Iago. Il servus callidus della tragedia shakespeariana

Iago. Il servus callidus della tragedia shakespeariana

Il servus callidus (servo astuto) è un personaggio tipico delle commedie latine, un manipolatore della scena che porta avanti l’azione grazie al proprio ingegno e alle macchinazioni ordite. Nella commedia classica il servo astuto è lo stereotipo dell’imbroglione che soggioga il vecchio avaro per dar manforte al giovane padrone, spesso innamorato e pieno di debiti.

servo astuto

Il servo astuto nelle commedie latine

Motore dall’azione, il servo astuto allestisce una commedia all’interno dello stesso dramma e ne ordisce trame e intrighi, portando a termine il proprio piano con tutti i mezzi a disposizione. In Plauto il servus callidus per eccellenza è Pseudolo, che scopre le sue carte sin da subito e scommette apertamente con il vecchio Simone che otterrà da lui il denaro sufficiente per liberare la flautista Fenicio amata dal giovane Calidoro. Pseudolo non segue un piano ben architettato, la sua abilità consiste infatti nel sapersi adeguare alle varie situazioni che si presentano lungo il percorso, affrontandole con astuzia e sfruttandole a suo vantaggio.

Il servo dialoga con se stesso e con il pubblico per mezzo dei numerosi monologhi in cui veste il ruolo di eroe comico e preannuncia l’insidia facendo appello al proprio cuore e maturando la decisione finale. Consapevole delle possibili conseguenze, architetta la trama, pregna di allusioni, doppi sensi ed equivoci. Nelle commedie di Terenzio, invece, il servo abbandona la patina prettamente stereotipata e si intravede una personalità meno tipizzata. Volgarità e inganni perdono un po’ di terreno nella vicenda ma rimane costante la grande capacità posseduta nell’arte del dissimulare.

Otello-e-Iago

La versione shakespeariana del servo astuto

Dalla commedia alla tragedia, dal mondo latino all’Inghilterra elisabettiana, il servus callidus approda nei drammi di Shakespeare e si tramuta in Iago, il vero protagonista dell’Otello. Alfiere a servizio del Moro, Iago è il motore della vicenda, il burattinaio che muove il filo della storia, portando alla lacerazione interiore dei personaggi. Invidioso di Otello e della felicità altrui, Iago accusa il Moro di aver avuto una relazione con la moglie Emilia e lo odia per aver scelto Cassio e non lui come luogotenente. Astuto e malvagio, progetta la caduta rovinosa di Otello, conducendolo alla follia e muovendo la sua mano contro Desdemona, innocente colpevole di tradimento.

Iago getta i semi del dubbio e del male nella mente di Otello e attende la risoluzione della vicenda, gustando le conseguenze delle proprie macchinazioni. Il desiderio di far crollare la vita intorno a Otello è il la che dà il via ai movimenti di Iago, con l’intento di annientare i sentimenti positivi e distruggere i valori. Iago è un imbroglione doppiogiochista, è un servus callidus che supera la concezione plautina e si tramuta in essenza stessa del male. Non compie le azioni per aiutare il giovane padrone ingannando il vecchio avaro, è infatti lui stesso l’avaro e persegue solo il proprio interesse, senza curarsi di chi gli sta intorno. Iago è egoista e vendicativo, per lui il fine giustifica i mezzi e questo lo porta anche a uccidere la moglie Emilia per raggiungere la meta prefissata, mosso dalla vanagloria e mascherato da amico.

Come i servi plautini anche Iago pronuncia un monologo rivelatore. Nella Terza Scena del Primo Atto l’alfiere infatti progetta l’inganno contro il valoroso Otello e, rimasto solo sulla scena, confida i suoi pensieri al pubblico con queste parole:

Io odio il Moro… Si è anche bisbigliato, qua e là, che egli mi abbia sostituito nel dovere coniugale tra le mie lenzuola.
Non so quanto sia vero, ma per un semplice sospetto del genere io agirò come avessi certezza.
Di me egli si fida; e tanto meglio agiranno su di lui le mie macchinazioni.
Cassio è un bell’uomo… Vediamo un po’…
Prendergli il posto, e far culminare il mio piano in un colpo doppio…
Ma come? Come?
… Ecco… Fra un po’ di tempo, potrei stillare nell’orecchio di Otello che Cassio è troppo in intimità con sua moglie.
Cassio ha un aspetto e un carattere soave, che sembran fatti apposta per far sospettare gli uomini e per far girare il capo alle donne.
ll Moro è d’indole semplice e franca.
Crede onesti quegli uomini che appena lo sembrano. E si farà menare per il naso docilmente come un somaro.
Ho trovato… L’idea c’è.
Poi l’inferno e la notte porteranno alla luce questo parto mostruoso.

 

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