Si conclude con il quinto appuntamento il Living Seminar – Arte e impresa – di Maurizio Vanni a Tor Vergata

Si è concluso venerdì 18 maggio il Living Seminar – Arte&Impresa: dalla partnership al marketing emozionale, ciclo di conferenze organizzato nell’ambito del Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media, dell’Università Tor Vergata di Roma, coordinato dalla Professoressa Simonetta Pattuglia.

Il quinto e ultimo incontro del Living Seminar si è svolto in una location insolita e secondo una formula nuova rispetto ai due precedenti appuntamenti.  Abbandonati gli ambienti accademici di Tor Vergata, il seminario ha scelto una suggestiva cornice, quella del Circo Massimo (nello specifico il Loft Informale di via dei Cerchi, 75) per concludere il suo discorso-dibattito incentrato sulla relazione tra impresa e arte. Il consueto approccio stile lezione frontale universitaria ha lasciato questa volta lo spazio a un metodo più vivace e fresco, e ha visto il Dott. Vanni nelle vesti di presentatore che, introducendo e interpellando i molti ospiti presenti, ha moderato l’incontro come fosse un talk show.

Il primo a prendere la parola e a proseguire così l’interessante argomento del rapporto tra il mondo imprenditoriale e quello della cultura, è stato il Prof. Beniamino Quintieri, preside della Facoltà di Economia di Tor Vergata. L’intervento del professore si è concentrato in particolar modo sul concetto di made in Italy, inteso come quell’insieme di qualità, creatività e cura del dettaglio che rendono una parte consistente della produzione artigianale e industriale italiana tanto apprezzata e riconosciuta a livello internazionale. È questa eccellenza il perno su cui si deve fondare, a parere del professore, la produttività italiana, è la capacità di saper fare la differenza l’elemento propulsore che dovrebbe lanciare e rilanciare l’economia e l’impresa del nostro paese. Le argomentazioni di Quintieri sono state accompagnate e avvalorate dalla presentazione di un video riguardante il padiglione italiano di Shangai all’Expo 2010, di cui è stato presidente e organizzatore.

Il secondo intervento ha visto come protagonista il Dott. Riccardo Costagliola, dal 2011 presidente della Fondazione Piaggio di Pontedera. Costagliola ha voluto ripercorrere per la platea di uditori la storia del marchio Piaggio, la più importante azienda metalmeccanica del Centro Sud d’Italia e valido esempio di eccellenza italiana dal 1884, capace di portare in tutto il mondo l’inimitabile Vespa.  L’ingegnere, facendo riferimento al Museo Piaggio, inaugurato nel 2000 e costruito sulle fondamenta di uno dei capannoni più antichi dello stabilimento di Pontedera, ha espresso la sua visione e il suo modello di museo, istituzione capace, in questo caso specifico, di unire inscindibilmente impresa e promozione culturale, produttività e arte.

Nel dibattito è intervenuto anche Giuseppe Basso, direttore generale degli Studios di Cinecittà nonché ideatore del progetto, diventato poi permamente, intitolato Cinecittà si mostra. La mostra ideata da Basso  è nata dalla volontà di aprire le porte di una grande azienda, Cinecittà appunto, al pubblico, svelando i mestieri e i luoghi di lavoro legati all’affascinante mondo del cinema. La risposta del pubblico è stata talmente entusiastica da indurre Basso e la curatrice Elisabetta Bruscolini a rendere permanente l’esposizione, dando così la possibilità a tutti gli appassionati di visitare gli studios di via Tuscolana.
Altro ospite d’eccezione Michel Boucquillon, noto designer belga, pluripremiato e collaboratore delle più prestigiose imprese italiane e internazionali, a soli 26 anni ha vinto il concorso di architettura per l’Emiciclo del Parlamento Europeo, di cui ha curato anche l’arredamento. Boucquillon ha proposto al pubblico alcuni dei suoi lavori e illustrato il suo stile di vita, improntato a una costante ricerca in campo artistico; ha inoltre descritto il suo attuale incarico di designer presso  Chateau d’Ax, la nota azienda made in Italy si è infatti affidata a lui come ideatore e innovatore delle nuove collezioni.

Arte, moda e impresa sono gli elementi abilmente connessi dall’operato di Omar Galliani, altro stimato ospite dell’incontro e ulteriore rappresentante di quanto il connubio tra settore imprenditoriale e culturale possa rivelarsi fecondo.  L’artista emiliano, esponente di spicco degli Anacronisti negli anni Ottanta, ha esposto le sue opere in tutto il mondo, ospitato dalle gallerie e dalle istituzioni artistiche più prestigiose che ne hanno riconosciuto il valore e l’originalità. Recentemente l’artista ha stretto un accordo con la maison Les Copains, con cui aveva già collaborato nel 2011 nell’ambito del progetto The other side of Russia, dando vita a un live performance tour che toccherà sia le boutique della nota griffe, sia contesti più vicini all’artista come gallerie e musei. Le tele di Galliani e gli abiti di Les Copains si incontrano inaspettatamente nel progetto 5217 Nuovi Fiori, Nuovi Santi, titolo di un’opera dell’artista italiano raffigurante un uomo e una donna in procinto di baciarsi. L’immagine di Galliani verrà riprodotta, suddivisa a metà,  su due capi d’abbigliamento firmati Les Copains in edizione limitata; da questa particolare scelta prende vita l’aspetto performante del progetto, infatti per ricostituire nella sua completezza l’opera di Galliani sarà necessario che gli acquirenti delle due metà del dipinto si riuniscano e si scattino una foto indossando i capi, ricostituendo così, collettivamente, l’opera d’arte.

Legato all’ambito della moda anche l’ultimo intervento del seminario che ha visto come protagonista la prestigiosa azienda italiana Borsalino, nota in tutto il mondo per la sua produzione dei mitici cappelli di feltro. La Dott.ssa Elisa Fulco, curatrice della Fondazione Borsalino, ha ripercorso le tappe principali della lunga storia dell’impresa, che da 150 anni lavora all’insegna del gusto e della qualità.
La conclusione di questo stimolante incontro è stata affidata alla Professoressa Pattuglia  e al Professor Cherubini che, sulla base delle testimonianze riportate dagli ospiti e sull’esempio del loro operato, hanno articolato un’interessante riflessione dimostrando quanto le idee e le competenze specifiche possano giocare un ruolo determinate in periodi particolarmente difficili come quello che l’Italia e il resto del mondo stanno affrontando.
Come avevamo già sottolineato in un precedente intervento sul Living Seminar, infatti, una realtà problematica come quella che ci si prospetta, incalzata e abbattuta da una crisi economica mondiale, può in effetti rappresentare una sfida e costituire così un pungolo, uno stimolo per ripartire. Ciò che è assolutamente necessario è rivedere l’intero sistema di valori e credenze su cui si è fondato finora il mondo dell’impresa e della cultura, soltanto accettando il cambiamento e adeguandosi a esso si possono cogliere le opportunità e trasformarle in realtà di successo.

Cristina Nicosia

23 maggio 2012

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