Museo Swarovski, il colosso scintillante

Quattordici sale raccontano la magia dei cristalli

L’architettura non c’è. La reception, gli spazi espositivi, il più grande show-room Swarovski al mondo, il bar, il ristorante, la biglietteria, sono tutti nascosti sotto una collina artificiale. Fra tanto verde, spicca un volto titanico dagli occhi vitrei dalle cui fauci fuoriesce una cascata. Quella è l’entrata. L’approccio è pertanto divertente. L’interno di più. In una giostra? In una fiaba? In un luogo indeciso tra il buio e l’abbaglio? Non si capisce bene dove ci si trovi entrando al Museo Swarovski, il posto più visitato dell’Austria dopo Vienna.

Questo mondo di cristallo è un succedersi d’installazioni fantastiche che appaiono dal buio, si trasformano, mutano colori e forme proiettando il visitatore in un caleidoscopio multisensoriale.  L’insieme  di quest’esposizione di meraviglie, una vera “wunderkammer”, è stato concepito nel 1995 per il centenario della fondazione della fabbrica, sotto l’egida dell’artista viennese André Heller che nell’allestimento museale ha coinvolto artisti internazionali. Nella prima sala, immerse in una luce riproducente il blu di Yves Klein, scintillano la Stele di Keith Haring, l’orologio liquefatto del surrealista Salvador Dalì, le Gems di Andy Warhol, l’impennante Stallone Nero con lussuosa gualdrappa,  staffe e  finimenti ingioiellati e il Centenar, il cristallo lavorato più grande del globo, 300.000 carati con 100 sfaccettature a ricordare l’attività centenaria dell’azienda Swarovski.  Per procedere bisogna seguire una muraglia luccicante, una parete di 11 metri x 42 tempestata con 12 tonnellate di cristalli. Ovviamente qui non si bada a spese.   Sfolgorante è “Il Duomo di cristallo” una cupola foderata da 590 specchi triangolari nei quali si rifrange una luce mutevole e metallica.  Ponendosi al centro si percepiscono “altre realtà” inusuali all’essere umano: trovarsi in una galassia spaziale o in una grotta d’argento o all’interno di un enorme cristallo. Proseguendo, spostando neri sipari, si aprono altri mondi: sognante quello della scenografa Susanne Schmogner che nel suo fiabesco paesaggio avvinghia in una danza sul ghiaccio il Sole e la Luna; mitologico quello degli “Oggetti del Gigante” dove guanti,  anello,  bastone da passeggio e fisarmonica, tutti adorni di luccicanti gemme, si dilatano in dimensioni ciclopiche; poetico quello del  “Puzzle di Poseidone”, un tunnel che mima il fondo del mare e che si attraversa in un recital di onde sonore e flussi di luci. La Foresta di cristallo dell’italiano Fabrizio Plessi è pendula dal soffitto in cilindri lignei che nascondono al loro interno una video-installazione che va a riflettersi sul pavimento specchiante. Ogni “tronco” ha pertanto un’anima pulsante che fonde in un insieme alchemico natura e tecnologia.  Il mondo del cristallo e delle sue artistiche applicazioni lo si percorre in un’avvolgente penombra, rischiarata dagli abbagli purissimi di tante sbalorditive  installazioni.

Il buio è il perfetto fondale per evidenziare forme, colori, suoni, atmosfere, movimenti, immagini surreali e oniriche. Il contrasto è forte, le emozioni alternanti tra lo stupore, l’incanto, lo svago e l’incredulità. Alla fine del percorso museale si sbuca al Crystal Stage, il più grande negozio Swarovski al mondo. Sotto un cielo interamente stellato è esposto  tutto il catalogo delle creazioni dell’industria austriaca. Dai pezzi datati 1900 fino alle più recenti creazioni è un’esibizione di maestria, creatività, genialità. Stivali, jeans, borse, orologi, collane, sandali, oggetti, animaletti, sono tutti realizzati o decorati in quel cristallo la cui formula è un inviolato segreto industriale.

Difficile sottrarsi a questi lusinghieri richiami. In tanto sfavillìo, perfino il divanetto dove pazientemente aspettano i mariti preoccupati delle spese muliebri, è foderato di un tessuto scintillante.

INFO. IL Museo Swarovski si trova a Wattens, 15 km a est di Innsbruck. E’ aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.30. Ingresso € 11,00 bambini fino a 15 anni gratuito. Curato il parco con posti ristoro, parco giochi, labirinto vegetale dall’insolita forma di mano aperta,  giardino botanico e laghetto.

Cinzia Albertoni

4 aprile 2012

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