C’era una volta adesso di Massimo Gramellini

C’era una volta adesso di Massimo Gramellini
C'era una volta adesso di Massimo Gramellini

Che questo sia stato un anno decisamente particolare è un dato di fatto. Il giornalista e autore Massimo Gramellini prova a raccontare la pandemia, attraverso gli occhi di un bambino di nove anni nel suo nuovo romanzo “C’era una volta adesso”.

C’era una volta adesso

Raccontare una fiaba comporta determinate responsabilità: devi saperle narrare, devi immaginare dei protagonisti che in qualche modo affrontino delle avventure e delle disavventure, devi creare almeno un buono e un cattivo perché sia credibile e attinente alla vita vera.

In questa storia c’è una famiglia normale, composta da una mamma soprannominata T’Ansia (e questo la dice lunga sul suo carattere), una sorella maggiore, una serie di parenti che abitano nello stesso condominio, un papà itinerante e spesso assente e un figlio piccolo, Mattia.

Anno 2020, scatta la pandemia causata da un virus sconosciuto anche ai medici, che cercano di debellarlo chiudendo tutta la popolazione italiana nelle proprie case, per evitare il diffondersi del virus stesso.

Le scuole sono chiuse, i bar, i negozi, i ristoranti, i centri commerciali, i cinema, i teatri: tutto barricato e l’unica cosa che si può fare è stare a casa propria, perché solo così ci si può considerare davvero al sicuro.

Rifugiarsi

Mattia ha solo nove anni, ma non gli dispiace per niente pensare di non dover più andare a scuola, di non dover più affrontare i suoi compagni di classe che lo prendono in giro per i suoi denti sporgenti da coniglio: ma sì, in fondo è bello stare a casa, senza l’obbligo di noiosi compiti e senza dover nemmeno interfacciarsi con il mondo esterno che si sa, è pericoloso più per ciò che si conosce piuttosto che per quello che è sconosciuto.

Mattia però ha un vuoto che non riesce a crollare, ovvero quello di un padre assente, separato dalla mamma, che non si ricorda mai di lui, nemmeno nel giorno del suo compleanno riesce a fargli un regalo decente o che lui possa apprezzare.  Di colpo questa figura sconosciuta piomba nella sua quotidianità, bloccato con loro in casa e Mattia questo non lo può sopportare.

L’invasione dei suoi spazi privati, che sono pochi, pochissimi perché a nove anni non si ha ancora (forse)quella percezione di spazio privato: un padre che cerca però di riavvicinarsi al figlio che non conosce, di cui non conosce nemmeno i gusti personali tanto da proporgli sempre il gelato con la panna montata, unico alimento che a Mattia fa ribrezzo.

La famiglia, questa sconosciuta

Mattia ha tanti legami, ma tutti così diversi all’interno della sua famiglia: non capisce come il cattivo della storia, il Virus, sia così potente da riuscire a mettere così paura non solo in sua mamma T’Ansia che lo chiude in casa e lo disinfetta continuamente, ma anche tutto il resto del mondo e che gli ha tolto gli abbracci della sua nonna del cuore.

Una nonna che abita solo al piano di sopra, che lo sa capire tramite l’utilizzo della letteratura, che lo sa indirizzare verso la visione più giusta delle cose.

Un virus che toglie tanto, quasi tutto e che gli ha (ri)dato un padre, la cui incapacità di svolgere il ruolo genitoriale è evidente fin dalle prime pagine. È allo stesso modo chiaro che però Mattia noti piano piano gli sforzi che il padre compie nei suoi confronti, primo fa tutti il trattarlo come un bambino.

Non l’adulto che non ancora non è, non il bambino incapace di comprendere la drammatica situazione che tutto il mondo sta vivendo e che sta scombussolando tutta la sua vita, ma come il figlio che per quanto cerchi di rimanere rigido nelle sue posizioni, ha bisogno del suo papà.

Affrontare una tematica come quella della pandemia attraverso la delicatezza: il compito non era facile, ma Gramellini riesce nel suo intento, peccando del suo buonismo che ogni tanto è un briciolo sopra le righe, ma costruendo comunque un romanzo godibile, che strappa un sorriso e che scatena nel lettore la voglia di vedere quella famiglia riunita, qualunque cosa questo comporti.

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