Esami di Stato 2020. Ecco tutte le novità per i maturandi

Esami di Stato 2020. Ecco tutte le novità per i maturandi
Esami di Stato 2020. Fonte: Adnkronos

Un anno scolastico sui generis, tante prove da affrontare per gli studenti e per il personale docente. Catapultati in un sistema di didattica a distanza ancora in fase di rodaggio, molte sono state le falle e i problemi da risolvere, ma l’impegno e la dedizione hanno consentito di portare a termine il cammino nel migliore dei modi.

In questi mesi di emergenza sanitaria nazionale, il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha proposto vari scenari da realizzare per riuscire a concludere l’anno scolastico e gestire al meglio gli esami di terza media e di maturità. Già conclusi i primi, ieri hanno avuto inizio i tanto discussi Esami di Stato.

Esami di Stato 2020. Le misure di sicurezza

La situazione di emergenza sanitaria è in via di miglioramento, ma ancora stiamo convivendo con il virus e questo non ci consente di godere a pieno delle stesse libertà degli scorsi anni. Per evitare il diretto contatto tra gli studenti, infatti, ogni maturando deve presentarsi in sede 15 minuti prima della propria convocazione e lasciare l’edificio al termine della prova. I locali scolastici sono stati adibiti in modo da garantire le misure di distanziamento tra i docenti e tra loro e gli studenti.

È necessario inoltre dichiarare di essere “covid-free” ed è obbligatorio l’uso dei gel igienizzati e delle mascherine. Durante l’esame orale però i ragazzi possono togliere la mascherina, se è garantita la distanza di 2 metri dal personale docente. Infine, i locali scolastici devono essere ben areati e igienizzati alla fine di ogni sessione di esame, per garantire una maggiore sicurezza.

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Fonte: Freepik

Esami di Stato 2020. Le modalità di svolgimento

La prova di esame è stata rimodulata in base alle esigenze dettate dalla didattica a distanza e dalla difficile fase affrontata. Sono state eliminate le prove scritte e sostituite da un unico colloquio orale della durata anche di un’ora. Il colloquio si articola in 5 fasi:

  1. Presentazione di un elaborato sulle materie di indirizzo

In sede di esame ogni studente deve discutere un elaborato (ex tesina) sulle materie di indirizzo, redatto grazie all’aiuto e alle indicazioni dei docenti. La normativa prevede l’invio dell’elaborato da parte del candidato entro il 13 giugno, altrimenti il consiglio di classe farà riferimento ai criteri per la valutazione finale stabiliti dal collegio docenti. Se il candidato è esterno, la mancata consegna è motivo di non superamento dell’esame.

  1. Discussione di un breve testo di lingua e letteratura italiana

Segue l’analisi di un testo di lingua e letteratura italiana oggetto di studio del quinto anno scolastico e inserito nel documento del consiglio di classe. È il docente di Italiano a occuparsi della scelta del materiale da sottoporre al candidato, tenendo conto del programma svolto.

  1. Analisi interdisciplinare di materiale scelto dalla commissione

Il candidato affronta poi una discussione interdisciplinare relativa a del materiale selezionato dalla commissione d’esame prima di ogni giornata di colloquio. I docenti possono scegliere un testo, un documento, un’immagine, un progetto o un problema. Il candidato deve affrontare la discussione seguendo un percorso multidisciplinare.

  1. Esposizione dell’esperienza PCTO

In seguito, viene esposta l’esperienza PTCO del candidato, svolta durante il proprio percorso di studi. Lo studente può presentare una relazione scritta, slides, video, immagini o altri prodotti, al fine di descrivere il percorso per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO), ovvero la più nota alternanza scuola-lavoro.

  1. Conoscenze e competenze di Cittadinanza e Costituzione

Infine, vengono accertate le conoscenze e le competenze di Cittadinanza e Costituzione, già richieste lo scorso anno. Il candidato discute delle tematiche affrontate durante le attività, i percorsi e i progetti svolti nell’ambito di “Cittadinanza e Costituzione”, mettendo in mostra la propria crescita e il raggiungimento degli obiettivi richiesti. Il Ministro dell’Istruzione ha sottolineato quanto sia importante occuparsi anche dell’emergenza Coronavirus e del modo in cui ogni studente ha affrontato il delicato periodo, anche in relazione ai diritti della Costituzione.

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Esami di Stato 2020. Fonte: Adnkronos

Esami di Stato 2020. Verso una nuova era

L’emergenza sanitaria nazionale ha costretto i vertici dell’istruzione a rivedere le modalità di svolgimento delle prove finali, rendendole più snelle e mettendo al centro il discente e le sue capacità e competenze. Si parla di revisione momentanea e non si sa ancora cosa accadrà nei prossimi anni, tutto potrebbe tornare alla normalità pregressa o il Ministero potrà decidere di ripartire da qui, mantenendo le modifiche effettuate.

La discussione sulla struttura degli Esami di Stato è sempre stata un punto focale per i vari Ministri dell’Istruzione. Docenti e discenti hanno sempre lamentato carenze e organizzazione atavica delle prove, che non tengono conto dei programmi realmente svolti e non sembrano rispettare i parametri meritocratici.

Che non sia forse questa l’occasione giusta per rivedere un po’ l’organizzazione delle prove e rendere gli Esami di Stato più “maturi” e attenti al merito? Sono davvero le vecchie prove scritte e orali a fare la differenza? Non sarebbe forse più opportuno ridare linfa e dignità all’intero sistema scolastico, rendendolo anche più rigido quando necessario, per formare le nuove generazioni e non regalare promozioni a gogò?

Basterebbe un sistema più meritocratico, che rispettasse la dignità e il lavoro degli insegnanti e dei ragazzi. Il percorso quinquennale potrebbe culminare con una prova facsimile dell’Esame di Laurea. Prendendo spunto dalle modifiche apportate per questo anno scolastico, gli alunni potrebbero quindi presentare una tesi finale e discuterla davanti a una commissione, una palestra per la futura vita accademica.

Il tutto però può funzionare solo se si dice basta alle giustificazioni e si punta sulla formazione seria e sull’impegno, non premiando tutti indistintamente. La scuola sta imboccando la strada del “liberi tutti”, è necessaria quindi una deviazione che punta sul merito. Forse il caos generato dall’emergenza sanitaria e la riorganizzazione celere della struttura degli Esami di Stato può essere il germe per una rinascita, la fioritura di una scuola più matura. Utopia?

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