Simone Guazzetti: la ricerca della volontà di amare nella fragilità umana

Solo fino al 2 maggio è possibile visitare in modo originale e anticonformista la mostra personale dell’artista Simone Guazzetti, presso il Level Bar, via Carlo Forlanini 71 a Desio, Milano

Classe 1975 Guazzetti vive e lavora sul lago di Como, precisamente a Pognana Lario, un paesino di pochi abitanti; ha iniziato fin dalla più giovane età a disegnare perchè ”l’affascinava il poter rappresentare su un semplice foglio delle emozioni senza l’utilizzo della parola”, lui stesso afferma: “Vorrei comunicare il mio essere senza l’utilizzo della parola, nelle mie opere in paesaggi grigi e decadenti si muovono figure perennemente in cammino; i percorsi a volte lineari, altre volte caotici, cercano di farle incontrare, ma non è il posto giusto, non è il momento giusto, quindi i percorsi tornano a separarsi senza speranza di incontro”, afferma l’artista in una celebre intervista.

 

I personaggi senza volto di Guazzetti cercano per raggiungere una meta, un progetto, per ricongiungersi mettendo fine alla solitudine che li tormenta, cercano in modo ossessivo e compulsivo, ossessionati dai loro stessi passi. Nello sfondo urbano di una città immaginaria si muovono figure anonime, protette da tute e maschere; figure che si isolano da un mondo folle ma che cercano attraverso gesti semplici di sfiorarsi, accarezzarsi, toccarsi, donando così un senso di speranza all’opera stessa.

Il lavoro di Guazzetti vuole sottolineare quanto sotto ogni corazza creata a causa dell’ottusità del mondo, ci possa ancora essere la volontà di amare, mostrando le proprie fragilità umane. Le opere non hanno nessun titolo per non creare nessuna barriera interpretativa tra il quadro e il fruitore; il lavoro di Guazzetti si preoccupa di analizzare i cambiamenti della società moderna, una società assediata dalla tecnologia.

L’artista afferma: “il mondo in cui viviamo, caratterizzato da un apparente ‘benessere’ è in realtà tormentato dalla tecnologia che rende gli uomini sempre più soli, sempre più impenetrabili, nascosti sotto maschere che rendono irriconoscibili. Nonostante questo le figure dei miei quadri esprimono una speranza. La loro speranza è l’amore, l’unica forza che ancora può portare a cercare un contatto fisico. Le figure dei miei quadri sperano di potersi liberare dalle tute che le ha rese omologate, per essere nuovamente libere nella rigidità della metropoli di cui fanno parte…..”.

Autodidatta, Guazzetti possiede una base artistica di disegno tecnico da cui derivano le sue ambientazioni; l’artista ha lavorato sulle opere esposte per circa una anno, prediligendo matite e pastelli attraverso i quali realizza lavori simili visivamente alle incisioni, da cui è stato influenzato; in modo particolare ricordiamo le incisioni del Piranesi che ritraggono le rovine dell’impero Romano.

Nella filosofia di Guazzetti queste rovine diventano la rappresentazione di un’epoca “caduta”, un senso di decadenza nel quale siamo immersi inconsapevolmente; nell’era delle comunicazioni  alla velocità della luce, l’artista crea un’ambiente dove la luce è assente. Per Guazzetti l’arte contemporanea è comunicazione e messaggio, per questo motivo la sua pittura non è ermetica, ma semplice e comunicativa. Per una volta il fruitore potrà visionare la mostra non in una statica galleria, ma in un bar: la location è un punto d’incontro adatto per una serata o un occasione speciale, un luogo dove la visibilità dell’opera è in continuo movimento, un luogo dove un sorriso riesce a stridere con un’opera tormentata, su una bianca parete.

Ma se l’arte contemporanea è in continuo movimento, allora può esserlo anche la Location? Io direi di si, l’importante è non incorrere nell’errore di non osservare ciò che ci circonda, ma di guardarlo soltanto, con occhi sfuggenti.

Info:

Level Bar

Via Carlo Forlanini 71A

Desio, Milano

[email protected]


Lucia Arezzo

29 aprile 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook