Mostri, la serie a puntate su Storytel

Mostri, la serie a puntate su Storytel
Mostri, la serie a puntate su Storytel

Raccontare i serial killer: non tramite un romanzo, non tramite un talk show in tv, ma attraverso un podcast. Sembra farsi sempre più strada questa nuova tecnica narrativa che ha colpito anche i casi di cronaca italiana più o meno conosciuti. Così si arriva alla serie disponibile su Storytel “Mostri”, quattro serie di podcast dedicate ai più feroci serial killer italiani, raccontate come se fossero un giallo dalla voce di Matteo Alì sui testi di Gianluca Ferraris.

Mostri su Storytel

Quando si dà un qualsiasi titolo ad un soggetto, bisogna essere sicuri di averlo scelto bene.

Bisogna sceglierne bene le parole, perché alcune possono avere più efficacia di altre, possono stridere alla loro lettura oppure possono avere un suono dolce e avvolgente. Parlando di un essere umano che uccide un altro essere umano, è necessario andare a prendere una parola dura, che si riveli in tutta la sua crudeltà anche nel momento in cui una persona la deve associare a quel volto.

Per parlare di una serial killer è dunque perfettamente calzante la parola mostro: quello che nelle fiabe per i bambini è l’orco nero, enorme e brutto, che li può spaventare e causare loro qualche piccolo incubo durante la nottata, diventa un essere in carne e ossa che decide di stroncare le vite di altre persone, arrogandosi un diritto che non gli appartiene e mai gli apparterrà.

In questa serie dunque vengono presentati tre diversi casi di cronaca, che hanno sconvolto l’Italia intera e che rimangono impressi nella memoria e lì rimarranno per sempre: il Mostro di Firenze, Michele Profeta e Donato Bilancia.

Il mostro di Firenze

Il primo si infila alla perfezione all’interno della definizione stessa di mostro, proprio perché non si ha un nome e cognome del “serial killer delle coppiette” che terrorizzò Firenze e dintorni negli anni ’70 e ’80 e ’90, ma che ancora oggi nel XXI secolo fa parlare di sé per un semplice motivo: oltre all’efferatezza degli omicidi che si rivelarono essere compiuti sempre attraverso lo stesso schema, non si può dare un nome a questo personaggio semplicemente perché non lo si è mai trovato.

Durante i tre episodi che compongono questo caso, vengono raccolte e sentite le testimonianze di coloro che non solo furono testimoni salvi per miracolo di alcuni episodi, ma anche e soprattutto di coloro che a turno vennero accusati di essere il Mostro stesso: quello che è restato più impresso è il contadino Pietro Pacciani, la cui morte però ad un certo punto alla vigilia del suo ritorno in tribunale, diede adito a molti dubbi, ma soprattutto lasciò irrisolti molti interrogativi fondamentali.

Chi ha ucciso davvero le otto coppiette? È stata sempre la stessa mano? Esiste un mandante per i delitti del Mostro di Firenze? Chi ha depistato le indagini? E che cosa c’entrano con questa storia un ex militare americano e un gruppo di professionisti dell’alta società? Molte domande che ad oggi non hanno ancora trovato una vera e univoca risposta.

Il killer delle carte da gioco

Il secondo fu un caso completamente diverso, in quanto la cattura del serial killer si rivelò essere complessa indubbiamente, ma che venne portata a termine perché fu proprio lui, Michele Profeta, a compiere un errore che gli fu fatale. Siamo a Padova, gennaio 2001 e in una notte fredda un tassista viene ucciso con un colpo alla nuca.

Unico indizio: una carta da gioco, un re di cuori. Tutto sembra un gioco per lui perché insieme a questo piccolo indizio, dopo pochi giorni il killer, con una lettera anonima, lancia una sfida alla polizia: devono pagare o ammazzerò di nuovo e così gli investigatori questo segna l’inizio di una corsa contro il tempo.

Un gioco al massacro, che li porterà a riscontrarsi con la dura realtà, dopo pochi giorni: il killer ha colpito di nuovo, un agente immobiliare viene infatti trovato morto in un appartamento. Stessa pistola, stesso indizio, diverso re: la carta da gioco ritrae infatti un re di quadri.

L’assassino che da settimane terrorizza Padova ha già scelto la sua prossima vittima, pronto a lasciare sul suo corpo una nuova carta da gioco: un re di fiori. La polizia, però, a questo punto delle indagini, è sulle sue tracce e riesce a trovarlo, a fermarlo. Qui però comincia un’altra storia. Chi è l’uomo che hanno di fronte? Chi è Michele Profeta, un lucido assassino o un uomo traumatizzato?

Donato Bilancia

Il terzo e ultimo (per ora) riguarda un caso che vede protagonista il piccolo centro di Novi Ligure e un personaggio arrogante, quanto disperato e dai contorni poco chiari: Donato Bilancia (aka Walter) è un subdolo ladro, pieno di debiti, dedito al gioco d’azzardo che perde completamente la testa a seguito di un inganno proprio sul tavolo verde, in cui lui è il soggetto sbeffeggiato.

Da quell’istante, Walter deciderà di vendicarsi non solo di quel gesto, ma anche di tutto quello che la società lo ha costretto a fare e senza nessuna pietà: si ritrova così a colpire una prostituta, delle ragazze che viaggiano sui treni regionali in orari serali, una coppia proprietaria di una gioielleria. Quando viene fermato, arriva però la vera rivelazione shock: le vittime non sono solamente cinque, ma ben 17. Una lunga scia di sangue che Donato Bilancia si porta dietro, alla quale gli inquirenti non riescono davvero a darsi una spiegazione.

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