The Walking Dead: perché Negan è cosi importante per il mondo ideato da Kirkman

The Walking Dead: perché Negan è cosi importante per il mondo ideato da Kirkman
Fonte: thewalkingdeadbr.com

Da qualche tempo mi sono cimentato nella lettura di una delle storie a fumetti più conosciute e famose del panorama horror di quest’ultimo decennio ovvero The Walking Dead, l’opera scritta da Robert Kirkman che racconta la difficile vita di un gruppo di sopravvissuti all’interno di un mondo devastato da una misteriosa epidemia che ha trasformato i morti in zombie.

Il vero motivo che mi sta tenendo incollato alle pagine di questo racconto, è che si differenzia di molto dai classici survival horror in cui abbiamo sempre un protagonista che dovrà fare di tutto per essere il migliore per poter sopravvivere.

The Walking Dead si sofferma invece, sempre più spesso su quello che è il cammino di crescita personale dei suoi protagonisti, di come si evolvono e di come metabolizzano il mondo che li circonda prima di scegliere quale mossa compiere o come affrontare il problema di turno.

I personaggi che prendono parte alla sua storia, così come tutti i nemici che verranno affrontati, sono sempre ben strutturati ed hanno un compito ben preciso all’interno della società immaginata da Kirkman, e questo rende anche personaggi come Negan, dei veri e propri tasselli fondamentali per il proseguimento della storia.

Ma forse, prima di continuare con questo mio articolo, bisogna mettere un po’ di chiarezza e fare il punto della situazione.

the walking dead
Fonte: ign.com

The Walking Dead, dal fumetto alla serie TV

La storia narrata all’interno del fumetto di The Walking Dead (pubblicato in Italia da Saldapress e concluso nell’ottobre del 2020, un anno dopo la fine delle pubblicazioni americane) ha creato negli anni diversi spin off ed è stata riadattata a diversi media, tra cui diversi videogiochi e l’omonima serie tv trasmessa dalla AMC.

Quando si parla di The Walking Dead bisogna quindi sottolineare bene a quale media si fa riferimento, in quanto, seppur la serie televisiva segua a grandi linee la trama principale dell’opera di Kirkman, alcuni personaggi ed alcuni avvenimenti sono stati creati solo ed esclusivamente per il pubblico televisivo, cambiando di fatto alcune relazioni presenti all’interno della storia originale.

Oggi vorrei soffermarmi sull’importanza di un personaggio in particolare, talmente ben scritto da aver avuto un ruolo fondamentale sia nella storia del fumetto che in quella della serie Tv, ovvero di Negan (nel fumetto il personaggio fa la sua prima apparizione nel sedicesimo capitolo, mentre per la serie televisiva nella sesta stagione).

Da questo momento in poi potrebbero esserci degli spoiler che fanno riferimento al personaggio ed agli archi narrativi che lo comprendono (indicativamente stagione sei e sette e capitoli 16-24) quindi vi consiglio di proseguire la lettura solo se conoscete i fatti e le vicende narrate nei suddetti capitoli.

The Walking dead
Fonte: nytimes.com

La storia fino a Negan

Come dicevo nelle prime righe di questo articolo, la storia di The Walking Dead non si basa tanto sulla violenza e sulla sopravvivenza in quello che è un mondo distrutto da una malattia sconosciuta e misteriosa, ma sul lato umano e su quello che i diversi personaggi vivono di giorno in giorno.

Con l’ingresso di Negan come nemico della comunità capitanata da Rick Grimes, Kirkman da il via ad un processo che porterà i suoi personaggi verso un nuovo arco narrativo decisamente diverso da tutto quello che abbia visto fino ad ora.
Volendo dividere la storia di The Walking Dead fino a questo momento in archi narrativi, avremmo a che fare con quattro fasi.

La prima fase è quella della scoperta, dove inizia la storia di Rick e dove i diversi protagonisti si troveranno ad affrontare un mondo che non conoscono, un mondo che sembra il loro, ma dove i morti camminano e cercano di mangiarli.

