World Press Photo Festival in mostra al Palazzo delle Esposizioni

World Press Photo Festival in mostra al Palazzo delle Esposizioni
Straight Voice di Yasuyoshi Chiba

C’è tempo fino al 2 di agosto per poter assistere alla mostra Word Press Photo al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Niente cerimonia di premiazione per questa edizione dell’omonimo festival fotografico che si tiene ogni anno ad Amsterdam, a causa della pandemia gli organizzatori hanno annunciato i finalisti della kermesse direttamente sui social network.

Yasuyoshi Chiba vince l’ultima edizione del Word Press Photo


Vincitore di questa edizione è il fotografo giapponese Yasuyoshi Chiba, grazie ad uno scatto ottenuto durante una manifestazione di protesta avvenuta a Khartum nel 2019.
Il soggetto fotografato è un ragazzo illuminato dai flash dei cellulari durante un blackout che ha lasciato al buio l’intera città; il senso dell’atto è chiaro: chiedere finalmente un governo democratico per il Sudan.
Ed è proprio Straight Voice, lo scatto rubato da Yasuyoshi, l’ospite principale della rassegna proposta al Palazzo delle Esposizioni, mostra allestita in contemporanea con la personale dedicata a Jim Dine.
In un momento storico come il nostro, che sembra aver dimenticato la stagione dei totalitarismi ed anzi pone l’uomo forte a soluzione di ogni male, la voglia di democrazia testimoniata da Yasuyoshi assume un valore imprescindibile.
Nel dicembre del 2018 le dure proteste contro il governo di Omar al-Bashir portano il Sudan in stato di crisi politica, fino al golpe che mette fine ai trent’anni di presidenza del colonnello.

Le manifestazioni pro-democratiche però non si fermano, diventando una vera e propria spina nel fianco del neo insediato regime militare.  Ed il 3 giugno del 2019 le proteste pacifiste che si dipanano per le strade della capitale vengono sedate con l’uso di armi da fuoco da parte della polizia.

World Press Photo
Nick Ut, 1973

Le altre opere al Palazzo delle Esposizioni

Oltre alle opere presentate durante l’ultima edizione del contest, nel polo espositivo di via Nazionale sarà possibile ammirare anche una selezione di scatti vincitori delle passate edizioni. Immagini diventate iconiche di un particolare periodo storico, come ad esempio i bambini immortalati da Nick Ut durante la Guerra in Vietnam, in fuga dal loro villaggio su cui venne sprigionato per errore del napalm da parte degli aeroplani sudvietnamiti.
Oppure la foto di Charlie Cole che divenne il simbolo delle proteste in piazza Tienanmen, vincitrice del Word Press Photo nel 1990.

World Press Photo
Charlie Cole, 1990

Poter confrontare gli scatti che hanno segnato la storia del giornalismo internazionale vuol dire non solo potersi confrontare con la difficile estetica del reportage, ma anche e soprattutto significa poter mettere in fila i tasselli della Storia dal 1955 ad oggi.
Guerre, colpi di stato, carestie, mutilazioni. Il mondo Occidentale in questo mezzo secolo sembra aver corso una gara senza freno tentando di aggrapparsi con le unghie e i denti al fantoccio del profitto.
I popoli raccontati in questi anni dal Word Press Photo invece restituiscono una realtà diversa, in cui l’idea di benessere è ben lontana dall’essere portata a compimento.
Forse allora Straight Voice potrebbe essere davvero un lampo di speranza che scuote il buio ed illumina il futuro che verrà. Una luce che illumina il domani dopo mesi e mesi di profondo blackout.

World Press Photo
Francesco Zizola, 1997
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