Caro al museo Correr

Caro al museo Correr

Esplorazione. È con questa parola che si può definire la mostra dedicata ad Anthony Caro presso la sede del Museo Correr a Venezia, una esplorazione che evidenzia da un lato il ruolo fondamentale assunto dall’artista britannico nello sviluppo della scultura del XX secolo e dall’altro il lirismo insito nelle sue creazioni.

Nei trenta lavori presenti il visitatore può, infatti, cogliere l’essenza della produzione artistica di Caro attraverso un percorso che abbraccia cinquanta anni di carriera, all’interno di una visione artistica post-rinascimentale che portò alla luce la nascita di quella che è stata  definita “la nuova scultura” caratterizzata dalla ricerca di linguaggi plastici in grado di rivoluzionare tematiche tipiche dell’arte plastica come la forma, i soggetti, i materiali.

In questa ottica di libera esplorazione si vanno  a collocare non solo alcune delle più celebri opere in acciaio di Caro, si citi Red Splash (1966), Garland (1970), Orangerie (1969-1970) eccezionalmente prestata dal museo di Belle Arti di Houston, fino a giungere agli ultimi lavori come Venetian (2011) o River Song (2012), ma anche la piccola selezione di Paper Sculptures, disegni a pennello e inchiostro su carta di giornale riconducibili agli esordi della sua produzione.

Ecco, quindi, che al visitatore si presenta, in quella che è considerata la seconda più grande mostra italiana dedicata all’artista (dopo la celebre esposizione tenutasi presso i Mercati Traianei di Roma nel 1992), la messa in luce dell’essenza della percezione artistica di Caro, grazie alla quale il metallo industriale trova libertà di espressione nell’assemblaggio rivoluzionario all’interno dello spazio dedicato precedentemente esclusivamente allo spettatore. Quelli dello scultore inglese, allievo di Moore, sono lavori astratti radicali che trovano proprio nel loro contenuto ideale quell’armonica bellezza definibile come lirismo astratto, nella quale la linea e il materiale diventano mezzi attraverso i quali poter accedere a nuovi mondi ed a linguaggi inediti e prima solamente immaginabili.

Dall’approccio orizzontale dei primi lavori al desiderio di verticalità tipico degli anni Settanta giungendo prima alle opere monumentali per poi imporre una nuova visione data dalle “sculture da tavolo”, tra le quali possiamo ammirare Table Piece Y 98 Déjuner sur l’herbe II (1989), Caro esprime la sua eterna ricerca oltre i limiti del mondo fino ad oggi conosciuto, un continuo protrarsi verso la sfera delle idee che si concretizzano sotto le sue sapienti mani.

 

Didascalia immagine.

Anthony Caro, Orangerie, 1969, acciaio dipinto, 225×162,5×231 cm, The Museum of Fine Arts, Houston, © Barford Sculptures Ltd. Photo: Mike Bruce, courtesy Gagosian Gallery.

 

Scheda tecnica.

Caro al Museo Correr, fino al 27 ottobre 2013, Museo Correr, Piazza San Marco, Venezia.

Orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti: 8 euro.

 

Giulia Jurinich

16 agosto 2013

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