Una fase piena di paura ed incertezze, che li farà maturare ed aprirà loro le porte della fase due, ovvero l’accettazione. Il gruppo capisce che non è un gioco, che il mondo di prima non esiste più e che bisogna cercare di restare vivi in questo strano mondo, accettandolo per quello che è e cercando il modo migliore per andare avanti.

Un proseguimento immediato che li porta alla fase della supremazia. Ora sanno vivere nel mondo che li circonda, sanno come gestire le problematiche interne e sanno che probabilmente niente tornerà come prima, ma sanno anche di non essere i soli ad essere cambiati ed ad essere arrivati fino a questo punto evolutivo.

Se nelle prime due fasi i morti erano ancora uno dei maggiori problemi per la sopravvivenza del gruppo ed uno dei loro pensieri fissi, da questa terza fase in poi il problema passa decisamente in secondo piano. Ed è qui che, dopo diversi scontri minori, fa il suo ingresso il predatore più grande: Negan.

The walking dead
Fonte: Ign.com

L’importanza di Negan per The Walking Dead

Negan è quel personaggio malato, che deve essere odiato per il suo modo di fare squilibrato e senza controllo, ma che tuttavia sarà d’esempio alla comunità di Rick per poter fare il passo successivo verso la nuova fase evolutiva disegnata da Kirkman.

Negan è un folle, parla strano e usa il suo carisma per soggiogare il mondo e tenere le persone meno forti e meno coraggiose sotto la sua stretta. E’ capace di cose atroci come il bruciare il volto di uno dei suoi seguaci con un ferro da stiro, solo per un torto subito. Tuttavia Negan è riuscito a creare quello che Rick stava cercando di fare da tempo.

Seppur nella morsa del terrore, Negan è riuscito ad insinuarsi viscidamente tra le fila dei pochi sopravvissuti, creando quella che è, a tutti gli effetti, una rete di scambi commerciali salda e molto distesa. Non è un baratto equo, potremmo più paragonarlo ad un estorsione mafiosa, tuttavia è riuscito a collegare diversi accampamenti di sopravvissuti in un’unica rete.

Negan è quel folle ma visionario personaggio che farà fare il salto di qualità a Rick dopo un estenuante ed ostinata lotta alla supremazia tra due personaggi forti che nutrono una profonda stima reciproca.
Ed è proprio quando Rick riuscirà a fregare Negan con un inganno subdolo che si aprirà la quarta fase dell’evoluzione dei sopravvissuti di The Walking Dead, ovvero quella della civiltà.

Rick deciderà di far sopravvivere Negan al suo assalto, deciderà di tenerlo prigioniero come si faceva una volta, in un mondo normale, senza ucciderlo a sangue freddo come avrebbe fatto fino a quel momento, e decide di trasformare quella rete tossica di scambi commerciali in una fiorente nuova speranza di ricostruzione del mondo.

Una forza nuova che spingerà i vari personaggi a migliorare se stessi ed a mettersi ancora una volta in gioco per osare ancora di più per questo nuovo mondo, sfruttando tutto ciò che era stato usato contro di loro e cercando di ridisegnare un futuro migliore. Un mondo civile, un mondo perfetto, ma nato anche grazie al lavoro svolto da quello che è stato uno dei nemici più significativi dell’opera di Kirkman, Negan.

Per questo il lettore non arriverà mai a provare odio per Negan, ma anzi, spesso si sorprenderà della sua folle, ma radicata, lealtà nei confronti di chi saprà tenergli testa, sperando talvolta che Rick e Negan riescano a creare qualcosa di importante insieme.

Dopo la sua incarcerazione il mondo dei sopravvissuti di The Walking Dead comincia a prendere forma, gli scambi commerciali funzionano, le liti non mancano ma sembra che il mondo civile sia sull’orlo di rivedere la luce, almeno fino alla prima apparizione dei “Sussurratori”.

Un gruppo numeroso ed all’apparenza non belligerante ma che, al contrario di Rick e compagni, non ha tentato la via della civiltà cercando di ricostruire il mondo per come era, ma che ha deciso di regredire ad una società animale per sopravvivere adattandosi ad un mondo fatto di morti che camminano. Ma questo, è un altro pezzo di storia..

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