Attica, un manifesto alla libertà in chiave pop

Attica, un manifesto alla libertà in chiave pop
Fonte immagine: Sergiobonelli.it

“Questa è Attica, la città più bella del mondo. Quello è il muro che la circonda, eretto sopra inganni, massacri e bugie. Quello che senti adesso, è il silenzio di chi è complice. Quello che sentirai leggendo questa storia è l’urlo rabbioso dei Cinque. I cinque che faranno di tutto, pur di abbattere quel c**** di muro.”

Così inizia Attica il primo fumetto in assoluto targato Sergio Bonelli Editore ad essere arrivato nelle mani di noi lettori non nel formato cosiddetto “bonelliano” (come siamo soliti trovare Tex, Dylan Dog e gli altri eroi della casa editrice) ma nel formato Tankobon, ovvero il formato nel quale di solito siamo abituati a leggere i manga.

Ma questa non è l’unica stranezza di Attica, il fumetto scritto e sceneggiato da Giacomo “Keison” Bevilacqua, per la collana Audace di Sergio Bonelli. Tra le pagine di quest’opera troviamo di tutto: un mondo distopico, personaggi strani, forti richiami alla cultura pop, una sceneggiatura da serie televisiva e tanto mistero e proteste sociali, racchiusi in sei volumi che vi scorreranno tra le dita regalandovi una lettura piacevole e davvero fuori dal comune.

Attica, la città dei sogni

Raccontarvi la storia del fumetto di Attica senza incappare in spoiler è un’impresa abbastanza difficile, e quindi mi limiterò a descrivervi quello che andrete a leggere e cercando di rispondere alle domande che sorgono prendendo in mano il primo volume di questa mini serie di Bonelli.

Cos’è Attica?
Attica è la città dei sogni, la città perfetta dove non esiste la povertà, dove non esistono le disparità e dove ogni essere umano ambisce a vivere per poterne sfruttare appieno i benefici e per potersene vantare con il prossimo. Una città perfettamente utopistica, talmente perfetta da non poter essere reale.

Attica è una città fortezza, dove all’interno delle sue mura si vive al massimo delle possibilità umane, con vite costose e con una disciplina rigida, al punto tale che se un cittadino non è più in grado di essere utile per questo folle micro sistema, viene sbattuto fuori. Al di là delle mura invece, l’esatto opposto: un ammasso di povertà che guarda con ammirazione la vita all’interno delle mura nella speranza, un giorno, di poterne far parte.

Chi sono i Cinque?
Questa è una domanda difficile, ma che trova risposta nelle prime pagine del primo volume, quando faremo il nostro incontro con Kat e Aiden, i primi due personaggi a venire allo scoperto nell’opera. Ragazzi normali, che si troveranno a dover affrontare qualcosa di decisamente fuori dal comune, insolito, che non sanno spiegarsi e che non trova risposte nella logica, almeno non in quella ordinaria.

I Cinque sono diversi, i Cinque sono speciali, e come recita lo slogan con il quale ho iniziato questo articolo (e che potete leggere sul retro del primo volume), sono legati da fili invisibili di cui non sono a conoscenza, ma che li condurranno a giocare un ruolo fondamentale in una partita architettata da tempo.

Attica
Fonte immagine: Sergiobonelli.it

Attica tra ingiustizie sociali e cultura pop

Se, visto il suo formato, dovessi etichettare Attica secondo i canoni dei manga giapponesi, sarei molto indeciso se definirlo Shonen, da cui trae forte ispirazione per via delle sequenze di combattimento e per lo stile di approccio ad essi, oppure Seinen per via dei temi seri e crudi trattati.

Perché la storia che verrà sviluppata nei sei volumi di Attica porta con sé tematiche molto forti e complesse, come l’accettazione del diverso, la tolleranza razziale e soprattutto un forte grido di ribellione all’indifferenza ed alla superficialità che minano le nostre società moderne.

Attica è un paradiso, una città perfetta, dove potersi vantare della propria vita perfetta con il mondo esterno, purché siate disposti ad accettare di buttarne fuori chi non è in grado di stare al passo, chi non è in grado di sostenere quella vita. Purché siate capaci di pensare solo a voi stessi, solo a cosa c’è all’interno delle vostre mura, fregandovene del resto.

Un tema, quello della tolleranza e contro l’indifferenza, che Bevilacqua sottolinea più e più volte all’interno della sua opera e che maschera con riferimenti chiari a molte fiabe ed elementi di cultura pop che fanno parte della nostra infanzia e della nostra cultura attuale.

Gli stessi eroi di Attica, i cinque, si scoprirà essere una versione rivisitata e modificata di alcuni personaggi storici o delle fiabe moderne o di alcuni personaggi della cultura pop moderna come i Pokémon, talvolta presi nella loro forma originale ed adattati all’opera (come il personaggio di Stein, chiaro riferimento al personaggio di FrankenStein dell’omonimo romanzo) talvolta stravolti e resi l’opposto di quello che sono nella fiaba o nel racconto da cui nascono (come nel caso di JimmyJimmy, ma che a differenza di Frankenstein vi lascio il piacere di scoprire di chi si tratta).

Attica
Fonte immagine: Sergiobonelli.it

Attica Libera!

In conclusione, questi sei volumi di Attica di Giacomo Bevilacqua ed editi da Sergio Bonelli Editore per la sua collana Audace sono un ottimo spunto di lettura se state cercando un fumetto leggero, divertente e rilassante, ma che nasconde molti lati nascosti e capace di far riflettere su tematiche importanti, affrontate in modo leggero ma chiaro.

Sei volumi che sapranno incuriosirvi e che creano una storia distopica mescolando adattamenti di personaggi della cultura pop e della letteratura, in una chiave mai vista, suscitando nel lettore la curiosità di scoprire a quale personaggio si riferisse l’autore durante la sceneggiatura del copione.

E se qualche personaggio vi è sfuggito, non vi preoccupare; con il suo modo di fare solare e scherzoso, nelle ultime pagine del sesto volume l’autore risponde a tutti i vostri dubbi, spiegando il perché di molte scelte stilistiche e caratteriali.

Insomma, una lettura molto consigliata e che non mi stupirei di vedere un giorno trasformata in una serie televisiva, visto il suo ritmo sempre costante di colpi di scena e il suo particolare modo di essere raccontata che strizza l’occhio alla serialità ad episodi.

Speriamo in una seconda stagione, ma nel frattempo sosteniamo “Attica Libera!” e diamo voce a queste letture che raccontano molto più della storia di ribellione di cinque ragazzi speciali.

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