‘Viaggi Postali’ e un mondo ridisegnato, il Moma celebra Boetti

Con 100 opere è la più grande retrospettiva degli Stati Uniti sull’artista italiano esponente dell’Arte Povera

E’ la più grande mostra che gli Stati Uniti abbiano mai dedicato a questo artista italiano che, con i suoi viaggi e la sottile linea di confine tra arte e fantasia, ha segnato il mondo del’arte contemporanea. Il Moma di New York ha dato il via a “Alighiero Boetti: Game Plan”, retrospettiva che rimarrà aperta al pubblico fino al primo di ottobre e che è stata definita dal New York Times un ‘sondaggio magico’.

E con 100 opere – tra sculture, arazzi, installazioni e dipinti – disposte su ben due piani si vuole ripercorre l’intera carriera di Boetti passando attraverso gli inchiostri degli anni Sessanta, il periodo poverista e anche il periodo trascorso in Afghanistan per mettere in luce non solo la bellezza visiva di ogni suo singolo lavoro ma anche l’elaborazione costruttiva e la complessità a livello concettuale che traspare con il suo studio dell’ordine e del disordine. Perché Boetti è come se avesse studiato le ambiguità che circondano le convenzionali nozioni di misura e di tempo.

Tra le opere spiccano “Arazzo dei fiumi più lunghi del mondo”, datata 1976-1982, e le mappe del mondo, dove ogni Nazione ha i colori della propria bandiera. Ma ha suscitare grande interesse è senza dubbio la serie “Viaggi Postali”: nel 1969 Boetti ha selezionato 25 persone tra artisti, galleristi, critici, amici e parenti per renderli partecipi del suo viaggio personalizzato. Come? In un modo piuttosto originale: una delle lettere era indirizzata al gallerista Leo Caselli e Boetti l’ha spedita in Marocco e un’altra ancora aveva come destinatario Marcel Duchamp ma è stata spedita a Belluno.

Con un forte interesse per varie discipline, dalla filosofia alla musica, dall’esoterismo alla matematica e innamorato dei viaggi e della geografia – che hanno spinto la sua arte in nuove direzioni quasi come fossero dei fantastici sogni – l’artista ha esordito nel 1967 con un’esposizione alla galleria Christian Stein di Torino. E, insieme ad altri personaggi, come Giulio Paolini, Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto, si è affermato come uno dei massimi esponenti dell’Arte Povera  (si distaccherà in seguito da questo movimento) ed è diventato un punto di riferimento per le successive generazioni.

Valentina Cordero (da New York)

3 luglio 2012

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