Gli scatti di Cindy Sherman al Moma di New York

Aperta lo scorso 26 febbraio, la retrospettiva conta oltre 180 fotografie
 
Sono oltre 180 le fotografie che da poco più di un mese sono appese alle pareti del sesto piano del Moma di New York. Sono scatti dall’impatto notevole che tracciano la carriera dagli anni Settanta ad oggi di una artista straordinaria che è diventata celebre grazie alla sfuggevole complessità dei suoi autoritratti. Si tratta di Cindy Sherman che, nata nel New Jesrsey nel 1954, è diventata una delle figure più influenti nel mondo dell’arte. Lo scorso maggio difatti la foto “Untitled #96″ del 1981 è stata venduta all’asta da Christie’s per 3,89 milioni di dollari diventando lo scatto più costoso al mondo, mentre nel 2010 “Unititled #153” del 1985 è stato venduto per 2,7 milioni di dollari.

Gli scatti presenti nella mostra, che rimarrà aperta fino all’11 giugno 2012, provengono da collezioni private e pubbliche. A spiccare è senza dubbio il ciclo “Untitled Film Stills”, ovvero 69 fotografie in bianco e nero – acquistate dal Moma nel 1995 per circa un milione di dollari – che rievocano film di Hollywood e film noir degli anni Cinquanta e Sessanta. Per realizzarle, l’artista si è immortalata nel suo appartamento. Esatto: Sherman oltre a stare dietro la macchina fotografica è anche il soggetto di numerosi suoi lavori. Non solo: Sherman si è dedicata anche foto di moda, commissionate da riviste del settore e stilisti, tra cui Marc Jacobs.

I suoi ritratti sono una vera esplorazione dell’identità femminile (l’artista non considera il proprio lavoro come femminista) e un tentativo – tra gioco e fantasia – di sovvertire gli stereotipi che stanno alla base della comunicazione di massa americana. Le immagini a volte appiano inquietanti e, stando alle parole di alcuni visitatori, “a prima vista un po’ forti”, ma sono anche ironiche, evocative e dai tratti grotteschi che tendono quasi a spezzare l’equilibro compositivo.

Valentina Cordero (da New York)

6 aprile 2012

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