Liliana Maresca e il suo anticonformismo, il corpo diventa l’opera d’arte

Fino al 30 giugno, presso La Galleria Spazio Nuovo a Roma è possibile visitare la mostra personale dell’artista argentina Liliana Maresca (1951-1994), a cura di Ludovico Pratesi. In mostra saranno esposte otto sculture ideate dall’artista prima di morire, a soli 43 anni, di Aids.
Le sculture sono realizzate come se fossero assemblaggi di oggetti comuni (rami, giocattoli, gusci d’uovo), messi insieme in modo altamente simbolico. Oltre alle sculture, in galleria saranno esposte delle fotoperformance che Maresca realizzò con il fotografo Marcos Lopez. I lavori fotografici hanno come protagonista il corpo dell’artista e analizzano temi quali l’erotismo e la solitudine.
Il corpo femminile con le sue curve e la sua rappresentazione è il vero protagonista della Maresca, quel corpo tanto amato e martoriato, che negli hanno utilizzato artisti come Gina Pane, Marina Abramovich, o Cindy Sherman, che hanno fatto del corpo, del proprio corpo, un’opera d’arte vivente.

Maresca vive la sua esperienza artistica nella Buenos Aires dei primi anni Ottanta; la sua casa-atelier diventa l’epicentro di una comunità di artisti e intellettuali. L’artista è ricordata per le sue azioni trasgressive e per le performance; il corpo viene utilizzato come strumento che identifica e come strumento politico.
Ludovico Pratesi, curatore della mostra afferma: “Per Maresca, così come per Sherman e Woodman, l’identità si trasforma in un territorio di analisi e riflessione sul femminile inteso come territorio di auto rappresentazione, nutrito da una dimensione esistenziale in bilico tra pubblico e privato” .
L’attività dell’artista in quegli anni comprende dipinti, scenografie, sculture, performance e fotografia; Maresca è fotografata da Marcos Lòpez con una serie di sculture antropomorfe realizzate dall’artista stessa.
Le sculture sono un prolungamento inorganico del suo corpo; è evidente una ricerca del sé che rientra nei temi dell’arte femminista, un movimento importantissimo nella storia dell’arte che portò avanti la lotta contro la sublimazione dell’arte stessa. L’artista utilizza la fotografia a discapito di tecniche usuali come la pittura o la scultura; nelle sue foto le donne sono i soggetti più utilizzati; una donna che espone il proprio essere rivoluzionario non solo come donna, ma anche come madre e compagna, come madonna e prostituta nello stesso tempo.
La presenza dell’elemento esoterico è una parte costante della sua opera: riti sciamanici e alchimiasono elementi che non abbandonerà mai, neanche nelle ultime opere realizzate quattro anni prima di morire di Aids, dove gli oggetti rimandano al ricordo dei giorni felici trascorsi; assoluto e personale sono gli estremi su cui si basa la filosofia artistica di Maresca.

Info:
Fino al 30 giugno 2012
Liliana Maresca – Un’identità multiforme
a cura di Ludovico Pratesi
GALLERIA SPAZIO NUOVO, Via d’Ascanio 20 Roma.

Lucia Arezzo
14 giugno 2012

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