Corpo dell’acqua

Corpo dell’acqua
Alain Rivière, Concetta De Pasquale, Silvio Pasqualini

Lo spazio Writing Shed di Silvio Pasqualini, luogo veneziano voluto dall’artista come fucina pienamente libera a livello creativo e culturale, fuori dalle normali logiche di mercato che contraddistinguono molte gallerie del territorio, ospita fino al 3 ottobre la mostra Corpo dell’acqua, evento strutturato a due voci dalla collaborazione tra l’artista italiana Concetta De Pasquale e il fotografo francese Alain Rivière.

A Venezia, città nella quale il mutevole dell’acqua riflette il vibrante variare di ciò che ci circonda e di ciò che siamo, i due artisti indagano tale elemento, archetipo femmineo creatore, in due differenti modi che riflettono tuttavia la molteplicità di sguardi che la stessa laguna offre.

Il corpo femminile della De Pasquale, ricoperto di catrame, olio e pigmento, accoglie il tentativo di dare materialità a ciò che è sfuggevole, l’elemento acquatico, che varia costantemente in forma e colore, come muta il corpo umano, come muta la psiche e l’anima femminile, mostrando e non mostrando, essendoci e non essendoci. Del resto il potere ammaliatore della donna acquatica è rappresentato dalle sirene, esseri in parte quasi demoniaci, che catturavano, con la loro voce, i marinai. Ecco, allora, che la componente acqua è a tutti gli effetti una componente femminile, che nella sua semplicità indaga la dualità dell’essere umano, della donna e l’enorme potenziale dei suoi antichi saperi: l’acqua rinfresca, l’acqua spegne il fuoco, ma è essa stessa produttrice di morte. Alla stregua della laguna, il corpo della De Pasquale offre numerose visioni ed interpretazioni, alla stregua dell’immagine immortalata nelle fotografie di Rivière, il corpo della De Pasquale si fissa sulla carta per riprodurre attimi emozionanti ed emozionali.

Il connubio arte e fotografia, arte e acqua, arte e Venezia risulta, quindi, estremamente evidente ed emerge pienamente anche nei lavori di fotografia ivi esposti. Il fotografo francese rinvia alla fragilità e al concetto di tempo, il tempo necessario, ad esempio, con il quale l’acqua decide di divenire specchio e mostrare le ombre di noi stessi, i nostri contorni sfumati che divengono tracce di ciò che siamo o eravamo in quell’istante preciso, in quel tempo fatto di finite successioni di attimi che ci mostrano agli altri senza in realtà rivelarci, proibendoci di innamorarci di noi stessi come accadde a Narciso, ma permettendo all’acqua di essere protagonista con il suo continuo movimento che riproduce metaforicamente l’errare umano. Egli si distacca dall’essenza per diventare ancora essenza, allo stesso modo in cui l’acqua continua ad essere acqua sempre diversa nonostante appaia sempre uguale.

La mutevolezza dell’acqua, in una galleria che si riflette nel rio che fa da specchio a sua volta ad una Venezia che c’era, c’è e forse un giorno sarà ancora, è qui anche sinonimo dell’uomo, non solo di un elemento, non solo di una città, non solo dell’arte. L’accettazione della mutazione corporea e psicologico-emozionale di noi permette di evolvere noi stessi e di riscoprire il concetto di attimo, di non finito infinito, di dare valore a ciò che interpretiamo come degno e abbandonare ciò che non lo è, come fa l’acqua che rivela se stessa solo a chi sa guardarla, non a chi la percepisce solamente come cornice, sfondo di altro.

Ecco, quindi, che la mostra Corpo dell’acqua diviene spunto di riflessione libero in un momento storico in cui la libertà di riflessione non sempre viene considerata, diviene ricongiungimento tra artisti storicizzati al pari di Turner o Monet e le nuove voci dell’arte contemporanea, mostrando la circolarità di questo uroboro alchemico che ha come elemento essenziale la trasmutazione, la materialità che diviene essenza.

Alain Rivière, Concetta De Pasquale, Silvio Pasqualini
Alain Rivière, Concetta De Pasquale, Silvio Pasqualini

Didascalie immagini
Immagini della mostra e della galleria per gentile concessione di Concetta De Pasquale, Alain Rivière, Silvio Pasqualini.
Scheda tecnica
Corpo dell’acqua, Writing Shed, rio Ca’ Foscari, Venezia, Fino al 3 ottobre 2015.

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