Sorpresa a Chiari: la città della microeditoria è la capitale italiana del libro

Sorpresa a Chiari: la città della microeditoria è la capitale italiana del libro
La rassegna Microeditoria a Chiari

È ufficiale da ieri 18 ottobre, Chiari, in provincia di Brescia, è la “Capitale italiana del libro” per il 2020. A sancirlo è stato il Consiglio dei Ministri che ha approvato la proposta del Ministro per i Beni e per le Attività Culturali e per il Turismo.

L’annuncio è arrivato da Dario Franceschini che premia uno dei luoghi più colpiti dalla epidemia di Covid che per quest’anno sarà la capitale italiana della lettura. Il riconoscimento non è solo simbolico, Chiari infatti sta per ricevere un finanziamento di 500.000 euro per la realizzazione di progetti, iniziative e attività per la promozione della lettura. 

La dichiarazione di Franceschini 

«Così come è accaduto per il titolo di Capitale Italiana della Cultura, anche la “Capitale italiana del Libro” genererà meccanismi virtuosi capaci di sviluppare progetti culturali, coinvolgenti e innovativi» ha dichiarato il ministro Franceschini. «Conferire il titolo a Chiari è inoltre il giusto riconoscimento alla microeditoria e alla produzione degli editori indipendenti che in questa città trovano da 18 anni una importante Rassegna di scambio e promozione che sarà organizzata anche quest’anno, dal 13 al 15 novembre, in una edizione rispettosa dei protocolli sanitari. Questo riconoscimento – ha concluso il ministro – arriva in un anno particolare e in un territorio fortemente colpito dalla pandemia in cui, ora più che mai, è giusto rafforzare il sostegno al settore del libro». 

Chiari, punto di riferimento della microeditoria

Chiari è infatti un punto di riferimento nazionale per la microeditoria, grazie all’annuale rassegna di tre giorni che si svolge in città dal 2003. I microeditori sono piccoli editori definiti come tali per la quantità delle loro produzioni. A distinguerli è una spiccata cura nella qualità del contenuto oltre ad una stretta collaborazione col territorio. Il loro ruolo è cruciale, in quando questi editori svolgono  un’opera di tutela della cosiddetta bibliodiversità intesa come pluralità delle voci. La Rassegna di Chiari si svolge ogni anno nell’affascinante contesto liberty di Villa Mazzotti Biancinelli. 

Il titolo di Capitale del libro in questa prima edizione è stato attribuito per legge dal Cdm su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali. Dal 2021 il riconoscimento – si legge nel comunicato diffuso dal Mibact – sarà conferito all’esito di un’apposita selezione in cui una commissione di esperti valuterà i progetti presentati.

La riscoperta della lettura 

«Nei mesi più duri del lockdown, Chiari ha trovato proprio nella lettura, compiuta attraverso i canali social dell’amministrazione, uno degli strumenti per sostenere la comunità. Ora questa esperienza può diventare un modello» ha affermato il ministro in merito al riconoscimento conferito alla città Bresciana.

Chiari tuttavia non è l’unico luogo ad essersi “aggrappato” alla lettura per superare i mesi di difficoltà. Secondo il «Rapporto Annuale 2020 – La situazione del Paese» dell’Istat pubblicato in estate, durante il lockdown sono raddoppiati gli italiani dediti alla lettura che sono passati dal 29,6% al 62,6%. 

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