Terzo appuntamento del ciclo “I documenti raccontano”

Si è tenuto sabato  25 febbraio 2012 alle ore 18, al Museo Martinitt e Stelline di Corso Magenta 57, il terzo appuntamento del ciclo “I documenti raccontano”, organizzata dal Museo nell’ambito dell’omonimo progetto promosso dalla Regione Lombardia per il recupero, la valorizzazione e la fruizione degli archivi storici lombardi, attraverso un lavoro di ricerca tra centinaia di documenti d’archivio risalenti al periodo compreso tra la ‘800 e ‘900.

Molto suggestiva la visita guidata negli ambienti del museo, che grazie alla sua interattività fa rivivere emozioni lontane attraverso le immagini e la voce, che riporta il visitatore a tempi passati  permettendogli di vivere un’esperienza unica di grande valore culturale e didattico, che ben contribuisce a formare e arricchire un proprio personale bagaglio.

Le “letture sceniche musicate” che seguono la visita guidata fanno rivivere altrettante emozioni attraverso i personaggi che vengono evocati e prendono forma con la voce recitante di Alessia Bedini accompagnata dalle musiche di Emanuele “Manolo” Cedrone, musicista del gruppo Sursumcorda, che con le sue note vibranti,  crea momenti di magica atmosfera nella già suggestiva cornice del Museo.

In questo terzo incontro alla scoperta di personaggi e vicende note e meno note,  ritroviamo ancora il personaggio di Linda Malnati detta la “Papessa Rossa” (1855-1921), cosi chiamata per i suoi tentativi di avviare un processo di laicizzazione dell’istituto Martinitt-Stelline, opponendosi al sistema dell’apparato religioso da lei ritenuto più idoneo ad  un convento che ad un orfanotrofio pubblico. Linda Malnati fu anche una fra le principali organizzatrici del movimento operaio femminile a Milano, a fianco delle posizioni del movimento culturale socialista, che ebbe un ruolo determinante, non solo per la formazione della cultura, ma anche per il diritto al lavoro ad al voto delle donne.

Interessante la narrazione de “I tumulti del 1833”, che racconta dei fatti accaduti nel febbraio del 1833 all’interno dell’Orfanotrofio Maschile di Milano, dove i ragazzi diedero vita ad  una rivolta a motivo della rigidità dei sorveglianti e della scarsa qualità del vitto. I rivoltosi riuscirono a prendere il controllo dell’Istituto, ma il repressivo intervento della polizia sedò la sommossa conclusasi con l’arresto di alcuni dei “ribelli”  e l’espulsione di tre giovani ritenuti  i sobillatori.

La narrazione si conclude  facendo rivivere la commovente vicenda di Enrico Vaghi (1885-1995), orfano, entrato all’Istituto dei Martinitt a poco più di otto anni, che da subito venne etichettato come “una testa calda”, un agitatore, un rivoltoso,  a motivo delle sue idee sovversive, avvalorate dalle sue letture  di testi socialisti e anarchici, all’epoca proibiti.  La sua protesta ad oltranza lo portò ad essere espulso dall’Istituto. Di Lui inizialmente si persero le tracce fino a quando non si arruolò  nell’esercito, finendo nelle truppe coloniali. Morì nel 1896 a soli 22 anni sulle alture della conca di Adua, per mano dell’esercito abissino. Solo, dopo la morte, l’Istituto dei Martinitt lo riabilitò, perché eroicamente caduto servendo il suo paese.

Le emozioni e le scoperte non finiscono qui perchè altri personaggi ci attendono nei prossimi incontri che si terranno sempre il sabato pomeriggio alle ore 17,00. Si ricorda che alle letture sceniche gratuite sarà possibile abbinare, su prenotazione, e al costo di 5 euro, il laboratorio didattico di approfondimento “I documenti raccontano”, dedicato all’analisi e all’utilizzo delle fonti d’archivio. Il prossimo appuntamento, eccezionalmente, sarà  nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario delle 5 Giornate di Milano, con repliche nei giorni di martedì 20 mercoledì 21 e giovedì 22 marzo.

Info:
Museo Martinitt- Stelline, Corso Magenta 57– Milano – 02.43006522.
Per la partecipazione alle letture è gratuito, mentre il costo del laboratorio didattico sarà di €5, per entrambi la prenotazione  è obbligatoria al numero 02/430065.22, dal martedì
al sabato dalle 10.30 alle 18.30 oppure con mail a [email protected]

Lucia Arezzo

2 marzo 2012

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