La Scelta del Presente: personale di Gianluca Marinelli

Si inaugura lunedi 12 marzo alle ore 18.30 presso la Galleria Monopoli, via Giovanni Ventura 6 a Milano, la mostra personale dell’artista Gianluca Marinelli, a cura di Andrea Fiore. L’evento, dal titolo La Scelta del Presente, nasce dalle ricerche dell’artista sulle esperienze artistiche a Taranto negli anni della costruzione dell’Italsider (anni’60-’70).

 

La mostra nasce come la partenza del progetto curatoriale denominato ABOUTART, che è stato creato per la necessità di esplorare lo sviluppo dell’arte nella contemporaneità, perchè se l’arte è l’immagine del proprio tempo, oggi allora non può non essere l’immagine della “precarietà”. Le esposizioni previste in questo progetto sono realizzate in questo momento di maggiore “disagio” quindi, si tratta di una scelta necessaria per proiettarsi nello spirito di questa ricerca.

Le problematiche trattate troveranno voce in una nuova rivista, “Ph”, che analizzerà questa nuova esigenza dell’arte, un’arte dalla valenza quasi terapeutica. Attraverso i materiali provenienti da archivi privati, Gianluca Marinelli indaga il lavoro di alcuni artisti pugliesi attivi negli stessi anni della costruzione dell’Italsider di Taranto, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa. Essi hanno presentato le contraddizioni del sistema capitalistico, che sono la causa del senso di smarrimento odierno.

La mostra analizza il senso dell’oblio della memoria culturale; il titolo dell’evento è tratto da un saggio di Franco Sossi del 1970 (La scelta del presente, Firenze, ed. Techne) in cui il critico analizza le risposte dell’arte ai cambiamenti sociali ed economici. Marinelli organizza il materiale d’archivio secondo uno schema personale, spesso attraverso la testimionianza dei suoi stessi protagonisti (Nicola Andreace, Sandro Greco, Pietro Guida, a citarne alcuni).

Nella mostra sarà presentato anche un video che ricorda l’esperienza di un artista-operaio dell’Italsider: Antonio De Franchis. Un nuovo concetto di evento espositivo quindi, dove l’artista non vuole solo mostrare ma raccontare qualcosa, una storia, un’emozione, una paura, l’arte diventa rivelatrice di una nuova storia e la fa rivivere attraverso questa mostra.

Lucia Arezzo

9 marzo 2012

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