Sustaining Assembly al PAV di Torino

Sustaining Assembly al PAV di Torino
Sustaining Assembly Fonte: http://parcoartevivente.it/

Apre il 7 maggio 2021 la mostra Sustaining Assembly. Pratiche Artistiche per una Transizione Ecologica dal Basso all’interno degli spazi espositivi del PAV Parco Are Vivente di Torino, curata da Piero Gilardi e Marco Scotini. Il PAV centro ricerche d’arte contemporanea nasce nel 2008 con l’intenzione di esplorare la dicotomia natura-cultura e il rapporto di tale diade alla luce di temi quali la Sostenibilità, la Decolonizzazione di conoscenza e cultura e l’Ecologia Politica.

La visita inizia entrando nella complessa struttura del parco, composta da un ambiente chiuso situato al confine nord ovest dell’area e dedicato alle mostre temporanee, a sua volta inglobato all’interno di un giardino triangolare che conserva una ventina di installazioni ed environments di collettivi chiamati a dialogare artisticamente con la natura rigogliosa presente nell’area. L’interessantissima serie degli interventi outdoor necessita una visita dedicata in quanto è corposa e costituisce la collezione permanente del PAV. Per quanto riguarda le esposizioni temporanee, queste vengono solitamente allestite nello spazio chiuso composto da una serie di ambienti che si sviluppano su un asse di forma stretta, curva e lunga, dove si svolgono anche le attività di laboratorio e di incontri.

La Socially Engaged Art 

Nello specifico Sustaining Assemby, impostata seguendo la conformazione dell’ambiente, presenta una disposizione apparentemente consequenziale delle opere, sincopata dalla presenza di molte installazioni audio video immersive di lunga durata e da opere d’arte fisiche come oggetti e/o pannelli scritti impostati ai muri. Nonostante il percorso non sia dichiaratamente ordinato secondo una scelta specifica si possono intuire tre criteri principali, comunque interrelati e connessi tra loro, che costituiscono una struttura interpretativa all’interno della quale inserire i vari interventi. Uno dei primi evidenti temi insiste sulla pratica estetica e su una certa tipologia di Socially Engaged Art: all’interno di questo macro gruppo si inserisce la video opera intitolata People of Flour, Salt and Water ( gente di Farina, Sale e Acqua), un learning film realizzato dal collettivo Chto Delat che funge da testimonianza, ma anche da manuale delle metodologie utilizzate, della Free Home University, il progetto ideato da Alessandra Pomarico nato nel 2014 e ancora attivo a Castiglione d’Otranto, in Puglia, primo esempio di risposta alla necessità di ri-generazione dei modi di condividere la vita attraverso l’arte e la pedagogia.

All’interno della stessa area tematica si inserisce la toccante sala dedicata all’opera Sowing Somankidi Cura, a Generative Archive, una lunga ricerca portata avanti da Raphael Grisey e Bouba Touré sulla memoria fisica, sulla permacultura e sull’archivio di testimonianze di Somankidi Cura, un collettivo costituito da 14 lavoratori migranti e militanti politici, vicini all’ACTAF ( Associazione Culturale dei Lavoratori Africani in Francia), che negli anni ’70 dopo un periodo di vita a Parigi decidono di tornare in Mali, nella città di Kayes, per promuovere la realizzazione di pratiche economiche ed agricole alternative, anche in risposta alla forte siccità del Sahel del 1973. Un archivio vivente fatto di pubblicazioni, foto, opuscoli; materiali esposti ai quali si connette Traana (Migrante Temporaneo), una video-installazione di una messa in scena teatrale, adattamento di un’opera scritta nel 1977, che riflette sul fallimento dei movimenti di liberazione in Senegal e Mali soprattutto in un contesto di viaggio e migrazione come risposte a determinate condizioni neocoloniali che i contadini spesso devono affrontare con l’indipendenza dei propri territori.

Raphael Grisey e Bouba Touré, Traana (Migrante Temporaneo), 2017, video, 27’00”

L’oggetto come testimonianza 

Il secondo tema insiste sulla creazione artistica come testimonianza fisica di criticità, attività, soluzioni e condizioni inerenti alla sostenibilità ambientale: sotto questo argomento rientrano le passionali opere dell’italiano Michele Guido che lavorano sui nuovi possibili significati culturali dell’utilizzo della vinaccia come risorsa combustibile; le intense opere dell’australiana Yasmin Smith che si occupano di indagare artisticamente il processo di fito-risanamento sperimentale studiato negli ultimi anni dall’Università Federico II di Napoli per la zona della cosiddetta Terra dei Fuochi, l’interessante esperienza dello spagnolo Fernando Garcia Dory nata da una residenza artistica in Spagna ed ad oggi ancora attiva nell’indagare sul processo di sfruttamento complessivo delle piante di Eucalipto nelle zone nord della penisola iberica e infine le eleganti opere del cinese Mao Chenyu che indagano con sottile ma dichiarato spirito critico la coltura intensiva del riso nell’industria globalizzata cinese. Tutte queste opere sono vicine nella disposizione spaziale e si presentano legate all’oggetto e alla restituzione fisica del manufatto artistico, nonostante nascano da collaborazioni anche esperienziali che gli artisti svolgono o vivono in prima persona.

Fernando Garcia Dory/ INLAND, Recovery-regress system- 6 Hectares, 2021, installazione ambientale, stampa su carta adesiva, 200×228 cm, distillatore, ampolle di vetro soffiato, dimensioni complessive variabili

Nuove Narrazioni 

L’ultimo tema infine si occupa di restituire delle narrazioni di condizioni e situazioni connesse alla sostenibilità ambientale seguendo un forte spirito di denuncia e di critica nei confronti del neocolonialismo e dello sfruttamento di etnie ed aree geografiche: all’interno di questo discorso di inserisce l’installazione video della celebre artista  Maria Thereza Alvarez, To See the Forest Standing che dialoga con la condizione della popolazione indigena della zona dell’Acri nel Brasile attraverso delle video interviste proiettate contemporaneamente su diversi schermi e ascoltabili singolarmente attraverso delle cuffie; in contemporanea un ulteriore apparato audio riporta nella stanza la voce gli stessi discorsi in maniera sconnessa creando una sensazione di scollamento tra il tempo reale e il tempo del video. L’opera è un’indagine la storia di questa popolazione sopravvissuta nonostante  le campagne di genocidio portate avanti da parte dei portoghesi prima e dai brasiliani poi e rivendica il diritto ad essere riconosciuta nella supervisione della vita animale e vegetale delle riserve del proprio territorio, ma si presenta anche come una riflessione sui tempi della cultura in contrapposizione a quelli della natura.

Yasmin Smith, Terra dei Fuochi, 2021, porcellana di Lomoges, cenere di legno di pioppo, 20 pezzi di dimensioni complessive di 110x300x300 cm

Sustaining Assembly. Pratiche Artistiche per una Transizione Ecologica è una mostra concentrata nello spazio, ma piena, complessa ed affascinante nella sua articolazione, che rimarrà allestita negli spazi del PAV di Torino fino al 24 ottobre 2021. Rilevando già nel termine “assembly” il riferimento all’intenzione di creare un percorso di cui le stazioni facciano parte di una libera adunanza creativa di menti, spesso estranee e disperse in diversi capi del mondo, ma tutte già da tempo coscienti della crisi ambientale che vi incombe, Sustaining Assembly accoglie all’interno di un piccolo compendio esperienze artistiche, testimonianze della vita, del lavoro e dell’interesse di singoli e collettivi circa la possibilità reale di attivare connessioni sociali e culturali per una transizione ecologica.

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