Loredana Limone, “E le stelle non stanno a guardare”

Loredana Limone, “E le stelle non stanno a guardare”

FullSizeRender«Leggere “E le stelle non stanno a guardare” è come valicare un portale del tempo, ritrovando una magia quasi racchiusa in una boccia di vetro, un mondo che solo il cuore puro riesce a intravedere, e in cui bisogna entrare in punta di piedi». Con queste parole qualche lettore ha commentato il tanto atteso romanzo di Loredana Limone dal titolo E le stelle non stanno a guardare.

Libro da leggere in un baleno, dallo stile scorrevole e talvolta intrigante, tanto da far provare al lettore le medesime sensazioni dei personaggi. La scrittrice ci riporta in un paesino di provincia arroccato su una collina dove le frenesie metropolitane del nostro millennio sono messe da parte, e la vita scorre serena. È proprio in questo luogo idilliaco che Loredana, con la sua narrazione magica e coinvolgente, è capace di rapire il lettore e di condurlo in un mondo fatto di personaggi che non sono meramente cartacei, ma che sembrano avere un’anima. I personaggi escono dalle 384 pagine e, sempre portatori di umorismo, si fanno vivi e sono loro, come dichiara l’autrice stessa, a dettare le proprie storie: si ha la sensazione di provare le loro medesime sensazioni e di percorrere le strade e le piazze di Borgo Propizio, tanto da sentire gli odori di quei vicoli sulla propria pelle. Ambientato dove ognuno trova ciò che cerca, E le stelle non stanno a guardare nasce dall’esigenza della scrittrice di esprimere se stessa, di scappare dalla realtà per approdare in quel Borgo Propizio, chiamato così per farsi un buon augurio, da cui mai più nessuno vorrebbe andarsene.
Il romanzo è indicato a chi, avvolto in un piumone in una tarda sera d’inverno, o davanti ad un caffè, magari avvertendo nostalgia dei paesini natii, ama le atmosfere accoglienti e semplici, così da far sentire a casa chiunque. Borgo Propizio, infatti, rappresenta proprio quel luogo interiore dove è necessario riconciliarsi con ciò che ci si è negato nella vita. Un sogno ad occhi aperti è quello che vivrà chi oserà avvicinarsi a quel libro che funge da talismano alle ossessioni dei nostri giorni.
TRAMA: Tanti sono gli avvenimenti che scombussolano le giornate di Borgo Propizio e dei suoi numerosi abitanti, come la sempreverde zia Letizia, indaffarata a gestire la latteria insieme a Belinda, nipote acidina; le due sorelle Mariolina e Marietta, con il loro teatrino di litigi e riappacificazioni; l’amabile Ruggero, rozzo-che-piace; Dora, più pettegola che giornalaia; il maresciallo capo Bartolomeo Saltalamacchia. Con a capo il sindaco Rondinella, il paese sfoggia una nuova zelante giunta, il cui assessore alla Cultura, il nevrotico professor Tranquillo Conforti, incarica Ornella di organizzare un evento per l’inaugurazione della biblioteca. Sì, perché il paese ora vuole la sua biblioteca civica. E dovrà essere un evento speciale, o meglio spaziale, addirittura un festival letterario, sotto le luccicanti e propizie stelle del borgo. Be’, non sempre propizie. Le chiacchiere ricominciano il giorno in cui giunge Antonia, una forestiera dai boccoli ramati, che porta un misterioso bagaglio interiore. Scappando da se stessa, è alla ricerca di un luogo dove curare l’anima,tanto da decidere che lì organizzerà la propria vendetta d’amore. Una vendetta contro chi? E perché? Quale che sia il motivo, è un piatto che andrà servito freddo. Ma Antonia non sa che Borgo Propizio ha il dono di cambiare la vita di coloro che varcano la sue mura merlate.
Mirko Olivieri
29 gennaio 2015
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