Il sogno artistico del grande Joan Mirò a Roma

Ancora per poche settimane sarà possibile visitare a Roma, nella cornice rinascimentale del Chiostro del Bramante, la mostra “Mirò! Poesia e luce”, rassegna esaustiva delle opere del grande artista catalano Joan Mirò (1893-1983). L’evento, realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna e prodotto e organizzato da Arthemisia Group, 24 ore Cultura – Gruppo 24 ORE e da DART Chiostro del Bramante in collaborazione con la Fundaciò Pilar i Joan Mirò, è stato curato da Marìa Luisa Lax Chacho.

Sono esposte ben più di 80 opere mai giunte prima nel nostro paese, di cui 50 olii di notevole bellezza, come Donna nella via (1973), alcuni bronzi, terracotte e acquerelli. In mostra sono anche presenti gli schizzi di grandi pitture murali come Schizzo per il Terrace Plaza Hotel de Cincinnati (1947), Schizzo per Harkness Commons, Graduate Center, Università di Havard (1949-1951) e disegni del Progetto per un murale per la sede delle Nazioni Unite a New York (1952-1953) a testimonianza del fatto per Mirò le pitture da cavalletto erano un interesse secondario rispetto ad un arte che fosse pubblica, di grande portata umana e collettiva e che gli consentisse di collaborare con architetti e artigiani.

Dal punto di vista cronologico, la mostra presenta opere create tra il 1908 e il 1981, concentrandosi in maniera particolare sull’ultima fase di produzione della lunga vita artistica di Mirò (1956-1983) quando lo stesso si trasferì a Maiorca realizzando il sogno di costruire uno studio tutto suo dove poter lavorare protetto dal silenzio e dalla pace della natura. Per l’importanza che il luogo di lavoro ebbe per Mirò, all’interno della mostra sono stati riprodotti gli interni dello Studio Sert dove l’artista catalano ha realizzato i suoi capolavori. Sono esposti anche tutti i pennelli e altri strumenti che Mirò ha usato nella sua attività artistica e che si sono conservati grazie al lavoro della Fundaciò Pilar i Joan Mirò.

L’esposizione si articola in nove sale che seguono l’evoluzione stilistica e figurativa del grande autore. Si inizia con l’olio del 1908 Senza titolo, uno dei primi dipinti che l’autore ha ripreso durante la sua permanenza a Palma trasformandolo nel recto di un olio del 1960. Sempre appartenente a questo periodo è l’opera Senza titolo raffigurante un personaggio nel quale si inizia a percepire la sparizione dello stile figurativo dell’artista.

Negli anni Sessanta e Settanta i temi prediletti di Mirò sono donne, paesaggi e uccelli; l’iconografia si fa sempre più astratta e le figure si amplificano. Gli stili e modi di esecuzione diversi spesso convivono nelle stesse opere dando vita a capolavori come Mosaico (1966) o Poesia (1966). Questi sono anche gli anni in cui Mirò inizia a dipingere non più su un cavalletto ma a terra, camminando sulle proprie tele, stendendoci sopra, producendo spruzzi e gocciolamenti come nel dipinto Senza titolo del 1966 dove si combinano olio, acrilico e carboncino nero con segni di colore rosso e blu. Come Leonardo, anche Mirò riconosce l’importanza delle forma accidentali come fonte d’ispirazione a cui deve affiancarsi la capacità dell’artista di azzeccare l’interpretazione e completare le forme fortuite iniziali.

Degli anni Settanta sono i dipinti sostanzialmente monocromatici come cinque olii del 1978, sfumati, visionari, minimalisti, evanescenti e movimentati, tutti raccolti in un’unica sala a testimonianza della predilezione che Mirò aveva per il nero degli espressionisti astratti americani e la calligrafia orientale. Durante gli ultimi anni della sua carriera artistica Mirò dipinge con le dita stendendo il colore con i pugni e si cimenta in una pittura materica, spalmando gli impasti su compensato, cartone e materiali da riciclo. Nascono così opere quali il Personaggio Uccello del 1976, un olio su carta vetrata, legno e chiodi, o il Senza Titolo del 1978 caratterizzato da un etereo e modulato fondo blu.

In mostra sono esposte anche alcune sculture che l’artista ha creato con la sperimentazione di diversi materiali e tecniche come il collage, “dipinti-oggetto” e altre opere che hanno tratto ispirazione da quello che Mirò collezionava e che altrimenti, come lui stesso scriveva “sarebbero rimaste cose morte da museo”. Sono nate così opere in bronzo quali Donna (1966) e Equilibrista (1969) e assemblaggi di pittura e scultura come Personaggi (post 1973). Sono inoltre esposte terracotte come la maschera Senza titolo (1981) o la testa di ceramica (Senza titolo del 1981) che fanno parte di un insieme di pezzi che Mirò realizzò in collaborazione con Hans Spinner a Saint-Paul-de-Vence.

La mostra, grazie alla tecnica artistica e alla personalità di Mirò, si propone non solo ad un pubblico adulto ma anche a quello dei più piccini che hanno l’occasione di visitare una mostra d’arte che si apre a loro. Lodevole è, infatti, l’iniziativa dell’ente organizzatore di mettere a disposizione del pubblico delle audio guide fatte ad hoc per i bambini che aiutano a comprendere e a interpretare le opere del grande artista catalano.

Per informazioni:

Chiostro del Bramante, Roma

Dal 16 Marzo al 10 Giugno 2012

Orario di apertura: Tutti i giorni dalle 10,00 alle 20,00

Sabato e Domenica dalle 10,00 alle 21,00

(la biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti: Intero € 12,00 – Ridotto € 10,00 – Famiglia € 30,00 (solo genitori e figli, minimo tre persone)

Diritti di prenotazione e prevendita: € 1,50 a persona

Informazioni e prenotazioni: 06 916508451 Biglietteria on line: www.ticket.it/miro/ www.mostramiro.it

Maddalena Cetronio

23 maggio 2012

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