Klein Fontana. Milano Parigi 1957–1962

Klein  Fontana. Milano Parigi 1957–1962

Lucio Fontana-Concetto spaziale - Attese 1959Apre al Museo del Novecento di Milano “Yves Klein Lucio Fontana. Milano Parigi 1957 – 1962”, una mostra che si snoda attraverso gli spazi espositivi e le sale più rappresentative del Museo, senza interferire ma creando un dialogo con la collezione permanente. Nel gennaio 1957 Yves Klein tiene la prima personale di monocromi blu alla Galleria Apollinaire di Milano portando in città le nuove sperimentazioni artistiche francesi e tedesche. In quell’occasione Fontana acquista una delle opere dell’artista francese divenendo uno dei suoi più importanti collezionisti in Italia e ponendo le basi per un rapporto d’amicizia e stima reciproca. A Parigi la gallerista Iris Clert, oltre alle mostre di Klein, presenta le opere di Fontana che lanciano definitivamente l’artista italo argentino sulla scena internazionale. L’esposizione indaga il percorso parallelo – tra il 1957 e il 1962 (anno della morte di Klein), tra Milano e Parigi – dei due artisti attraverso oltre 90 opere, accostamenti tematici e visivi, una ricca documentazione di fotografie, filmati d’epoca e carte d’archivio. Ne è un esempio il colloquio tra il segno del neon di Fontana del 1951 e la riproduzione della grande installazione di Pigment pur, presentata nel maggio del 1957 alla Galerie Colette Allendy di Parigi. Le aperture spaziali di Fontana, fisiche e concettuali, trovano corrispondenza nel procedere di Klein dal monocromo al vuoto. Entrambi evocano uno spazio immateriale e ulteriore, cosmico o spirituale, facendo un riferimento storico all’oro della pittura medievale e al blu di Giotto, impiegando anche elementi naturali quali la luce, il fuoco e l’aria e ispirandosi alle suggestioni d’immagini astronomiche. Klein, inoltre, trasforma il rapporto tra artista e modello rendendo quest’ultimo non più un oggetto passivo, che si osserva, ma un soggetto che collabora con l’artista.

Il percorso inizia dalla sala dedicata ai futuristi con il dialogo tra Stati d’animo. Quelli che restano (1911) di Umberto Boccioni e Concetto spaziale – Attese (1959) di Lucio Fontana e finisce nello spazio espositivo della manica lunga con il colloquio visivo, occhi negli occhi, tra le due figure blu Portrait relief de Claude Pascal (1962) di Klein e Campione olimpico (1932) di Fontana. Molte le iniziative e gli eventi collaterali tra cui, il 17 novembre, presso l’Auditorium di Milano di Largo Gustav Mahler, l’esecuzione da parte dell’Orchestra Verdi, della Symphonie monoton-silence di Yves Klein, un unico accordo continuo tenuto per venti minuti e seguito da venti minuti di silenzio.

Museo del Novecento – dal 22 ottobre al 15 marzo 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook