Parigi: alla Défense tra architettura e scultura

La contemporaneità qualifica il più moderno quartiere parigino

Oltre alla cattedrale di  Nôtre Dame, alla Tour Eiffel, al Museo del Louvre, all’Arco di Trionfo, Parigi ha acquistato un nuovo simbolo architettonico. E’ la Grande Arche de la Fraternité nel quartiere della Défense.  Con la medesima forza spettacolare dei vecchi monumenti, l’immenso arco sa celebrare la magnificenza della città moderna sapendo mantenere l’audacia di un sempre coltivato senso della grandeur francese.

E’ il terzo arco trionfale lungo l’Axe historique che allinea l’Arc du Carrousel, l’Arc du Triomphe e termina la successione prospettica nell’apertura del grande cubo. La sua collocazione sarebbe piaciuta senz’altro al Barone  Hausmann che nell’Ottocento rivoluzionò il medievale assetto urbanistico della capitale con la costruzione dei lunghi boulevards. Peccato che le limitate capacità dell’occhio umano non possano cogliere la totale  veduta a cannocchiale dell’infilata dei tre archi, permessa  solo agli acutissimi sguardi di rapace. Lo stupendo esempio d’architettura contemporanea ha misure ciclopiche: 110 metri d’altezza, 112 di larghezza e 108 di profondità, idealmente potrebbe contenere Notre Dame e la folla cosmopolita dei suoi visitatori.  Le facciate esterne sono ricoperte da 20.000 metri quadrati di lastre di marmo bianco di Carrara e da 25.000 di vetro. Contiene quasi 100.000 metri quadri di uffici distribuiti su 35 piani nei quali lavorano ogni giorno 4.000 persone.  Tra i 420 progetti presentati da ogni continente al concorso per la realizzazione della monumentale architettura, il presidente Mitterand  scelse la proposta dell’architetto danese Otto von Sprecklsen per la purezza delle forme e “ per la forza con la quale creava un nuovo punto di riferimento sull’asse storico di Parigi”. 

I lavori iniziarono nel 1983 e nel 1987, dopo la morte del progettista, furono diretti dall’architetto francese Paul Andreu che fu l’ideatore della “Nuage”, la nuvola stazionante nel vuoto dell’arco, una tenso-struttura con valore di presenza volumetrica per ridare proporzione alle masse architettoniche.  Dalla gradinata d’accesso si gode dell’ampiezza della Place de la Défense con i suoi grattacieli dalle superfici specchianti  e rivoluzionanti tutte le regole millenarie dell’architettura, dove il business satura l’aria in una piazza pedonale per niente parigina ma  piuttosto transfuga dalla Grande Mela.  Piazza che è anche museo a cielo aperto e vetrina sull’arte contemporanea. Tra le tante, fantasiose installazioni spiccano “Le grand stabile” dell’americano Calder, 75 tonnellate di acciaio rosso, quasi un ragno gigante divenuto il punto focale del centro; i due simpatici e bizzarri “Personnages” del suo amico Mirò, fantastiche creature blu, gialle e rosse tra le più amate dal pubblico; “Le pouce” ossia il pollice alto 18 metri del marsigliese César; “Le grand Toscano” del polacco Igor Mitoraj sempre fedele alle sue statue spiazzanti con le divinità mutili.

Cinzia Albertoni

1 aprile 2012

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