Arte contemporanea a Lipari: la mostra personale di Umberto Mastroianni

Arte contemporanea a Lipari: la mostra personale di Umberto Mastroianni
Umberto Mastroianni, Mezzo busto, 1939, scultura in bronzo.

A Lipari, la più grande delle isole dell’Arcipelago Eoliano, si sta svolgendo la mostra di arte contemporanea dedicata allo scultore laziale Umberto Mastroianni (1910-1998) le cui opere, databili dal 1931 al 1992, ben sintetizzano l’evoluzione stilistica dal classicismo all’astrattismo, per culminare nel Futurismo.

Umberto Mastroianni, Furia selvaggia, 1975, scultura in bronzo.

Lo spazio espositivo

Fino al 4 novembre 2020 sarà possibile ammirare le tredici sculture, in bronzo o in acciaio, realizzate dal maestro in più di sessant’anni di attività e che ne riassumono il pensiero creativo.

La mostra, curata da Giordano Bruno Guerri, è stata allestita fra le sale interne del Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea e gli spazi esterni del polo museale, sebbene il nucleo più consistente delle opere sia stato dislocato nell’ala dell’ex carcere, con l’intento di rivitalizzare la sezione di arte contemporanea. Quest’ultima, inaugurata nel 2015 con il progetto “Mare Motus” accoglie al suo interno una collezione permanente di opere ed installazioni con le quali le sculture di Mastroianni dialogano perfettamente.

“Per creare, Mastroianni non aveva bisogno di uno spazio chiuso, intimo, ma del confronto con il vasto spazio, la natura, il cielo – scrive il curatore Giordano Bruno Guerri – Ne ho parlato con un grande scultore nostro contemporaneo, che ho la fortuna di avere come amico, Ugo Riva, che a sua volta afferma: “Nella sua opera da grandissimo scultore monumentale i rapporti tra le masse piene e vuote devono dialogare in armonia oppure rompere con lo spazio circostante. Il cielo, la natura, i grandi spazi […] sono il piedistallo della sua opera, che deve essere penetrata e penetrare lo spazio. Credo sia questo il senso profondo delle sue creazioni”.

Proprio il cielo, la natura e gli spazi la fanno da padroni alle Isole Eolie, scenario perfetto in cui la ricchissima collezione di antiche maschere teatrali, statuette, vasi, gioielli e reperti recuperati nei fondali locali si fonde con opere all’avanguardia. L’Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Alberto Samonà, in occasione dell’inaugurazione, ha evidenziato come “la mostra rafforzi e implementi la proposta culturale dell’Isola e crei un ulteriore elemento di attrazione per un turismo che sempre più coniuga natura e cultura. Le Eolie non sono solo panorami mozzafiato e acque cristalline ma sono anche altro: sono storia, archeologia, arte, cultura, tradizioni, cibo, relazioni umane. Sono slow, ci invitano a godere del tempo… senza l’affanno del tempo”.

Umberto Mastroianni, Ragazzo fiorentino, 1931, scultura in bronzo.

Alcune note sull’autore

Umberto Mastroianni, zio del famoso attore Marcello Mastroianni, nasce a Fontana Liri nel 1910 e nel 1924 si sposta a Roma dove comincia la sua formazione artistica frequentando lo studio dello zio Domenico, scultore affermato, e i corsi di disegno dell’Accademia di San Marcello. Nel 1930 riceve i primi riconoscimenti ufficiali ed espone in mostre di livello nazionale ed europeo.

Chiamato alle armi durante la guerra, partecipa alla Resistenza con un impegno che lo cambia interiormente e lo porta a trasporre nelle sue opere le istanze nate dalla lotta in nome della libertà. L’idea dell’armonia e dell’equilibrio rinascimentale delle opere giovanili viene stravolta dalle avanguardie mediante la dissoluzione completa della forma, dal movimento e dalla velocità.

Con Mastroianni, infatti, siamo invitati a compiere un viaggio attraverso le principali correnti artistiche del secolo scorso: dallo stile classico e figurativo a quello prettamente cubista basato su rappresentazioni da molteplici angoli visuali simultaneamente, sino al vitalismo del movimento più importante del Novecento, il Futurismo.

Tra i numerosi premi e riconoscimenti, ricevuti dall’artista nel corso della prolifica carriera, è degno di nota il “Gran Premio Internazionale per la Scultura” conseguito durante la XXIX Biennale di Venezia del 1958. Ottenuta la cattedra di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Mastroianni si sposta poi a Torino, a Marino laziale, a Napoli e a Roma. Nel 1987 regala allo Stato italiano ventisei opere, per lo più del periodo Informale, che entrano a far parte della collezione Galleria Nazionale d’Arte Moderna. L’artista muore nella sua casa-museo di Marino nel febbraio 1998, dopo aver raggiunto la fama mondiale.

I suoi capolavori sono oggi conservati in Giappone (Hakone Open Air Museum), a New York (Metropolitan Museum of Art), in Francia (gallerie private), al Museo Mastroianni di Roma ed alla Fondazione Umberto Mastroianni ad Arpino. Inoltre non bisogna dimenticare le numerose sculture monumentali esposte nelle piazze italiane di: Aosta, Cles (Trento), Torino (la cancellata del Teatro Regio); Cuneo (monumento dedicato alla Resistenza); Firenze; Frosinone; Urbino, Salerno (Università) ed Erice (Fondazione Majorana).

Lo storico dell’arte Maurizio Calvesi ha lasciato un ritratto dello scultore che, in quanto figura eclettica,

“alterna, a lucide forme astratte, geometricamente definite come piani che riflettono la luce, zone matericamente informali, scabrose e intrise d’ombra in una grandiosa evocazione di processi generativi e formativi di quasi vulcanica e fragorosa – la voce della materia – irruenza […] in questo stesso piacere del rischio, della sfida, si manifesta una personalità erede dello slancio futurista, slancio che aveva tuttavia qualcosa di connaturato, in lui, cioè di proprio dell’indole stessa, impetuosa del personaggio e che risultava persino da atteggiamenti pratici, come l’amore per le automobili e la velocità”.

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