A Vicenza l’Avanguardia Russa dialoga con le antiche icone

Innovazione. Questo l’obiettivo dell’Avanguardia Russa. Forme nuove nell’arte ma con un pennello intinto nella tradizione. Il Primitivismo recupera immagini dal mondo contadino, il Suprematismo ricerca la purezza assoluta nella suprema schematizzazione di forme geometriche ma la tavolozza è pregna di quei rossi fiammeggianti delle antiche icone. Dopo l’indimenticabile esposizione del 2004 nella palladiana Villa Caldogno dei capolavori del museo di Kiev, tornano nel vicentino i dipinti russi.

Se “Verso lo spazio luce” illustrava la pittura ucraina dagli ultimi decenni dell’Ottocento alla rivoluzione del 1917, negli sfarzosi saloni di palazzo Leoni Montanari di Vicenza è giunta “Avanguardia russa – esperienze di un mondo nuovo” opere dal 1910 al 1930. Il grande evento nasce dalla sinergia tra Banca Intesa Sanpaolo, il Centro di Alti Studi  sulla Cultura e le Arti della Russia (CSAR) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, la Foundation for Interregional Projects di Mosca e Ivanovo Art Museum, nell’Anno della Cultura e Lingua russa in Italia e della Cultura e Lingua italiana in Russia.

Le 85 opere provenienti dai musei regionali di Ivanovo, Kostroma, Jaroslav e Tula giungono per la prima volta in Italia e a Vicenza instaurano un inedito dialogo con la strepitosa collezione di icone di Intesa  Sanpaolo, la più importante fuori dai patri confini. Non solo dipinti ma anche stoffe, filmati, musiche, fotografie e sette installazioni multimediali raccontano la trasformazione dell’arte dagli esiti ancora figurativi del Primitivismo all’astrazione pura di Kandinskij e Malevic. Oltre alla multimedialità tecnologica è presente in mostra un’interattività umana, i visitatori trovano infatti studenti universitari nel ruolo di “mediatori culturali”, solleciti a rispondere a domande e curiosità. L’esposizione appare, a prima vista, azzardata perché si bilancia tra due concetti contraddittori: continuità e innovazione, rappresentato il primo dalle antiche icone religiose e il secondo dalle novità introdotte dalle emergenti correnti artistiche del Cubismo, Futurismo, Suprematismo e Costruttivismo. E’ questa una provocatoria presentazione dell’Avanguardia in costante confronto con la tradizione popolare dalla quale la modernità attinge il vivace cromatismo, la frontalità dei ritratti, certe linee costruttive e profilanti le immagini.  Questo giustifica l’accostamento del paesaggio di Petr Koncalovskij del 1912 “ Porto a Cassis”, con le architetture dello sfondo dell ”Annunciazione della Madre di Dio” della seconda metà del XVII secolo; dell’astrattismo geometrico di Kazimir Malevic con i volumi semplificati dell ”Ascesa del profeta Elia sul carro del fuoco”. Due i momenti eccezionali del percorso espositivo: i quattrocenteschi arcangeli Michele e Gabriele squillanti nei loro abiti scarlatti, ricomposti in una nuova iconostasi gravitante intorno all’opera di Rodcenko “Composizione non oggettiva n.61” che apre in maniera spettacolare il secondo piano, mentre all’ultimo, dove si ammira la collezione permanente d’altissimo livello d’icone russe, 3 opere di Vasilij Kandinskij partecipano alla creazione di quella mistica bellezza frutto di una necessità interiore. Le voci femminili dell’Avanguardia Russa, “vere Amazzoni, cavallerizze scite” spettano a cinque artiste: Aleksandra Exster, Natalja Goncarova, Liubov Popola, Olga Rozanova, Varvara Stepanova, pittrici che disegnando anche per il teatro e per la moda ricercavano la loro matrice orientale; a loro si devono le decorazioni dei tessuti prodotti nella città di Ivanovo, la Manchester russa, tra i più importanti centri di produzione tessile con un mercato che si espandeva dall’Europa all’Estremo oriente. E dal museo Burylin di Ivanovo provengono molti dei dipinti esposti a Vicenza. Ben rappresentato è il gruppo del “Fante di Quadri”che s’ispirava alle icone, al folklore nazionale e all’arte primitiva, ne facevano parte artisti attenti all’Espressionismo tedesco, al Cubismo, a Matisse e Cezanne. Con le nature morte dei “Fanti” dialoganti con l’icona della “Santa Trinità” si apre la mostra, la quale si chiude con un classico dell’animazione russa: il cartone “La battaglia di Kerzenc” del 1971 che raccontando una leggenda fa scorrere immagini di antiche icone.

Eventi collaterali accompagneranno tutto il periodo espositivo: film, visite guidate, laboratori artistici e musicali, mostre di libri, reading itineranti. La sezione vicentina di Italia Nostra proporrà 4 lezioni dedicate alla pittura russa dalle riforme di Pietro il Grande alla Rivoluzione del 1917.

Avanguardia Russa – Esperienze di un mondo nuovo
Vicenza – Palazzo Leoni Montanari
11 novembre 2011 – 26 febbraio 2012
Biglietto intero € 6,00 ridotto € 4,00
www.palazzomontanari.com

 

di Cinzia Albertoni

 

11 novembre 2011

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