Ombre: l’indagine dell’inafferrabile

Si inaugura oggi mercoledi 7 marzo 2012 alle ore 18,30, presso la Fabbry Contemporary Art a Milano, via Antonio Stoppani 15/C, la mostra dal titolo Ombre, l’indagine dell’inafferrabile, che è possibile visitare fino al al 21 aprile 2012.

Gli artisti presenti all’evento operano nei campi più diversi: pittura, scultura, fotografia e video, eppure si riscontra un comune denominatore: l’Ombra.

Parte del lavoro o soggetto del lavoro, solida o evanescente, bloccata in uno spazio o libera, illusione o oscurità, l’ombra è stata pensata appositamente per gli spazi della galleria; questo evento desidera svelare le differenti tipologie di indagini sull’argomento, dando importanza alle singole opere.

Il percorso espositivo inizia con un disegno di Enrico Castellani dal titolo “Ombre”: acquarelli dove in alcuni punti la pennellata dà vita ad una zona di semi oscurità; accanto a questo lavoro sarà esposta una tipica “Superficie bianca” nel cui spazio convivono pieno e vuoto, positivo e negativo, luci ed ombre. Luci ed ombre hanno il potere di determinare l’illusione di una possibile tridimensionalità, così accanto a Castellani sarà esposta l’opera di Marco Tirelli, un inchiostro e tempera acrilica su tela dove un corpo si manifesta nel suo apparire, formando un volume proprio. Nei “Gnomoni” di Grazia Varisco invece, le ombre determinano la struttura dei volumi, che mutano con il modificarsi della luce; queste sculture da parete vivono della loro ombra, che determina spazi ambigui. Per sottolineare il peso dell’oscurità, in mostra sarà presente l’opera di Giuseppe Uncini del 1973: “Ombra di un cubo”; in questa scultura da terra l’idea viene resa visibile attraverso elementi tangibili. Uncini riesce a dare solidità all’elemento impalpabile dell’ombra che diventa una presenza che si manifesta per quello che è, fatta di cemento, inemovibile e fissa.

Un’ombra anch’essa solida è quella che mette in scena Alex Pinna nella sua scultura “Hombre”, composta da una parte in corda ed una in piombo. La prima crea l’immagine di una figura umana stilizzata, la seconda la sua ombra realizzata in piombo, carica di tutto il proprio peso.Emanuela Fiorelli e Antonella Zazzera, disegnano strutture tridimensionali, una propria ombra è quella delle opere della Zazzera, generata dalle sue strutture di luce; apparentemente meno celebrata, è quella di cui si occupa la Fiorelli che nell’ambito di uno spazio riesce a rendere l’idea di una profondità illusoria.In una saletta laterale verrà esposto “Paradiso ora” di Arianna Giorgi: un gregge di piccole pecore guarda verso la luce, che ingannevole ci suggerisce la sagoma di un aereo, probabilmente un kamikaze che dona la vita per una semplice ideologia distorta. Il lavoro di Claudio Citterio dal titolo “Pupilla” proietta sulla parete una luminosità che modifica la sua ombra sul muro stesso, nella variazione della luce e nei mezzi toni.

Nelle opere di Francesco Candeloro, invece, interagiamo con immagini di volti umani catturati dall’obiettivo dell’artista e bloccati in un box di plexiglass. Di Bruna Esposito sarà visionabile il video “Senza titolo. Dvd per la proiezione di un’ombra”, dove il riflesso di una bandiera che sventola, continua a muoversi, solitario e senza sosta. Il percorso della mostra si chiude con il lavori di Yari Miele che da sempre si interessa a fenomeni quali la fluorescenza e la catarifrangenza; nell’ultima sala, luce e buio risulteranno essere i protagonisti della scena. Ancora una volta gli elementi quali la forma e sostanza vivono nell’ombra e dell’ombra ne fanno parte.

Lucia Arezzo

7 marzo 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook