Mondrian porta a Roma l’Armonia Perfetta.

di Valeria Romano

Visitare la mostra su Mondrian al Vittoriano significa, oltre che trovarsi di fronte alle opere di un grande maestro, anche chiarirsi le idee su una delle rivoluzioni artistiche più importanti del secolo scorso, quella che ha liberato la pittura dalla rappresentazione delle forme della natura.

Assieme a pittori come Kandiskij e Malevič, Mondrian è tra i protagonisti di questa rivoluzione e la mostra “Mondrian. L’armonia perfetta”, visitabile fino al  29 Gennaio, curata da Benno Tempel, indica chiaramente il suo cammino verso l’astrazione. Un cammino piuttosto lungo, visto che l’artista ha circa quarantuno anni quando realizza i primi quadri completamente astratti.

 

Le opere sono state ripartite in ordine cronologico in cinque sezioni (“Realismo”, “Simbolismo e  Teosofia”, “Luminismo”, “Cubismo”, “Astrazione e De Stijl”) e manifestano la coerenza formale e morale del pittore olandese, che dopo aver attraversato vari stadi di preparazione, approda finalmente alla formulazione della Neoplastica, in cui la forma viene abolita.

Nelle sale ammiriamo dipinti del calibro di “Notte d’estate” (1906-1907) e “Devozione” (1908) prima di poter visionare le “Composizioni” del periodo De Stijl, poste accanto ad importanti opere di altri componenti del movimento, da Huszàr a Van der Leck.

Per dar vita alla “nuova estetica plastica”, Mondrian dipinge utilizzando mezzi plastici semplici, la linea retta ed i colori primari; essi, tramite la loro opposizione ortogonale, creano il contenuto del dipinto, ossia il “ritmo libero” e si pongono in perfetto equilibrio sul piano. Come afferma lo stesso Mondrian, tale equilibrio “esprime nella maniera più pura, l’universale, l’armonia, l’unità propria dello spirito”.

Il passaggio dalla morfoplastica alla neoplastica è facilmente comprensibile osservando l’evoluzione nella resa pittorica degli alberi, rivestiti di una carica simbolica nel periodo teosofico ed indagati strutturalmente nel periodo cubista; la struttura dell’albero infatti, con il tronco vericale ed i rami orizzontali, è ideale per studiare la superficie del piano ed i  rapporti di forza del dipinto.

Cio’ che Mondrian vuole raggiungere è un’arte che sia espressione della vera realtà e della vera vita.

Tuttavia, l’universo perfetto ed armonico non dovrà realizzarsi soltanto nell’arte; in uno stadio successivo, esso dovrà compiersi nell’esistenza stessa. 

Si chiede infatti l’artista: “L’arte sarà sempre necessaria? Non è essa un misero artificio, destinato a durare solo finchè farà difetto la bellezza nella vita stessa? La bellezza realizzata nella vita…: la cosa dev’essere piu’ o meno possibile in futuro”.

Se l’arte è stata liberata dalla forma tramite la “nuova estetica plastica”, possiamo e dobbiamo assistere a tale liberazione anche nella vita pratica, tra le cui manifestazioni c’è la vita politica.

L’arte, pienamente indipendente ed emancipata dalla figurazione tradizionale,  ossia dalla rappresentazione, si propone con Modrian quale apportatrice dei concetti e dei valori più alti.

La sua evoluzione verso la Neoplastica,  è modello di un evoluzione che dovrà riguardare la vita nella sua interezza, dunque anche lo spirito dell’uomo; si dovrà insomma costituire una nuova cultura, che sarà quella “dell’individuo maturo; una volta maturato, l’individuo sarà aperto all’universale e sarà pronto a diventare una sola cosa con esso”.

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