Otto sale blu per inaugurare i Nuovi Uffizi

Martedì 20 dicembre 2011, dopo un lungo intervento di restauro riapriranno le sale espositive dei Nuovi Uffizi. Sono 8 le prime sale riaperte al pubblico e sono collocate al secondo piano, destinate ad accogliere opere di artisti spagnoli, francesi, fiamminghi e olandesi, da Goya a Velasquez da Bruegel a Van Dick e Rubens e molti altri.

Questa di per se è già una grande notizia, ma a ciò va aggiunta una peculiarità che rende questa riapertura ancora più suggestiva e sicuramente curiosa, le pareti sono di colore blu, una brillante tonalità di colore blu, una cromaticità quanto mai insolita per chi è abituato a pensare  gli spazi espositivi con tinte neutre che non devono in alcun modo interferire con la sacralità dell’opera d’arte che ospitano. Questo blu oltre a essere deliziosamente in sintonia con le opere ospitate nelle sale, ha la straordinaria capacità di rendere  protagonista anche il luogo e non solo l’opera, è indubbio che quel blu distrare, ma quella distrazione è così poetica che restituisce all’opera un ventre su cui riposare che ne accresce sicuramente il lirismo. È sicuramente da dire che in  questo caso lo spirito del luogo si sente e fa la differenza! Le sale sono raggiungibili dalla Galleria scendendo per la Scala di ponente, una delle opere più impegnative fin qui concluse, curata da Adolfo Natalini.

Questa riapertura è solo il primo passo verso l’operazione di ampliamento degli Uffizi, che punta ad ingrandire la Galleria destinando tutto il secondo piano (di cui le 8 sale riaperte costituiscono solo  il primo lotto) a scopo museale, il programma prevede inoltre il riallestimento di altre decine di sale.

Durante la cerimonia di inaugurazione alla quale erano presenti l’assessore toscana alla cultura Cristina Scaletti, il vicesindaco di Firenze Dario Nardella, il direttore degli Uffizi Antonio Natali ha dichiarato che durante gli anni dell’intervento preparatorio, la Galleria non ha mai chiuso le sue porte al pubblico, scelta adottata per evitare che la città di Firenze potesse avere pesanti ricadute sul piano culturale, ma anche economico. I lavori sono ancora in corso e come ha detto Cristina Acidini, la sovrintendente al polo museale fiorentino, il cammino è stato accidentato e è ancora lungo, non sarà ne breve ne semplice completare i lavori, c’è ancora molto da fare, ma con l’apertura delle sale agli stranieri si è compiuto un primo passo e il resto dei risultati arriverà con il tempo.

18 dicembre 2011

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