Tre nuove mostre al Museo del Novecento con protagonisti Pellizza da Volpedo e Giuseppe Scalarini

Tre nuove mostre al Museo del Novecento con protagonisti Pellizza da Volpedo e Giuseppe Scalarini

quarto-stato.museo.novecentoIl Museo del Novecento presenta, nello Spazio Mostre, “Giuseppe Pellizza da Volpedo e il Quarto Stato. Dieci Anni di ricerca appassionata”. L’esposizione è stata creata con l’intento di illustrare la complessità dei valori e dei significati di un quadro-simbolo del XX secolo, situato nella nicchia sulla rampa di ingresso al Museo, ridipinta per l’occasione nei colori dello studio di Pellizza a Volpedo, al quale l’artista lavorò incessantemente dal 1898 al 1901. In mostra si trova la radiografia del dipinto in scala 1:1, a testimonianza dei passaggi di lavorazione del quadro e dell’impianto preparatorio, il grande dipinto Fiumana, proveniente dalla Pinacoteca di Brera e trenta opere, tra disegni e dipinti di Pellizza da Volpedo, che ricostruiscono le strade, le piazze, i muri, la luce della cittadina di Volpedo. I quadri dell’artista, oltre a essere legati a un luogo preciso, sono anche caratterizzati da un momento preciso dell’anno e da un’ora precisa del giorno. Il dipinto è il frutto di un costante impegno culturale e sociale e di un progressivo raffinamento della tecnica pittorica compiuti da Pellizza nel corso di un decennio, tra la fine del XIX e l’alba del nuovo secolo. L’artista si era convinto della necessità di confrontarsi con le problematiche sociali e politiche dell’Italia unita. La tela è divenuta, così, il simbolo della fiducia che il cammino di lavoratori avrebbe portato ad un futuro migliore.
Gli Archivi del Novecento “Ettore e Claudia Gian Ferrari” ospitano la mostra “Giuseppe Scalarini (1873 – 1948). Il segno intransigente. Grafica politica, satira, illustrazione”, dedicata all’illustratore attivo dagli ultimi anni dell’Ottocento e tra i massimi disegnatori politici del Novecento, noto finora soprattutto come autore delle vignette comparse quotidianamente ne l’”Avanti!” dal 1911 al 1925. L’esposizione presenta oltre centosessanta oggetti, fra i quali decine di disegni originali, documenti d’archivio, periodici e volumi d’epoca conservati presso gli eredi dell’artista e in raccolte pubbliche, allestiti entro un percorso tematico intrecciato a sezioni biografiche e cronologiche. Il percorso propone, per la prima volta, uno sguardo completo sulla produzione dell’artista e una riflessione sul delicato rapporto tra arte, grafica politica e censura. Scalarini, infatti, fu sorvegliato dalle autorità di polizia italiane e tedesche fin dalla metà degli anni Novanta, fu perseguitato durante il fascismo subendo il confino e costretto a lavorare in incognito o sotto pseudonimi. L’artista tocca temi universali e attuali: la guerra – combattuta con un radicale antimilitarismo che non ammetteva eccezioni -, la voracità del capitalismo, il potere temporale della Chiesa, e più nel dettaglio lo squadrismo fascista, la monarchia imbelle.
Lo Spazio Focus del Museo del Novecento propone la mostra “Quadri che costano come Sputnik. Rotocalchi italiani e boom del mercato dell’arte moderna in Italia nei primi anni Sessanta”, una riflessione sul tema del mercato. La prima metà degli anni Sessanta vede lo sviluppo, in Italia e in particolare a Milano, del mercato dell’arte moderna diventando, per un breve momento storico, un’alternativa a più tradizionali forme di investimento. Il fenomeno trova un’ampia cassa di risonanza nei periodici di attualità illustrata, i cosiddetti rotocalchi che, essendo il prodotto editoriale a più ampia e capillare diffusione offrono un modo per esaminare, dal punto di vista della ricezione da parte del grande pubblico, la situazione del mercato e l’immagine dell’artista. Nelle rubriche di critica d’arte si infittiscono le annotazioni sul mercato, mentre in quelle di gossip e costume diventano frequenti le notizie dal mondo dell’arte; si bandiscono concorsi mettendo in palio opere di celebrati maestri del Novecento e largo spazio viene dato a inchieste sulla situazione del mercato dell’arte italiano, dalla rete delle gallerie al sistema di valutazione a punti, dai maestri storici ai giovani artisti più quotati.

Eleonora Franzoni
26 novembre 2013
www.art4u-guida.i

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