Donne e Muse, a Milano una mostra che contempla la figura femminile

Si inaugura oggi, giovedi 6 marzo ore 18.30, presso la Chie Art Gallery in Viale Premuda 27 a Milano, la mostra dal titolo Donne e Muse, visitabile fino al 17 marzo 2012. Il progetto rende omaggio alla figura femminile proprio nel mese in cui ricorre la celebrazione della donna, quella donna così amata, vezzeggiata e utilizzata come fonte d’ispirazione nell’arte; oggi la donna ricopre un ruolo rilevante e nella società così come nel mondo artistico, fino ad aver ottenuto un ruolo di privilegio nell’arte del XX secolo; questa mostra quindi vuole osannare questa figura attraverso l’opera di sette fotografi.

 

Anche se differenti, questi lavori presentano un filo conduttore molto importante: l’esaltazione della bellezza femminile in modo assoluto e originale, infatti le diverse immagini rendono la donna come unica e indiscussa protagonista dell’opera, nessun contorno inutile, solo la pura bellezza femminile, intesa non solo come bellezza estetica ma anche spirituale.

Un sorriso, una carezza, un movimento anche piccolo, ogni particolare riesce in queste opere a creare e ricreare il soggetto così come l’artista vuole mostrarlo, vivo nella sua purezza, vitale nella sua arroganza. Alfredo Anceschi è fotografo di teatro da più di venticinque anni, nelle opere più attuali unisce all’immagine fotografica una ricerca grafica usando il computer; i suoi lavori sono ritratti di ballerine durante le performance, colte in particolari movimenti.

Fabrizio Capsoni, invece “nasce” come fotografo negli anni 80; nella sua ricerca del “bello” non possono mancare le figure femminili che proietta in paesaggi incontaminati; Giordano Ernesto Sala svolge la professione d’architetto, negli ultimi anni si è dedicato alle realizzazioni fotografiche e attraverso queste, alla ricerca di luce e movimento.

Grazia Lavia presenta in mostra l’opera del titolo White Poetic Dress – Il Bianco Vestito di Emily Dickinson, Un Abito che protegge ma nello stesso tempo diventa una Gabbia, che la isola dal mondo reale; Rodolfo M. Rocca coniuga la percezione visiva con le suggestioni del profondo filtrate attraverso l’occhio della macchina fotografica.

La personale ricerca fotografica di Simone Ascari invece, si muove in territori dove i confini tra la fotografia e le altre arti visive non esistono, nelle opere più recenti la trasformazione delle forme nell’universo materiale è rappresentata attraverso una “poetica della deformazione” di impronta espressionista, che diviene simbolo di questa metamorfosi.

Tamara Ramos utilizza la fotografia per esprimere emozioni nella sua vita; tutte le sue immagini riflettono la fragilità dei problemi della società, come la violenza domestica, i diritti delle donne e la loro bellezza, L’ intenzione dell’artista è sempre stata quella di mostrare le diverse prospettive di vita attraverso la fotografia.

Una mostra collettiva da guardare e contemplare attraverso l’occhio fotografico, e da scrutare attraverso l’occhio della nostra mente.

Lucia Arezzo

6 marzo 2012

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