Venezia: ‘Spazio ai giovani’

Venezia: ‘Spazio ai giovani’

“Spazio ai giovani”. “Il futuro dell’arte è nelle mani dei giovani”. Incessantemente ci viene ripetuto questo messaggio. Ed è un messaggio che, nonostante i buoni propositi, rimane solo un vuoto susseguirsi di parole nella mente dell’ascoltatore, che, seppur attento, si trova immerso nella tragicità della cronaca, nel susseguirsi di nomi di ragazzi che sbagliano, che si arrendono, che perdono la loro voce, che perdono loro stessi. Ecco, allora, che questi giovani a cui dobbiamo dare fiducia diventano simboli di arroganza e presunzione, perché i modelli a cui si ispirano sono arroganti e presuntuosi.

Tuttavia nonostante i pregiudizi che continuano ad invadere non solo il mondo dell’arte, ma il mondo in generale, talvolta alle nostre orecchie giunge il suono di una disarmonica armonia, il brusio gioioso di giovani voci che non si arrendono nonostante tutto e tutti e difendono il loro futuro e loro stessi nell’unico modo veramente rivoluzionario che rimane loro a disposizione: facendo cultura.

Ecco, quindi, che in una galleria della terraferma veneziana, all’interno di un centro per anziani autosufficienti  sei artisti contemporanei  (Alba Kia, Renato Conte, Massimo Mion, Cristiano Pizzo, Michele Pollana, Elisabetta Tugnolo) diversi per età, formazione e tecnica artistica hanno deciso di mettersi in gioco affidando loro stessi e la loro arte a ventiquattro studenti del Liceo Classico Raimondo Franchetti di Mestre; ventiquattro giovani  di età compresa tra i 16 e i 19 anni che si sono trovati ad essere, dopo una serie di incontri formativi pomeridiani tenutisi nei locali della scuola ma nel contesto di un progetto esterno ad essa, curatori, scrittori, artisti in un percorso che è diventato un viaggio alla scoperta dell’arte, ma forse, cosa ben più importante, alla scoperta della propria voce.

Varcando la soglia della galleria San Valentino il visitatore viene assalito dalle molteplici immagini che raccontano una storia scritta sulle pareti attraverso un allestimento basato sul continuo alternarsi di monocromie e cromie, di luci e ombre, di riflessi e contestazioni; una storia raccontata attraverso i saggi critici scritti dagli studenti, una storia che è accompagnata da flebili note musicali sprigionate da uno stereo, uno stereo che si svela solo se attentamente ascoltato, uno stereo nascosto ma che continua a suonare.

Lo sguardo del visitatore si sposta lungo le pareti e l’attenzione viene catturata dalle fotografie digitali rielaborate al computer, dai pannelli di plexiglass o di legno dipinti con la tecnica dello stencil, o con l’acrilico, dai tatuaggi policromi, dai disegni a matita, a pastelli, a china, dalle istallazioni luminose e da quelle interattive, dai lavori ad olio o ad acrilico. Le opere degli artisti e quelle dei ragazzi si mischiano, si rincorrono, dialogano tra loro.

Il risultato è una esposizione fresca ed innovativa, ma non per questo priva di messaggi forti e precisi. La mostra, come evince il suo stesso titolo “Carpe artem. Cogli l’arte in tutte le sue forme”, non è una semplice mostra d’arte: fin dal suo titolo, infatti, è possibile intravedere un preciso intento culturale; in un momento nel quale il passato sembra dimenticato, in un momento nel quale la cultura umanistica viene vista come becera e derelitta, giocare con il latino e con un autore come Orazio evidenzia una sfida: usare una lingua considerata morta per risollevare un’arte che sta morendo,  una lingua passata per rivitalizzare una società che non prova interesse per i giovani, un pacifico e silenzioso rivoluzionario urlo di cambiamento.

Al visitatore non resta che ascoltare questa intonata stonatura attraverso la quale ogni regola accademicamente accettata è stata stravolta: i ragazzi come protagonisti e non come spettatori, l’arte non come oggetto ma come comunicazione, i giovani come futuro e non come piaga, la cultura come speranza e non come ricordo.

 

Didascalia immagine.

I ragazzi del progetto Carpe Artem durante l’inaugurazione avvenuta sabato 8 giugno 2013 presso la Galleria San Valentino. In ordine alfabetico: Mariachiara Baraldi, Bianca Beltrame, Anna Bernante, Lorenzo Bigo, Elena Bobbo, Diletta Dan, Alessandra Giuliano, Laura Jurinich, Ilaria Marcon, Isotta Martini, Riccardo Memo, Sabina Morando, Angela Panese, Francesco Perruccio, Veronica Pesce, Isabella Primicerio, Giampaolo Rizzo, Noemi Ruberti, Davina Scalise, Laura Teruzzi, Valentina Torturo, Valentina Turiano, Riccardo Valle, Irene Zuin.

Informazioni tecniche.

Carpe artem. Cogli l’arte in tutte le sue forme, fino al 22 giugno 2013, presso la galleria San Valentino via Carrara 10, Marghera, Venezia

Catalogo: bilingue distribuito gratuitamente

 

Giulia Jurinich

13 giugno 2013

 

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