TÀPIES. Lo sguardo dell’artista

TÀPIES. Lo sguardo dell’artista

TapiesVedere ciò che ci circonda senza imporsi limiti di sorta. Sentire la forza di ciò che è in potenza e non solamente in atto. Tentare di dare una risposta, seppur personale e apparentemente infondata, su i grandi e misteriosi quesiti della vita. Questo è lo sguardo di Antoni Tàpies, uno dei rappresentanti chiave dell’Informale, del  quale ci viene mostrata l’essenza: quello che il visitatore può vedere presso Palazzo Fortuny, non è solo l’arte di questa straordinaria personalità artistica, ma il suo sguardo sulle cose lo circondavano e affascinavano, la sua interpretazione del mondo.

L’artista catalano, scomparso nel 2012, si è interrogato continuamente sui misteri che avvolgono la nostra esistenza, cercando in questi le comunanze e non le differenze che la contraddistinguono, le costanti presenti oltre il tempo e lo spazio, l’idea che le potenzialità siano infinitamente più importanti degli atti intesi come mere realizzazioni tangibili di un qualcosa che all’inizio era molteplice e come tale difficilmente codificabile e classificabile, quindi fuori da ogni qualsiasi soglia di pregiudizio.

Non sorprende, quindi, nel vedere nei suoi lavori, il coesistere di mondi lontani  cronologicamente, spazialmente e culturalmente: musica, poesia, filosofia, arte antica e moderna, teologia e scienza. Solo grazie a questo sguardo proteso verso un ignoto e paradossale al di là, mantenendo tuttavia intatta anche l’attenzione per l’aldiquà, Tàpies è diventato uno dei più prolifici e significativi artisti dell’arte contemporanea.

La mostra, che occuperà fino al 24 novembre le sale di Palazzo Fortuny, è una mappa delle relazioni da sempre intercorse tra arte ed estetica nella vita dell’artista, rapporto visibile non solo nei suoi lavori ma anche negli oggetti da lui raccolti in veste di collezionista. Ecco che in Tàpies. Lo sguardo dell’artista, figurano opere selezionate dalla sua abitazione, alcune delle quali mai mostrate precedentemente, opere che vengono proposte al grande pubblico mantenendo quella dimensione intima dalla quale provengono, evidenziandone la sfera emozionale e percettiva.

Un percorso vasto che passa per i libri d’arte con alcune litografie realizzate dall’artista catalano in collaborazione con poeti e scrittori (El Pa de la Barca di Brossa), le melodie a lui particolarmente care come quelle di Berg e Cage, fino a giungere al tributo fatto da alcune delle personalità artistiche viventi e a lui vicine, come Caro e Borrell.

Una esposizione, questa, che parla dell’arte attraverso gli occhi di chi quest’arte l’ha creata e amata, una mostra che parla di arte come della vita, uno sguardo al di là del tempo e dello spazio.

Didascalia immagine.

Antoni Tàpies, Ulls i creus en vertical, 2008, olio su tela, 55×46 cm, © Fundació Antoni Tàpies / VEGAP 2013.

Scheda tecnica.

Tàpies. Lo sguardo dell’artista, fino al 24 novembre 2013, Palazzo Fortuny, San marco 3780 – San Beneto, Venezia.

Orario: 10.00-18.00 (la biglietteria chiude un’ora prima). Chiuso il martedì.

Biglietti: intero 10 euro; ridotto 8 euro.

di Giulia Jurinich

3 settembre 2013

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