocco di imperfezione che rende umano ogni particolare.

 8...2015.Jeff.Bridges.All.Rights.Reserved.1000x600.jpg2Esposte ci sono anche una serie di immagini di attori come Martin Landau, John Turturro, Cuba Gooding Jr., Philip Seymour Hoffman o Kevin Spacey (chiamate Comoedia/Tragoedia) nate proprio attraverso la doppia esposizione della Widelux che li ritrae nello stesso scatto mentre interpretano sia la maschera comica che quella tragica.

 12.-©-2015-Jeff-Bridges-All-Rights-Reserved-1000x600Merita una visita il sito curato personalmente da Jeff con musica, schizzi e molto altro Jeffbridges.com. Come vale assolutamente la pena spendere un poco del proprio tempo per vivere l’esperienza di questa mostra.

Jeff Bridges Photographs
3 ottobre – 15 novembre 2015
ONO arte contemporanea
VIA SANTA MARGHERITA 10 | 40123 BOLOGNA

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